25 aprile al Quadraro, nel nido di vespe medaglia d'oro al Valor Civile

Fu una delle zone urbane più attive della Resistenza di tutta Italia. 75 anni fa il rastrellamento di Kappler

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Chiudi Il quartiere Quadraro a Roma, 'covo' partigiano dove 75 anni fa ci fu il più grande rastrellamento tedesco dopo quello al Ghetto (ANSA) Il quartiere Quadraro a Roma, 'covo' partigiano dove 75 anni fa ci fu il più grande rastrellamento tedesco dopo quello al Ghetto

(di Alessandra Magliaro) Nell'ex cinema Folgore oggi c'è una chiesa coreana e tra via dei Quintili, via dei Lentuli, Via Diana e pochi altri incroci di strade ad alta densità di immigrati asiatici e africani (come all'inizio del Novecento erano immigrati meridionali, soprattutto abruzzesi) quegli edifici originali a due piani, tipici della borgata costruita in economia e senza ordine negli anni '30 continuano ad essere un piccolo nucleo arroccato a se' stante, stretto tra i due acquedotti romani Claudio e Felice, le vie consolari Tuscolana e Casilina, i palazzoni di Porta Furba e il verde nascosto di via del Mandrione dove tra le ex baracche pasoliniane sono sorti gli osceni villoni dei Casamonica.

In queste poche strade negli anni della Roma occupata dai nazisti c'è stata, secondo molti storici una delle zone urbane più attive della Resistenza di tutta Italia. Siamo al Quadraro, l'unico quartiere di Roma ad aver ricevuto la medaglia d'oro al Valor Civile (ma lo stesso si potrebbe dire dei limitrofi Tor Pignattara, Quarticciolo e Centocelle). E se il 25 aprile, giorno della Liberazione, al di là delle polemiche politiche che da anni lo accompagnano puntualmente, ha un valore per tutti ebbene quello principale dovrebbe essere la Memoria, anche solo di conoscere queste strade. 

Ricorrono 75 anni quest'anno 2019 dal rastrellamento del Quadraro, il più vasto di Roma dopo la razzia del Ghetto ebraico: ordinato dal colonnello Kappler l'attacco del 17 aprile 1944 portò via duemila maschi, diventati poi 947 deportati, dai 15 ai 59 anni, prima a Grottarossa, poi a Fosssoli e infine in Germania come lavoratori-schiavi e soltanto la metà riuscì a tornare a casa. La lista fu compilata da don Gioacchino Rey, un prete eroico che si offrì volontario in cambio dei prigionieri, brutalmente malmenato in cambio, e che in questo borgo aveva allestito stanze per sfamare i più poveri.

Il console tedesco Mollhausen definì queste poche strade un 'Nido di Vespe': una borgata dove dominava tra i residenti un forte antifascismo, un clima insurrezionale e dove tutti i gruppi della Resistenza romana avevano cellule. A Largo dei Quintili una lapide dell'Anpi ricorda i gappisti Romagnoli, Gori, Buttice, Butera e Bonfanti 'martiri della libertà'. Ma non sono i soli: c'erano i partigiani di Bandiera Rossa, la banda Il Lavoro vicina al partito d'azione, la banda del Gobbo del Quarticciolo un bandito alla Robin Hood secondo la leggenda popolare, la Brigata Matteotti, il Fronte militare clandestino della Resistenza del colonnello Montezemolo ossia i militari monarchici, c'era il Sanatorio Ramazzini, uno dei primi centri italiani per la cura della tubercolosi (ora quartier generale della Finanza, chiuso al pubblico) nei cui sotterranei i partigiani fecero ogni tipo di documento falso e programmarono molte azioni di sabotaggio.

L'operazione Balena, così si chiamò il rastrellamento tedesco, non fermò il Quadraro. Da queste strade, molte rimaste come allora, dignitose, con l'orto privato dietro e magari i muri disegnati da street artist o con locali che idealmente ne hanno raccolto l'eredità come GrandMa dello chef Lorenzo Leonetti, volontario sulle navi Proactiva Open Arms, continuarono senza sosta le azioni contro i tedeschi. Inventarono da queste parti i chiodi a quattro punte per sabotare i veicoli tedeschi e il vicino aeroporto di Centocelle era continuamente disturbato. Gli attentatori riuscivano a rifugiarsi senza essere riconosciuti nei loro nascondigli al Quadraro dove trovavano protezione presso case civile, tutte abitate da antifascisti.  "I poveri del Quadraro riuscirono dove il resto della città non fu capace: non piegarono mai il capo di fronte ai tedeschi" (Majanlahti e Osti Guerrazzi in Roma Occupata , Il saggiatore).

Il Comitato Q44, Via Libera -csoa Sparaco-Associazione Punto di Svista 6 ASD Quadraro si sono assunti il compito di tenere viva questa memoria, ora che i protagonisti di allora via via per ragioni anagrafiche stanno scomparendo. Su testo di Simona Orlando e con la regia di Daniele Miglio, anche in scena con sette attori e le musiche dal vivo di Massimo Gervasi hanno organizzato Nido di Vespe, uno spettacolo teatrale al teatro Argentina di Roma che per una sera, quella sera di 75 anni fa, ha raccontato un evento storico che rischierebbe altrimenti di perdersi nelle maglie della Storia: uno spettacolo su quel 'covo' partigiano, fatto di operai edili e artigiani impiegati nella Hollywood di Mussolini ossia Cinecittà, e sulle storie familiari di quegli anni della Roma occupata.

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Claudia Cardinale, all'asta a Parigi di suoi abiti più celebri

Anche il vestito della cerimonia degli Oscar con Steve McQueen

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Chiudi Claudia Cardinale con Jeremy Irons e Bernardo Bertolucci con i premi Rodolfo Valentino in una cerimonia a Londra del 1999. (ANSA) Claudia Cardinale con Jeremy Irons e Bernardo Bertolucci con i premi Rodolfo Valentino in una cerimonia a Londra del 1999.

 Dopo Catherine Deneuve, un'altra icona del cinema ha deciso di metter all'asta alcuni tra i suoi abiti più celebri, Claudia Cardinale. Centotrenta capi dell'attrice ottantunenne saranno messi in vendita sul sito della casa d'aste Sotheby's dal 28 giugno al 9 luglio e per soli due giorni (dal due al 4 luglio) saranno esposti al pubblico nella sede a Parigi. Lo annuncia la casa d'aste sul suo sito. Tra i pezzi più pregiati,l'abito di paillettes nero lungo fino a piedi e con la scollatura vertiginosa bordata di fiori colorati firmato Nina Ricci che la Cardinale indossò alla cerimonia degli Oscar accanto a Steve McQueen nel 1965. Valore stimato tra i 6.000 e gli 8.000 euro. Di Nina Ricci, stilista che vestì l'attrice negli anni 60, anche l'abito da cocktail indossato nella scena finale de 'Il magnifico cornuto' di Antonio Pietrangeli (1964), che potrebbe raggiungere i 3.500. E ancora il costume da bagno della griffe Cole of California del film 'Ne' onore ne' gloria' con Alain Delon (700 euro) o il cappotto in pelle di 'Ruba al prossimo tuo' (2.000-3.000).
    L'asta del guardaroba della Deneuve a gennaio realizzò la cifra record di 900.000 euro. 

