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Scompenso cardiaco per 1 mln italiani,una campagna dedicata

"Cuore non può aspettare", durante lockdown 3 mln visite saltate

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"Il cuore non può aspettare". Si chiama così una campagna, promossa da Novartis nella giornata del cuore 2020, per sensibilizzare sulla prevenzione e la continuità terapeutica nello scompenso cardiaco, una patologia che resta, tra le malattie cardiovascolari, quella meno nota e, per questo,ancora pericolosamente sottovalutata anche nel nostro Paese. I numeri sono rilevanti: più di 20 milioni di persone nel mondo sono colpite, ed entro il 2030 si prevede che questa cifra salirà di oltre il 25%.Ogni anno in Europa la patologia viene diagnosticata a più di 3.5 milioni di persone, oltre 400 casi ogni ora o 7 ogni 60 secondi. In Italia, la patologia riguarda circa 1 milione di persone, e fa registrare circa 190.000 ospedalizzazioni in un anno. La campagna, in collaborazione con Aisc , Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, e con il patrocinio di Sic, Società Italiana di Cardiologia, Fadoi, Federazione dei Dirigenti Ospedalieri Internisti e di Simg, Società Italiana di Medicina Generale, punta l'attenzione sulla malattia, che progredisce silenziosamente, ribandendo l'importanza della prevenzione e dei controlli, ancora maggiore dopo gli effetti legati al lockdown.Sono 3 milioni le visite cardiologiche non fatte su 18 milioni totali, ma è importante sapere che oggi in ospedale ci sono percorsi protetti. "Nel corso della vita - spiega il professor Ciro Indolfi, presidente Sic - 1 persona su 5 è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco, la causa più comune di ricoveri in ospedale imprevisti sopra i 65 anni.Eppure, durante il lockdown anche in Italia si sono drasticamente ridotti i ricoveri per questa patologia, anomalie del ritmo cardiaco e disfunzione di pacemaker e defibrillatori. Un ritardo che ha comportato per le patologie cardio-vascolari anche un aumento della mortalità". "Durante le prime fasi della pandemia - precisa Domenico Gabrielli, presidente Anmco, Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri - le attività di monitoraggio dei pazienti, non urgenti, non hanno potuto essere erogate. Abbiamo poi osservato un calo fino al 50% degli accessi in Pronto Soccorso per i pazienti con patologie cardio-vascolari. Stimiamo, nei prossimi anni, un aumento dei casi di scompenso cardiaco legati ai danni da infarto nel periodo Covid". Nell'ambito della campagna, per due settimane, saranno distribuiti materiali informativi negli studi medici, locandine in 60 ospedali e 1.200 farmacie. "Il cuore non può aspettare" diventerà anche il soggetto di un cortometraggio d'autore. "In un periodo come questo- conclude Angela Bianchi, Head of Country Communications & PatientAdvocacy Novartis Farma- riteniamo importante richiamare l'attenzione sull'urgenza delle cure e la regolarità dei monitoraggi per pazienti fragili e con patologie croniche come lo scompenso cardiaco".

In collaborazione con:
Novartis

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