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Ravioli o Jiaozi , ecco il cibo che unisce dall'Italia alla Cina

Il fagottino di pasta ripieno, con diversi sapori, presente in tutta la via della Seta

La preparazione dei ravioli nell'ambito della manifestazione dal 26 al 31 gennaio, sull’isola di Zamalek - presso il roof dell’Hotel Flamenco a il Cairo, Egitto © Ansa

In Italia si chiama “raviolo”, in Cina “Jiaozi”, in Egitto “Sambousek” , in Turchia “Manti”, in Afghanistan “Mantu”, quel fagottino di pasta – in forma, impasto, ripieno e cottura diversi – è presente in tutti i territori attraversati dalla via della seta. “Cibo conduttore” dei Paesi del Mediterraneo e delle vie raccontate da Marco Polo il raviolo, alimento transnazionale e versatile che cambia consistenza, sapore e forma in base al luogo di produzione. Sempre presente sulle tavole rappresenta un ponte culinario, simbolico protagonista di un vero e proprio scambio di arti che dall'Italia arriva in Cina e viceversa, fermandosi in Egitto.

 Cuochi cinesi hanno potuto apprendere dalle mani dello 'chef contadino' Pietro Parisi come realizzare i ravioli, simbolo della pasta fresca fatta in casa e contenitori di una ritualità domestica carica di contenuti, lì dove farina, uovo e mattarello divengono icone di un gesto che riporta a quando la cura dell’altro passava anche e soprattutto per il cibo in un incontro sul Cibo che unisce, progetto inter accademico tra Italia, Cina ed Egitto a Taste of Sunshine Hotel Flamenco - Isola di Zamalek Il Cairo a fine gennaio 2019.

Nello stesso modo Pietro Parisi ha imparato dalla delegazione di chef cinesi la realizzazione dei Jiaozi ripieni di carne e verdure, che sono uno dei principali cibi consumati durante il Capodanno cinese, poiché la forma assomiglia a un Tael d'oro (moneta cinese) e simboleggia un augurio di buona fortuna per l'anno nuovo. Anche in Cina, per tradizione, le famiglie e gli amici si riuniscono per preparare i ravioli insieme.

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  • Redazione ANSA
  • 07 febbraio 2019
  • 19:52

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