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Compie 1 anno il principino Louis

Festa per terzo figlio William e Kate, attesa per Harry e Meghan

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Chiudi Primo compleanno del principe Louis, terzogenito di William e Kate (ANSA) Primo compleanno del principe Louis, terzogenito di William e Kate

 Foto ufficiali con grandi risate per il primo compleanno del principino Louis, terzogenito di William e Kate, il 23 aprile 2019. Il piccolo è stato ritratto - da solo, e con il padre, la madre e i due fratelli George - ad Anmer Hall, residenza di campagna della regina a Sandringham, nel Norfolk, dove i duchi di Cambridge si trovano per la ricorrenza. Louis, ultimo nato del ramo principale dei Windsor, è quinto nella successione al trono di Elisabetta II dopo il principe Carlo (suo nonno), il padre William, il fratello George (6 anni il 22 luglio) e la sorellina Charlotte (che ne compirà 4 il 2 maggio) Mentre nel ramo cadetto dei duchi di Sussex, frutto del matrimonio di Harry, fratello minore di William, con l'ex attrice afroamericana Meghan Markle, si attende in questi giorni l'annuncio della nascita del primogenito (o primogenita), nuovo Royal Baby destinato a esser settimo nella linea di successione: un evento che i genitori hanno fatto sapere di voler tenere privato in barba all'irritazione e al gossip dei tabloid.
   

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Non solo sushi e ramen, guida alla tendenza food giapponese

Tamagoyaki e Chawanmushi e altre piatti di cucina autentica del Sol Levante

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Chiudi Tamagoyaki, omelette giapponese. foto di Alessandra Magliaro a  “Shiroya”, ristorante di cucina giapponese tradizionale a Roma (ANSA) Tamagoyaki, omelette giapponese. foto di Alessandra Magliaro a “Shiroya”, ristorante di cucina giapponese tradizionale a Roma

Di sushi (una grande famiglia che va dal sashimi ai nigiri, dagli Uromaki agli Hosomaki) sappiamo tutto, l'arte di lavorare il pesce crudo con il riso spopola da anni nei ristoranti in Italia, amato soprattutto dai più giovani (l'ultimo trend, confermato da Instagram, è il sushi in tempura con philadelphia e fragole, ichigo rolls) per i quali ha quasi soppiantato la pizza. Il ramen, il brodo caldissimo, è una scoperta relativamente recente ma già molto diffusa. - Leggi lo speciale #ANSALifestyle su origini e ricette del ramen . E poi ancora la frittura leggerissima tempura, i ravioli brasati in pentola e ripieni di carne, pesce o verdure (gli squisiti gyoza), la zuppa di miso e la pasta Udon (in brodo, fritta o saltata)

Ma il japan food è tutto qui? Assolutamente no ma certamente più rari sono gli indirizzi per dove assaggiarlo. Ecco un racconto, anche fotografico delle specialità della cucina giapponese da provare nell'epoca in cui tutto ciò che arriva dal Sol Levante dalla moda al beauty al design è di grande tendenza.

Per cominciare i baccelli di soia - Edamame 

Poi: una frittata di uova con sale e anche zucchero, girata più volte su stessa con un gusto 'sbruciacchiato': Tamagoyaki , in pratica l'omelette giapponese. Hiyayakko è il formaggio di soia o tofu, con salsa di soya, zenzero, la cipolla invernale negi e katsuobushi (un ingrediente molto importante della cucina giapponese. Si ottiene grattugiando in piccoli fiocchi filetti di tonnetto striato essiccato, fermentato e affumicato. Viene utilizzato nella preparazione di molte pietanze tra cui la soba, la zuppa di miso e il brodo dashi). Chasyu  è l'Arrosto di pancetta di maiale (si trova anche nel ramen). Karaage è un pollo marinato fritto. Yakitori sono gli spiedini grigliati di pollo mentre Tonkatsu è una cotoletta di lonza di maiale tagliata alta e fritta. Un piatto molto originale e diverso rispetto ai nostri sapori abituali è il Chawanmushi composto di battuto d'uova cotto al vapore, adagiato sul brodo caldo sopra il quale vengono poste vongole sgusciate e uova di salmone selvaggio (ikura) e kamaboko (le rondelle di surimi, con quel bordino rosa che fa tanto manga giapponese). Usuzukuri ossia carpaccio di pesce bianco marinato in salsa ponzu (sake dolce e aceto di riso).

Poi ci sono i piatti composti, Donburi le ciotole di riso ricoperte di vari ingredienti Unajyu con anguilla alla griglia, Tendon con verdure e gamberi in tempura,  Katsudon con la cotoletta alta di lonza di maiale avvolta in glassa d’uovo e cipolle, Tori katsudon (stesso piatto ma di pollo), Tamago toji gyudon (straccetti di manzo).

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Illuminazione, tra passato e natura, sulla luce sbuca il trend 'magia'

Viste a Euroluce 2019, le nuove lampade

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Chiudi Lampada Catellani&Smith guarda al sistema solare creando, con cerchi leggeri punteggiati da lenti in silicio a ricoprire 56 punti led, una sfera tanto enorme (120 cm) quanto leggera (“56 Petits Bijoux”). @Euroluce2019 (ANSA) Lampada Catellani&Smith guarda al sistema solare creando, con cerchi leggeri punteggiati da lenti in silicio a ricoprire 56 punti led, una sfera tanto enorme (120 cm) quanto leggera (“56 Petits Bijoux”). @Euroluce2019

Luce decorativa, di matrice sculturale e artistica e illuminazione architettonica che si occupa, quasi senza apparire, della qualità degli ambienti. Nel salone biennale Euroluce 2019 la prima linea di ricerca, destinata appunto alla luce decorativa, detta una tendenza forte. Influenzata dal grande designer anglo-cipriota Anastassiades, con i suoi equilibri di aste e sfere, di linee e forme geometriche pure, ecco le nuove lampade. Come quella di Andrea Anastasio “Madre” per Foscarini, forma cava e ospitante, a suggerire la metafora di una luce nel grembo. La giovane designer polacca Zsuzsanna Horvath, scolpisce per Luceplan un aereo oggetto intagliato a laser nel multistrati (“Illan”).

La riscoperta del passato Anche l’illuminazione conosce un momento di grande riscoperta del passato. Tornano i capolavori di un tempo, anche non lontanissimo, cui viene riconosciuto un vero valore germinativo: ad esempio, da Tato, riscopriamo oggetti di culto quali la lampada “Arenzano a tre fiamme”, disegnata da Ignazio Gardella nel 1963 per Azucena, mentre Santa&Cole ripropone “Tatu”, lampada da tavolo a periscopio, progettata da André Ricard nel 1972. Allo stesso modo, la lezione del passato diviene base formale per nuove ricerche, come possiamo vedere confrontando l’iconica lampada da tavolo “Libra Lux” di Roberto Menghi (1948), oggi prodotta da Nemo con la “Bird” di Berhard Osann per la stessa azienda e con l’applicazione del medesimo principio di bilanciamento, grazie a un contrappeso. Non si tratta, però, soltanto di citazioni così dirette. Dalle atmosfere del passato viene recuperata anche una certa capacità decorativa: così, Marcel Wanders fa posare farfalle e sbocciare tulipani sulla classica struttura del lampadario muranese (“Adonis” per Barovier & Toso).

