Società & Diritti

Basta dominio maschi nella Storia, appello delle prof

In Francia, collettivo di storiche dichiara guerra a disparità, quote rosa in dibattiti e studi

Rendez-vous de l'histoire di Blois © Ansa

E' cominciata la fine della storia scritta e insegnata soprattutto dai maschi. Raccogliendo il grido di tante storiche in Francia, i "Rendez-vous de l'histoire di Blois" - uno dei più importanti appuntamenti annuali di storici - hanno deciso di instaurare la parità.
    La storia vede gli uomini in cattedra, la storia viene scritta soprattutto da uomini: per questo la battaglia parte dalla constatazione che le donne conquistano una cattedra più avanti con l'età rispetto ai colleghi uomini e, a fine carriera, guadagnano in media 1.000 euro di meno. E gli uomini sono nettamente più visibili in campo storico, fra pubblicazioni, riviste, collezioni e luoghi di prestigio per l'insegnamento: al top, il College de France, ci sono 3 storiche per 12 storici.
    Alla radice, viene spiegato dalle autorità, il fatto che le donne pubblicano meno, per la nota causa del minor tempo a disposizione rispetto agli uomini quando mettono su famiglia.
    L'obiettivo della parità sarà raggiunto "a medio termine, via via che saranno rinnovate le istituzioni" hanno precisato gli organizzatori di Blois. Alla fine, nella carta fondatrice verrà scritto che dibattiti, tavole rotonde, conferenze e studi dovranno essere "più misti possibile". L'appello delle storiche era stato lanciato su Le Monde, da un collettivo di 440 studiose, diventate oggi 520.
    Nell'appello si chiedeva innanzitutto di difendere la rappresentanza egualitaria - per legge - nel reclutamento e nelle giurie dei concorsi, nei comitati che organizzano tavole rotonde e dibattiti, nelle grandi collane editoriali. E se le donne hanno meno tempo dei colleghi uomini, il collettivo chiede di "intendere l'eccellenza qualitativamente più che quantitativamente", "invece del numero di articoli pubblicati entro una certa data, meglio valorizzare la loro qualità e la loro originalità, la capacità di esplorare temi nuovi durante tutta la carriera". Si chiede poi di "dar da leggere agli studenti più testi di storiche, incoraggiare le candidature di professoresse nelle istituzioni accademiche, vigilare affinché nelle commissioni d'esame, in particolare quelli orali, non si riproducano atteggiamenti antichi che ad esempio privilegiano la sicurezza di se stessi invece dell'espressione del dubbio".
   

  • di Tullio Giannotti
  • PARIGI
  • 12 ottobre 2018
  • 09:53

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