Cannabis terapeutica, pazienti al mercato nero per non smettere terapia

Societa' scientifiche, ''e' un campo minato'', problemi di sicurezze e di conoscenza

Redazione ANSA ROMA

   "Un campo minato", così la Società Italiana di Farmacologia e quella di Tossicologia definiscono lo sviluppo del mercato della cannabis terapeutica.
    Mentre le associazioni denunciano la difficoltà dei pazienti a reperire i prodotti a base di cannabis e si rivolgono al mercato nero pur di non interrompere la terapia prescritta, le due società scientifiche sottolineano che non sono ancora disponibili studi con conclusioni definitive su sicurezza ed efficacia. Non solo, gli esperti sottolineano che "recenti indagini internazionali hanno mostrato che la conoscenza della farmacologia e della tossicologia dei derivati della Cannabis da parte dei medici che la prescrivono è piuttosto insoddisfacente e proprio per questa ragione - spiegano - le nostre Società si stanno adoperando per realizzare specifici corsi di formazione destinati a medici e farmacisti". E chiedono anche di valutare più attentamente i passi necessari nello sviluppo del mercato, sostanzialmente nuovo.
    La platea dei pazienti è molto ampia - persone affette da dolore cronico, sclerosi multipla, malati oncologici - e utilizza il preparato Cannabis FM-2. La Coalizione italiana libertà e diritti civili nelle settimane scorse, ha chiesto pubblicamente l'intervento del Ministero della Salute affinché il governo provveda a sopperire alla mancanza del prodotto.
   

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