Intorno alla natura La citazione del mondo naturale è sicuramente il trend dominante di Euroluce 2019: il gruppo ceco Brokis, con “IVY” progettato da Lucie Koldova, cita direttamente il mondo vegetale, suggerendo la crescita, in orizzontale o in verticale, dei rami degli alberi. Al fondo marino, piante subacquee o pesci carichi di aculei (in legno), si rifà, invece, Arturo Álvarez con la sospensione “Aimei” per Calor Color. Un analogo meccanismo naturalistico conduce Arik Levy verso i cristalli grezzi e quel neo-primitivismo che, già verificato come tendenza nell’arredo, risulta ancor più incredibile quando declinato con il vetro e la luce (“Cristal Rock Raw” per Lasvit). Ai tuberi e alle gemme pronte a sbocciare si ispira Cristina Celestino nelle due nuove lampade che segnano l’inizio della sua collaborazione con Kundalini. Insomma, la natura viene raccontata a Euroluce in contemporanea con la XXII edizione della Triennale di Milano, ma con una visione assai più poetica e positiva. Catellani&Smith ne danno un’interpretazione macro, guardando addirittura al sistema solare e creando, con cerchi leggeri punteggiati da lenti in silicio a ricoprire 56 punti led, una sfera tanto enorme (120 cm) quanto leggera (“56 Petits Bijoux”).

Meno forma e più magia Non bisogna, tuttavia, pensare che si sia già esaurita l’onda provocata dalla ricerca sulle nuove applicazioni delle fonti LED. La miniaturizzazione delle sorgenti porta, infatti, a costruire oggetti formalmente minimali che, tuttavia, raggiungono una notevole suggestione (e resa) luminosa. Così è per la grande lampada da terra ad arco, con stelo in carbonio, “Mito largo" di Occhio o per l’apparecchio da tavolo con corpo in vetro soffiato, che pare misteriosamente “vuoto”, “Tia” di Lumina. Alla qualità della luce, “Hush” di Massimo Farinatti per Martinelli Luce, aggiunge un aumentato comfort per l’adozione di pannelli fonoassorbenti integrati (forniti da Caimi Brevetti). Ancora minimal, ma con l’importanza dimensionale di una vera e propria “scultura da camera” “XLight” di Michele Reginaldi per Firmamento Milano: una doppia X, alta ben 187 centimetri, con fonti luminose poeticamente integrate nella struttura. Rientrano indubbiamente in questa tendenza di riduzione formale, ma aumento dell’efficienza e della “sorpresa illuminotecnica”, le lampade portatili “Parrot” e “Salt&Pepper” di Tobias Grau: svincolate dai fili perché caricate da batterie che possono durare fino a 100 ore! Risolutivo (un vero e proprio “uovo di Colombo”) di antichi problemi di distribuzione della luce a soffitto infine il sistema “Tube”  pensato da Ichiro Iwasaki per Vibia: appunto una rete di tubi giuntabile che conduce ovunque la luce a partire da un unico punto di connessione elettrico.

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Terra Madre, la Natura è dentro di noi ed è tempo di ritrovarla

L'intelligenza ecologica da papa Francesco agli Extinction Rebellion passando per Greta Thunberg

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Chiudi Climate Change protests across London (ANSA) Climate Change protests across London

La Natura è dentro di noi. Lo scopriamo ciascuno empiricamente e intuitivamente quando siamo in contatto con il mare, la montagna, il verde, il cielo, un bosco, un qualunque elemento che ci riporta alla madre Terra. Non bastano evidentemente le generazioni di asfalto e cemento, di urbanizzazione senza verde a cancellare una spinta interiore così forte. Ce l'abbiamo dentro come una spinta che ha solo bisogno di un piccolo incoraggiamento per riemergere in tutta la sua potenza. Si chiama biofilia l'innata tendenza a provare amore per la Natura, senso di connessione con l'ambiente. Marcella Danon, che insegna ecopsicologia all'Università della Valle d'Aosta, autrice di vari libri sul tema, nell'ultimo 'Clorofillati' (Feltrinelli Urra) racconta come siamo in presenza di un 'deficit di Natura', come l'educatore americano Richard Louv ha definito una sindrome che descrive i rischi di un'educazione avulsa dal contesto ambientale e cosa questo significhi. I bambini oggi hanno 10 volte meno libertà di movimento rispetto a solo due generazioni fa e questo vuole dire anche che hanno meno opportunità di confrontarsi con la scoperta del mondo in autonomia essendo come è noto la Natura una scuola di vita. La dimistichezza con il dinamico e sorprendente mondo naturale allena a competenze vitali nella vita delle società umane - resilienza, intelligenza emotiva,spirito di iniziativa, pensiero sistemico, azione sinergica e quando viene a mancare lascia dei vuoti importanti. Negli adulti il deficit di Natura è amplificato nel mondo occidentale da uno stile di vita che comprende la routine casa-ufficio e poco altro. La biofilia è la chiave per superare la crisi e i rischi connessi all'attuale disconnessione della Natura. "E' la garanzia - scrive la Danon - che non dobbiamo imparare nulla di nuovo ma solo ritrovare ciò che è dentro di noi". La biofilia, definita così da Erich Fromm e poi dal sociobiologo Edward Wilson,  ha oggi un valore: permetterci di riconoscere che abbiamo già la capacità di prenderci cura della vita e di costruire relazioni profonde anche con il mondo non umano. Ne La voce della Terra, lo storico Theodore Roszak delinea le basi dell'ecopsicologia e mette in risalto che al livello più profondo della mente umana troviamo un inconscio ecologico. "Questa è la buona notizia - dice Marcella Danon -  la saggezza ecologica che ci ha permesso di sopravvivere così a lungo sulla Terra, il senso di fiducia, rispetto, amore nei confronti del mondo che è indispensabile oggi sono già in noi. Lo psicologo americano Hodward Gardner parla di intelligenza naturalistica, presente in chi sente un forte legame con la terra, coltiva le piante, si prende cura degli animali, è quel tipo di intelligenza che porta a scegliere professioni di giardiniere, geologo, biologo, agricoltore. Daniel Golemann parla di intelligenza ecologica, parte del nostro potenziale innato. Messa in pratica l'intelligenza ecologica si traduce in consumo consapevole, impegno sociale e capacità di gestione della complessità. I problemi ecologici attuali sono tali che non possono essere affrontati da un solo individuo - anche se ciascuno può fare la propria parte (- leggi Siamo tutti Greta, 10 azioni per il clima che fanno la differenza) ma richiedono collaborazione di diverse competenze.

