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Energia ponte tra le imprese di Italia e Danimarca

A Roma il forum bilaterale “We think business” per promuovere interscambio e investimenti anche nei settori rinnovabili, efficienza e gestione idrica

Quotidiano Energia - Energia, economia circolare, efficienza, sostenibilità ambientale. Sono importanti vettori per rafforzare i rapporti economici e commerciali tra Italia e Danimarca. Temi al centro della prima edizione di “We think business”, la conferenza bilaterale tra i due Paesi che si è svolta ieri a Roma.

Nel 2017 l’export dalla Danimarca in Italia ha raggiunto una cifra di poco superiore ai 2,2 miliardi di euro mentre il Paese scandinavo ha importato prodotti e servizi italiani pari a 2,8 mld €. Come ha spiegato il ministro degli Esteri di Copenaghen Anders Samuelsen, il nostro Paese è al decimo posto nella classifica degli esportatori in Danimarca e “l’ambiziosa agenda green dell’Italia offre nuove opportunità per le aziende danesi che operano nel settore dell’efficienza energetica, dell’energia eolica e nella gestione del ciclo dell’acqua che potranno aiutare l’Italia a trovare nuove soluzioni per una crescita sostenibile”.

Come testimoniato dall'interscambio totale di cinque miliardi di euro nello scorso anno, "ci sono grandi analogie tra le strutture produttive dei due Paesi e sono possibili sinergie economiche", ha detto

il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano. Prospettive molto interessanti soprattutto per quello che riguarda “progetti in materia di sostenibilità ambientale, punto di forza del sistema Italia”. Per “intrecciare” gli apparati produttivi di Italia e Danimarca il Governo “è impegnato nell'opera di semplificazione burocratica e per creare condizioni migliori per gli investitori”, ha concluso il sottosegretario.

All’evento ha partecipato anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che nel suo intervento si è concentrato sul ruolo dell’Unione europea nella promozione della crescita e degli scambi commerciali. “Ci prepariamo alle elezioni europee e bisognerà aprire un dibattito riformista sull’Europa del futuro. Un’Europa che sia clausola di salvaguardia di fronte a Paesi come Cina e Stati Uniti che hanno posto la questione industriale al centro”. Per il numero uno di Viale dell’Astronomia “va sottolineata l'importanza della questione industriale come soluzione della questione europea, a partire dai nostri Paesi”.

Nel corso della conferenza è stato organizzato il seminario (oltre a quelli su salute e produzione alimentare sostenibile) “Urban and cleantech” per un confronto dedicato a crescita delle rinnovabili, piani per l’efficientamento energetico degli edifici e modelli virtuosi di gestione dell’acqua. Sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti di Arera, Gse, Enel, Acea, Iren, Vestas, Siemens Gamesa. 

 

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