Nel suo libro Terra-Patria il sociologo Edgar Morin ci invita ad assumere la cittadinanza terrestre, la nostra comunità di destino. L'identità terrestre diventa così il prossimo traguardo della coscienza umana: "l'educazione del futuro dovrebbe insegnare un'etica della comprensione planetaria". Allo stesso orizzonte punta il teologo della liberazione Leonardo Boff con l'espressione 'coscienza planetaria' invitando ad un paradigma civilizzatore più amichevole nei riguardi della Natura e più rispettoso della Terra.

L'ecologo e teologo Thomas Berry parla di era ecozoica, una società basata sul rapporto di cura, rispetto e riverenza verso il dono della Terra: "il futuro sarà deciso o da quelli impegnati al Tecnozoico - un futuro di crescente sfruttamento della Terra come risorsa, tutto a vantaggio degli umani - o da quelli impegnati all'Ecozoico, una nuova modalità di rapportarsi con la Terra". 

Tra i tanti pensatori contemporanei che hanno lanciato messaggi forti in questa direzione non si può, sottolinea la Danon, non citare papa Francesco. Laudato Si. Enciclica sulla cura della casa comune, pubblicata nel 2015 è un testo chiaro e coraggioso, un invito urgente di Bergoglio al dialogo sul "modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta".

La giovane attivista svedese Greta Thunberg, con i suoi FridaysForFuture ha avuto il merito di far finire il tema ambiente ai primi posti dell'attualità: intelligenza ecologica, coscienza planetaria, impegno collettivo per il consolidarsi di un'evoluzione dell'umanità verso una cittadinanza terrestre, verso una cittadinanza ecologica  sono alla base di quella che oggi è diventata la lotta globale per salvare la Terra e dunque noi stessi. Non è da sola: in tutto il mondo il movimento ambientalista sta avendo una nuova affermazione, con diverse componenti come gli Extinction Rebellion, un'ala radicale che sta proponendo azioni di protesta eclatanti (come i warriors di Greenpeace storicamente), non-violente e di disobbedienza civile.

Cambiamento climatico, biodiversità, questione dell'acqua, principio del bene comune, governance degli oceani, autosufficienza locale come modello economico, ricerca di nuovi stili di vita, educazione all'alleanza  tra umanità e ambiente sono i temi di attualità che riportano all'inizio: siamo nella Natura, abbiamo bisogno della Natura per stare bene noi e per ritrovare le coordinate della nostra evoluzione come specie. 

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Harry e Meghan pensano di vivere in Africa dopo nascita bebé

Sunday Times, in Paese Commonwealth per almeno 2-3 anni

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Chiudi Il principe Harry e Meghan duchessa di Sussex in una foto scattata il 24 febbraio 2019 in Marocco (ANSA) Il principe Harry e Meghan duchessa di Sussex in una foto scattata il 24 febbraio 2019 in Marocco

Il principe Harry e Meghan, che a giorni aspettano la nascita del loro primo figlio, starebbero pensando di andare a vivere per qualche anno in Africa, una volta che il bambino sarà svezzato, forse già dal prossimo anno.
    E' quanto scrive oggi il domenicale Sunday Times, secondo il quale l'ipotesi nasce da David Manning, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti e oggi consigliere speciale del principe sugli affari internazionali. La sua proposta sarebbe finalizzata a costruire un ruolo "internazionale" per i duchi del Sussex.
    La trasferta della coppia reale, sulla quale una decisione non sarà presa - anticipa il domenicale britannico - prima del 2020, riguarderà quasi certamente un Paese del Commonwealth. Il continente africano il consorzio conta ben 19 membri, compresi Sudafrica, Nigeria, Uganda e Ghana. Considerando anche che Meghan è stata recentemente nominata dalla regina Elisabetta II presidente del Queen's Commonwealth Trust, un fondo la cui finalità dichiarata è di promuovere giovani leader che abbiano idee innovative per promuove un futuro di benessere, usando il network di 53 Paesi che compongono il Commonwealth, pari a un terzo dell'umanità, come sinergia.
    Ma dietro all'annuncio del Sunday Times c'è già chi "legge" una forma di autoimposto esilio della coppia per stare lontano il più possibile da William e Kate, per quei dissapori, veri o presunti, sui quali la stampa in tabloid si sta sbizzarrendo da tempo. (ANSA).
   

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La stagione della griglia, a ciascuno il suo barbecue

Una guida per ottenere la grigliata perfetta

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Chiudi barbecue foto eBay (ANSA) barbecue foto eBay

Si apre ufficialmente la stagione della griglia e in questo gli italiani non hanno nulla da invidiare ai re del BBQ made in USA. Sui social media non si contano infatti i feed dedicati alle prodezze incandescenti di milioni di grill-lover. Un po’ per esigenze da gourmand e un po’ per raggiungere più like possibili, tutti gli appassionati di grigliate cercano il barbecue e gli accessori migliori per fare di questi momenti conviviali dei veri e propri fenomeni pop.

Testimone di questo trend costantemente in crescita è eBay: gli articoli venduti a tema barbecue e griglie hanno registrato un incremento del +24,5% nel quadriennio 2014-2018 mentre nel 2018 sono stati venduti 1 barbecue o griglia ogni 16 minuti. Numeri importanti che dimostrano quanto la passione per il BBQ non accenni a diminuire.

- Leggi anche Barbecue, le regole per la grigliata perfetta

Ma non basta uno strumento qualsiasi per ottenere la grigliata perfetta: per ogni amante del barbecue c’è una griglia specifica capace di soddisfarne le necessità ed esaltarne le abilità.

 - Per chi è un tradizionalista della griglia, ma occasionale - l’ideale è un barbecue classico a carbonella, facile da muovere e conveniente, il classico dei classici e poco impegnativo

- Per chi segue sempre la tradizione classica del fare BBQ ed è anche un habitué - il barbecue in muratura è un must per i player seri del settore.
- Per chi ama stupire gli amici con grigliate organizzate anche all’ultimo minuto - la scelta ideale in questo caso non può che ricadere su un bel barbecue a gas
- Per chi può fare BBQ solo in appartamento con spazi esterni minimi o inesistenti – il consiglio migliore è optare per una griglia elettrica
- Per chi è fedele allo stile americano - senz’altro il modello più adatto è lo smoker grill per un risultato dal piacevole aroma affumicato
- Per chi non può fare a meno di un tocco di design - i modelli di bbq 100% a prova di Instagram sono diversi: dalla versione in muratura, a quella mobile e multifunzionale, passando per la classica per eccellenza marchiata Weber (che organizza dal 13 aprile al 22 giugno la Weber Cup 2019, un campionato amatoriale gratuito in 15 tappe il cui intento è scovare il miglior griller d’Italia).  
- Per chi non vuole rinunciare al piacere della griglia anche in viaggio – ecco un comodo bbq maneggevole e portatile,
- Per chi il nostalgico del carboidrato – con la griglia – forno a legna oltre a proteine e verdure è possibile cuocere pizze da veri intenditori
- Per chi sceglie l’alternativo – interessante potrebbe essere la mini griglia elettrica per kebab

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Barbecue, le regole per la grigliata perfetta

Febbre da griglia impazza e anche sui social dal food porn allo share grilling

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Chiudi Pic nic tra amici, grigliata inclusa foto iStock. (ANSA) Pic nic tra amici, grigliata inclusa foto iStock.

Barbecue e grigliata boom: oltre 2 milioni di post su Instagram consacrati agli hastag #barbecue, #grigliata e affini, nuovi locali di tendenza dedicati alla causa, carriere costruite sul rito della carne (come quella dell’imprenditore turco Nusret Gokce, conosciuto anche come “Salt Bae” per il suo gesto istrionico quando getta il sale grosso sulle carni cucinate), libri e manuali pronti a svelare i migliori processi di cottura (Universo BBQ di Gribaudo, in libreria da marzo 2019, è una specie di bibbia a colori sul tema, scritto da Marco Agostini uno dei maggiori esperti di griglia in Italia, autore del blog thebarktenders.com svela tutti i segreti sulla grigliata perfetta).

Rito istituzionale in America in ogni memorial day, la febbre da griglia è esplosa già da qualche anno anche in Italia fino a diventare un vero e proprio fenomeno social… e sociale. Come lo share grilling, nuova tendenza in cui si utilizzano i social per organizzare una grigliata di gruppo (location, lista della spesa, lista invitati, etc…), si cucina insieme e successivamente si postano le foto della giornata trascorsa in compagnia.

- Leggi anche La stagione della griglia, a ciascuno il suo barbecue

Così, se nell’era del “food porn” la tradizionale grigliata cambia pelle diventando appuntamento interattivo e condiviso, dal Piccolo Lago di Mergozzo dove la griglia stellata è una vera esperienza dei sensi, lo chef due stelle Michelin Marco Sacco, regala a tutti i grill addicted 10 preziosi consigli su come preparare carni e verdure da “master chef”. Al grido di “tutti ai blocchi di partenza, scatenate il grill per Pasquetta”.

1. LA GRIGLIA, L’ELEMENTO PRIMORDIALE, E GLI STRUMENTI DEL GRIGLIATORE DOC

Parafrasando un vecchio tormentone pubblicitario: “per una buona grigliata, ci vuole un buona griglia”. E’ questo il punto di partenza per godere appieno della cottura con braci e carbonella. First of all, scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze e al numero di persone per cui si cucina. Grill grande e spazioso per gruppi over 10, rigorosamente da utilizzare in giardino. Per una gita familiare fuori porta, le dimensioni si riducono, meglio puntare su modelli piccoli e trasportabili, perfetti per una session outdoor al parco. Infine pochi, ma utili strumenti per trasformarsi in grill man professionisti: pinze tecniche, tagliere con forchettone e coltello, ma anche guanti da BBQ resistenti fino a 500° che permettono di sistemare la brace senza bruciarsi e…ops non dimenticate, il termometro per carne.

2. LEGNO O CARBONELLA, SARÀ IL TEMPO A DECIDERE!

Un dilemma che ha rovinato amicizie e… grigliate! Secondo chef Sacco la scelta migliore dipende dal tempo di cui si dispone. Il legno è l’ideale per le giornate in cui avete deciso che la griglia è e sarà il vostro culto. Senza bisogno di troppe spiegazioni, il legno richiede più tempo (e anche pazienza… ) per essere pronto e cucinare le materie prime accuratamente selezionate. La carbonella invece, quella classica da BBQ, è più rapida e facile da utilizzare, ideale secondo lo chef per una grigliata last minute. In ogni caso, Marco Sacco pone fine alla diatriba, dicendo: “Personalmente suggerisco sempre di usare la legna, quella sottile, le cosiddette fascine, che si scaldano subito e creano un fuocherello perfetto adatto a caramellare la carne e farla diventare succulenta”. Insomma, il grigliatore doc non ha dubbi: legno.

3. LA SEMPLICITÀ DELLA MARINATURA

La parola d’ordine quando si parla di marinatura è semplicità. Il consiglio da chef è quello di puntare su una “tecnica per insaporire e ammorbidire i cibi” di tipo “mediterraneo”. Pimento (spezia smile al pepe, ma dal sapore più delicato), chiodi di garofano, ginepro e olio evo (olio di oliva) per esaltare il sapore della carne. E per materie prime più specifiche, come il capocollo (parte del maiale compresa tra la testa e il lombo), perfetto per queste occasioni, meglio creare un intingolo con olio evo, salvia, rosmarino, 2 spicchi di aglio interi, pimento e pepe nero e lasciar marinare il tutto per 24 ore. “Il vero tocco stellato, spiega Sacco, è quello di massaggiare la carne con questo intingolo per 5 minuti e di riporla in frigo (almeno per la notte prima) per poi procedere con la griglia”.

4. LA CARNE, LA VERA PROTAGONISTA!

Per la grigliata di Pasquetta lo chef non ha dubbi: spiedini di carne (guanciale, bacon, salsicciotto, carne di spalla) e verdure. Bastano solo 15 minuti e il giusto grado di cottura per un piatto conviviale e ricco di gusto. “Abbiamo già parlato del capocollo, buono e facile da preparare. Basta chiedere al macellaio di preparare fettine spesse 1 cm e lasciarle marinare per 24 ore, il risultato sulla griglia sarà impeccabile”. In questo caso per Sacco le braci devono raggiungere i 50°, la cottura dev’essere lenta, non violenta, regola che si deve applicare anche per le costine di maiale, altre protagoniste immancabili a Pasquetta. E costate, bistecche, hamburger, salamini, roastbeef, invece? Ci vuole una cottura diretta e viva con il fuoco che arriva a 200°/300°.

5. SALE, PRIMA, DURANTE O DOPO?

Il sale sulla carne? Irremovibile, lo chef consiglia di aggiungerlo solo al termine della cottura. Cospargendo la carne di sale prima di cuocerla, rilascerà molta acqua che comprometterà la buona riuscita della griglia.

6. IL VERDE CONTORNO

Non c’è griglia senza verdure…marinate ovviamente! Step by step, il suggerimento che arriva dalla cucina del Piccolo Lago prevede di tagliare zucchine, cipollotti, peperoni, melanzane e carote e di lasciarle marinare, sempre dalla sera prima, in un intingolo fatto di olio, pepe e succo di limone. Una volta cotti carne, pollami e pesce, quando il calore sarà meno intenso si procederà con le verdure. “Qualche suggerimento? Una volta terminata la cottura delle verdure le ripongo nella boule con l’intingolo originario per insaporirle. Solo allora aggiungo il sale e inizio a gustare un piatto semplice e davvero sensazionale”.

 7. MODALITÀ DI COTTURA

Grazie alla griglia disponiamo di due possibilità di cottura: sulla griglia e dentro la brace. Si avete capito bene, dentro. Perfetta per cuocere cipolle o patate, la cottura inside the grill dona un gusto davvero unico. Basta metterci un po’ di fantasia: “Mi piace sperimentare in cucina, tutti dovrebbero farlo, è divertente. Provare a cuocere diversi ingredienti (vegetali e non), cimentarsi con abbinamenti inediti per creare qualcosa di originale”.

 

8. IL MOOD DELLA GIORNATA

E’ presto detto: convivialità, amicizia, complicità. La grigliata è il modo più divertente per coinvolgere amici e affetti, assegnare compiti e ruoli. E poi cosa quanto più ancestrale, attorno al fuoco ci si sente sempre più uniti e più vicini. Secondo lo chef “Unire gli affetti e personalizzare gli ingredienti… Perché no? Si potrebbe pensare a uno spiedino diverso per ciascuno a seconda dei gusti. Il risultato finale è garantito!”

9. LA MISE EN PLACE

Tovaglia a scacchi bianca e rossa o meglio evitare? Che si mangi per terra stile pic-nic o seduti su panche di legno, l’importante è realizzare una mise en place semplice, ma ricca di dettagli. Stoviglie, tovaglioli e oggetti di decorazione, tutto in linea con il senso della giornata e sempre green friendly. Piatti e bicchieri compostabili per rispettare l’ambiente scegliendo sempre la grandezza giusta, così da permettere di muoversi con entrambe le mani occupate. Mangiare con le mani è sempre lecito durante una griglia, ma per i più esigenti lo chef consiglia posate semplici e con carattere, comode da utilizzare.

10. LO SCATTO CHE PIACE

Nell’era dello share grilling, cosa c’è di più importante che realizzare una foto perfetta? Successo garantito con i consigli di Marco Sacco il quale punta sulla presentazione “per trasmettere anche online tutta la bontà di una bistecca bastano poche mosse: un tagliere, la carne appena tolta dalla brace e del sale grosso. E poi l’importanza degli attrezzi da lavoro “Forchettone, coltello, guantoni e la griglia griglia stessa, se sono nostri alleati durante la cottura, perché non renderli social? Quei post in cui si taglia la carne e si lascia intravedere la cottura, a chi non viene l’acquolina in bocca?”

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Coachella, il festival delle tendenze punta sulla cannabis

Non solo musica e star, il tema quest'anno è la pianta tra hotel e boutique wellness

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi 2019 Coachella Music And Arts Festival - Indio, California 19 aprile 2019 (ANSA) 2019 Coachella Music And Arts Festival - Indio, California 19 aprile 2019

Coachella, il festival di musica nel deserto americano, tra gli appuntamenti più cool di primavera, ha un concorrente - l'alternativo Burning Man a Black Rock City, in Nevada dal 25 agosto al 2 settembre, - e nonostante i vari vip presenti tra cui il grande Leonardo diCaprio, sembra in una fase appannata. Diminuiscono gli sponsor, le celebs e le influencers presenti, non nascono più nuovi trend e addirittura sembra che quest’anno il cibo distribuito avesse più attenzione che non la musica stessa.
"Nell’evoluzione dello storico music festival - racconta all'ANSA la communication, digital e pr manager Grazia Zuccarini che da Milano si è stabilita a Los Angeles - entra l’attualità: proprio nel giorno in cui  in California si celebra la “festa della marijuana”, qui a Coachella sono previsti eventi, summit, parties a tema cannabis. Inoltre, durante il festival è stata annunciata l’apertura del Cannabis Hotel primo di una catena di altri hotel cannabis friendly in America (in Canada ha aperto il primo al mondo a fine 2018 ndr) il cui concetto è basato sulla coltivazione e lavorazione sostenibile della cannabis che gli ospiti useranno sia per fini terapeutici che “di svago”. Tutto ciò è legale in California - sottolinea la Zuccarini - Ma non basta, qui a Palm Desert l’opening in questi giorni della “Royal Highness Cannabis Boutique” uno spazio minimal ma di super lusso che vende prodotti e accessori a base di cannabis a prezzi altissimi e di ottima qualità. Un modello di business che offre esperienze wellness e lifestyle al consumatore. Non c’è dubbio: è la Cannabis il vero highlight di di Coachella 2019".

 

 

 

 

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La regina Elisabetta compie 93 anni, torta con nuovo royal baby?

Gossip sul parto segreto di Meghan, gli indizi sui tabloid

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Chiudi ELISABETTA COMPIE 93 ANNI. CANDELINE CON IL NUOVO ROYAL BABY? (ANSA) ELISABETTA COMPIE 93 ANNI. CANDELINE CON IL NUOVO ROYAL BABY?

 Meghan Markle ha già partorito? Con l'avvicinarsi della fine della sua gravidanza tornano ad impazzare le speculazioni sulla nascita del nuovo royal baby e c'è chi assicura che il primogenito di Henry sia già nato. In tempo per il giorno di Pasqua che quest'anno coincide con una festa ben più importante tra gli appassionati di cose reali, il compleanno della regina Elisabetta, nata il 21 aprile 1926.
    Le informazioni per ora viaggiano solo su tabloid e Twitter che tuttavia su queste genere di notizie hanno spesso le fonti giuste. In verità, le voci che il primo figlio dei duchi di Sussex fosse già nato in segreto erano cominciate a circolare il giorno dopo l'annuncio della coppia di voler mantenere il parto un evento "privato", lontano dal circo mediatico che aveva circondato la nascita dei tre figli di William e Kate. Una decisione senza precedenti nella famiglia Windsor che aveva anche suscitato qualche critica. "E' un pugno in faccia!", era sbottata in diretta tv la corrispondente reale di Skynews Carole Malone. Sta di fatto che la segretezza dell'evento più che tenere a bada il vortice di voci lo ha alimentato. E i tabloid fanno a gara per trovare la prova che il royal baby sia già nato.
    Qualche indizio, effettivamente c'è. Innanzitutto il post sul loro account Instagram @sussexroyal - peraltro creato solo agli inizi di aprile - nel quale ringraziano quanti per celebrare la nascita del royal baby hanno effettuato una donazione alle organizzazioni caritatevoli da loro sostenute. Il post risale a cinque giorni fa. Poi a Londra sarebbe arrivato in questi giorni Daniel Martin make-up artist e amico intimo della Duchessa. Infine, il periodo di maternità. Meghan ha lasciato i suoi impegni ufficiali un mese fa, lo stesso tempo preso da Kate quando ha partorito.
    Un ex funzionario di Palazzo, Dickie Arbiter, ritiene che si tratti solo di chiacchiere da bar. "Se vogliamo crederci allora crediamo a tutto", ha detto al programma televisivo di costume Today Extra. "Il bambino nascerà tra fine aprile e inizi maggio.    Loro hanno detto chiaramente che vogliono che sia una questione privata, lo sapremo a cose fatte".
    La scelta di non condividere subito la nascita del loro primo figlio con il popolo potrebbe non essere la più trasgressiva della coppia. Con tutta probabilità Meghan ha deciso di non partorire nella tradizionale Lindo Wing, l'ala privata dell'ospedale Saint Mary di Londra dove oltre a George, Charlotte e Louis sono nati anche i principi William e Harry.
    Appassionata di olismo e yoga - sua madre Doria Ragland è un'insegnante e l'ha introdotta alla disciplina sin da bambina - l'ex attrice potrebbe optare per un parto in acqua o in casa con una 'doula', una pratica molto diffusa in California. A questo punto si tratta solo di aspettare e vedere. E chissà che per il suo 93esimo la regina Elisabetta non riceva in regalo l'ennesimo bisnipote.

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Chi ha fatto i tuoi abiti? E' tempo di Fashion revolution

Verso un futuro più etico e sostenibile, iniziative in ricordo della strage Rana Plaza 2013

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Chiudi Fashion-NY Bridal Week (ANSA) Fashion-NY Bridal Week

"Il primo passo per la presa di coscienza di ciò che significa acquistare un capo d'abbigliamento, verso un futuro più etico e sostenibile per l'industria della moda, nel rispetto delle persone e dell'ambiente": così la coordinatrice italiana Marina Spadafora racconta Fashion Revolution, l'iniziativa per una moda più giusta che si tiene in oltre 50 Paesi del mondo, nata per ricordare le 1133 persone morte il 24 aprile 2013 nel crollo del complesso produttivo di Rana Plaza, a Dhaka, in Bangladesh.
    "Scegliere cosa acquistiamo può creare il mondo che vogliamo: ognuno di noi - ricorda Spadafora - ha il potere di cambiare le cose per il meglio e ogni momento è buono per iniziare a farlo". Dice Carry Somers, fondatrice di Fashion Revolution insieme a Orsola De Castro: "Quando tutto nell'industria della moda è focalizzato sul profitto, i diritti umani, l'ambiente e i diritti dei lavoratori vengono persi. Questo deve finire, abbiamo deciso di mobilitare le persone in tutto il mondo per farsi delle domande. Scopri. Fai qualcosa. L'acquisto è l'ultimo click nel lungo viaggio che coinvolge migliaia di persone: la forza lavoro invisibile dietro ai vestiti che indossiamo. Non sappiamo più chi sono le persone che fanno i nostri vestiti, quindi è facile far finta di non vedere e come risultato milioni di persone stanno soffrendo, perfino morendo".

- Leggi anche Ecco chi sono le vere Fashion victims, le operaie schiave
    Per far sentire con più forza la voce del mondo del Commercio Equo e Solidale, Altromercato, altraQualità ed Equo Garantito hanno deciso di costituire una partnership a sostegno dell'iniziativa, quest'anno in programma dal 22 al 28 aprile.
    "Il 23 e 24 aprile - spiega Cristiano Calvi, Presidente di Altromercato - i nostri consumatori, i nostri soci, i nostri volontari saranno ambasciatori di Fashion Revolution nelle Botteghe Altromercato, luoghi nei quali la moda etica e i diritti sono da sempre protagonisti". In programma in tutta Italia incontri e dibattiti, proiezioni di film come 'Fashion victims' di Alessandro Brasile sulla vita delle operaie del Tamil Nadu e 'Machines' di Rahul Jain, sui ritmi di vita e di lavoro in una gigantesca fabbrica tessile nella regione del Gujarat, in India. E poi corsi di cucito per bambini e uno 'swap event' dove scambiarsi i vestiti che non si mettono più.
   

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Charlize Theron, mio figlio Jackson si sente una bambina

L'attrice difende la sua decisione, 'non sta a me scegliere'

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Chiudi Charlize Theron (ANSA) Charlize Theron

"Pensavo anche io fosse un maschietto, finché all'età di tre anni mi ha guardata e mi ha detto: non sono un ragazzino". Charlize Theron candidamente rivela che la sua Jackson, di sette anni, cresce come una bambina e porta abiti femminili. L'attrice ha adottato Jackson nel 2012 come un maschietto e tre anni dopo una femminuccia, August. Dal momento in cui la piccola le ha manifestato una sessualità diversa da quella della nascita, la Theron ha cominciato a vestire Jackson appunto come una femminuccia assecondando l'istinto della bambina. Tuttavia ha suscitato anche l'attenzione di fotografi e media i quali si sono chiesti perché il ragazzino venisse vestito come una donna. Poi la rivelazione da parte della stessa attrice in un'intervista.
    "Sono nati ciò che sono e crescendo troveranno entrambi il posto per essere ciò che vogliono. Non sta a me decidere". La Theron ha sottolineato anche che il suo compito da genitore è quello di amarli e di far sì che abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno per essere ciò che vogliono. "Farò qualsiasi cosa è in mio potere - ha detto - per proteggerli". "Ecco - ha spiegato ancora a proposito di Jackson e August - ho due belle figlie e come ogni genitore voglio vederle crescere bene".
    La Theron, 43 anni, ha anche dato atto alla madre Gerda di averla cresciuta in modo da pensare che tutti debbano vivere secondo la loro verità. "Sai - ha spiegato al Daily Mail - sono cresciuta in Sud Africa dove le persone vivono con mezze verità e bugie, si sussurra e nessuno dice le cose come stanno. Io sono stata tirata su in modo da non essere così".
    Charlize Theron non ha mai nascosto la sua infanzia difficile, vissuta con un padre alcolizzato, violento, che picchiava la madre. Poi un giorno la tragedia quando l'uomo è tornato a casa con una pistola minacciando di uccidere sia lei che la madre. A quel punto Gerda per legittima difesa sparò contro il marito. (ANSA).
   

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Tendenze moda per la bella stagione, l'etno-chic che sta bene a tutte

Tra Coachella style ed esotico. Ragazze nomadi tra India e deserto americano

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Chiudi Gucci (ANSA) Gucci

   Giovani donne che amano lo stile etno-chic, quel mood adattabile a tutte le latitudini e occasioni, nomadi del lusso poco ostentato, ma colto e raffinato, viaggiatrici del mondo che si spostano da un party a Bollywood al festival di Coachella nel deserto americano della California. Sono questi i ritratti delle ragazze moderne che amano adattare la moda alle proprie esigenze, ai propri gusti e al contesto che le circonda. Non per questo sono tante le influencer, o le giovane lady che creano uno stile inconfondibile, connotato da aristocratico esotismo che può sconfinare anche in scelte di griffe del lusso e di haute couture come Valentino e Dolce & Gabbana.

   Il Coachella style invece, quello che va per la maggiore a primavera, dato il successo del festival della musica che si svolge in questo periodo nel deserto della California, si posiziona invece a metà tra lo stile hippie e bohémien. Dunque, denim a volontà, come nella nuova collezione in tela indaco a tiratura limitata di Sportmax, tutta volant per 8 pezzi basici, compresi mini-dress, salopette da portare eventualmente a pelle, jeans e camiciole. Nello stile Coachella non possono mancare le frange, poi il suede, le paillettes, gli stampati floreali, i colori al neon e il glitter anche per il make up, infine le stampe animalier effetto pitone anche per i costumi da bagno (Calzedonia). Via libera quindi a shorts, abitini scintillanti o in seta floreale, da Miu Miu portati con alti zoccoli di legno, T-shirt piumate sul giromanica, giacche in pelle e gilet con frange. Ai piedi sandali flat piede nudo alla schiava, oppure boot in pelle traforata (Mjus Shoes)camperos o texani. Altra storia con la ragazza Miu Miu che mette il mini vestitino bon ton, con il cerchietto da lady e i sandali francescani modello Birkenstock, sdoganati del resto anche agli Oscar dall'attrice Frances McDormand (i suoi erano della Birkenstock e Valentino).

  Miniabiti tutti paillettes da Elisabetta Franchi e la sera abito lungo azzurro cielo della California di Gucci, tutto frange di paillettes anche sulle maniche gonfie e con scollatura abissale sul seno.

Per le ragazze che proprio non rinunciano ad una certa raffinata eleganza anche a 45 gradi all'ombra, ecco la moda di Etro, che dopo aver festeggiato nel 2018 il cinquantesimo anniversario, conferma con le sue proposte il suo stile etno-chic. Veronica Etro, che nella sua ultima sfilata ha scelto di portare sulla passerella donne di diverse età, icone della moda, come Edie Campbell, Alek Wek, Tatjana Patitz, Violetta Sanchez, proprio per mostrare l'ecletticità delle sue proposte, gioca con lo stile tipico della maison che mischia le inconfondibili fantasie Paisley a note e accessori casual, da american cow-girl. Senza dimenticare tocchi sofisticati di British style per una collezione aristocratica e colta, molto esotica. Lo splendore vittoriano e lo stile da colonie inglesi vengono contaminati da esotismi che riportano alle Indie. Corsetti stringi- vita si mettono su jodhpur, in uno stile preppy che vira verso il grunge. La ricchezza materica ispirata dalle tappezzerie genera stampe 3d ed effetti jacquard sulla maglieria, rendendo il look sofisticato, volutamente imperfetto, con un aspetto vissuto. L'iconico Paisley si alterna a tessuti cravatta in piccoli bustier, camicie ed abiti dal taglio maschile. Blazer sartoriali diventano mini abiti, mentre i boxer da uomo sono interpretati come mini shorts in un gioco di sovrapposizioni. Alte cinture definiscono la vita, mentre gli abiti e le gonne in duchesse nera sono disegnati con voluminose silhouette dall'animo regale. Ricami e paillettes fanno brillare gli abiti da sera o decorano gli stivaletti a doppia fibbia, aggiungendo un'aura dark e misteriosa.

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Occhiali da sole, i 7 modelli dell'estate 2019

Dalle montature cat eyes ai modelli squadrati e in resine spesse

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Chiudi Louis Vuitton (ANSA) Louis Vuitton

Occhiali da sole: ecco i modelli più cool dell'estate 2019. Su tutti per l'uomo dominano silhouette che rileggono il modello aviatore (Persol) in forme più geometriche e con lenti colorate (Emporio Armani), mentre per le signore, largo alle mascherine effetto "cat eyes", oppure a modelli squadrati che non passano inosservati, sia in metallo (Ray Ban), sia in resina (Michael Kors). Ecco le proposte di top brand 

ALAIN MIKLI - Il marchio californiano propone materiali esclusivi e design inediti. Una delle colonne portanti del brand sono gli acetati, declinati in combinazioni cromatiche che cambiano ogni stagione. Per la primavera 2019, Mikli presenta Rouge Memphis e Blue Memphis, due acetati ispirati all'omonimo gruppo. Noto per le decorazioni artistiche astratte e variopinte e per le forme asimmetriche, questo movimento è in linea con i tratti distintivi del brand. Infine i due nuovi modelli Elicot e Janisse reinterpretano il classico stile aviatore.

DOLCE & GABBANA - Forma a mascherina o geometriche in doppi strati di acetato, montature con logo D&G su lenti color caramello e tra le novità forme in acetato e metallo con frontale geometrico, arricchito con la nuova logo plaque dorata decorata con quattro piccole viti stilizzate. Nella versione più femminile, il modello è declinato in oro e abbinato a lenti con pois dorati su fondo grigio fumo.

EMPORIO ARMANI - La campagna Emporio Armani Eyewear, scattata assieme a quella dell'abbigliamento da Enrique Badulescu, sottolinea l'anima del marchio e riporta l'attenzione sul colore. La collezione è accesa da tinte vivaci, che danno luce a montature e lenti, declinate in forme geometriche grintose. Ancora molto presente il logo, che va a evidenziare interessanti dettagli nella costruzione di lenti e modelli.

MICHAEL KORS - Silhouette glamour, nuance intense e materiali pregiati per il marchio americano Michael Kors. Le montature ispirate alla linea di accessori sono realizzate in materiali creati ad hoc e impreziosite da particolari metallici, borchie e aste e dettagli a trama, strutture con lenti integrate, design in materiali misti, aste intagliate e incisioni del logo. Le montature variano dalla cat eyes in acetati dalle tonalità perlate a modelli spessi o con aste color oro o argento che rimandano al tacco Paloma. I colori sono grigio scuro, effetto tartaruga, mora perlato con lenti ambra, tartaruga ambra con lenti marroni, pesca perlato con lenti tinta unita fumé chiaro e rosa perlato con lenti tinta unita viola grigio.

RAY BAN - Dagli anni Settanta, la famiglia I-Shape fa il suo ritorno con montature squadrate over in metallo e lenti sfumate. Tornano anche i Ray-Ban Original Wayfarer Classic che debuttarono nel 1952, gli occhiali iconici che hanno conquistato celebrità, musicisti e artisti trasformandosi in un simbolo di stile. Ray-Ban Wings II hanno una montatura squadrata con esclusive lenti sfumate a specchio. Le aste e il doppio ponte flat, così come il logo Wings II stampato sulla lente, hanno un look che vuole conquistare la scena.

LOUIS VUITTON - Lancia il modello Bohemian Vuittony Square con struttura ultra leggera e forma ispirata al fiore del Monogram.

PERSOL - Sin dal 1917, anno in cui Giuseppe Ratti creò la prima montatura Persol, pensò a proteggere gli occhi dai raggi solari. Non a caso, la parola Persol richiama direttamente lo scopo per cui questi modelli sono stati inventati, ossia "per il sole". Nella nuova campagna Persol presenta cinque scenari che diversi che mostrano le nuove proposte che rivisitano le montature iconiche del marchio.

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Prada, la collezione uomo sfila a Shangai

Nello stesso mese due appuntamenti alla Milano Fashion Week

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 Prada sfilerà con la collezione Uomo Primavera/Estate 2020 a Shanghai il 6 giugno. La presentazione vuole essere "l'emblema di un dialogo tra le due realtà, diverse ma complementari" in concomitanza del 40/o anniversario del gemellaggio tra la città cinese e Milano. La Cina, spiega Miuccia Prada, ha "sempre occupato un posto di rilievo nell'immaginario di Prada: in particolare Shanghai e la sua ricca vita culturale. L'attitudine e l'identità di questa città, la sua dinamica capacità di far interagire il passato con il presente, il vecchio con il nuovo, sono fonti di costante scambio e interesse". La sfilata però non lascerà 'orfana' Milano: durante la Fashion Week dedicata all'uomo, Prada offrirà due appuntamenti: un evento musicale live il 14 giugno alla Fondazione e una presentazione statica della collezione Uomo.
   

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