Primo sguardo ai nodi della ragnatela cosmica

Attorno a un ammasso di galassie

Redazione ANSA

Vista per la prima volta la struttura misteriosa che avvolge un ammasso di galassie, cioè uno dei nodi della ‘ragnatela cosmica’ di materia che pervade l’universo. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, è stato ottenuto in Italia dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dell’Università di Bologna e delle sezioni di Bologna e Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), in collaborazione con alcuni istituti spagnoli.

Coordinati da Mauro Sereno, dell’Università di Bologna e dell’Inaf- Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio (Oas) di Bologna, gli studiosi hanno analizzato la forma di oltre 150.000 galassie individuando uno dei nodi più densi dell’universo attorno all’ammasso PSZ2 G099.86+58.45, a circa 6 miliardi di anni luce dalla Terra. Per farlo, hanno sfruttato un fenomeno previsto da Einstein nella Relatività Generale: la lente gravitazionale, un effetto lente d’ingrandimento caratterizzato dalla curvatura della luce emessa da una sorgente lontana, a causa della presenza di una massa tra sorgente e osservatore.

Simulazione della distribuzione di materia attorno a un ammasso di galassie a diverse scale. In altro a sinistra l'immagine del solo ammasso (fonte: elaborazione grafica a cura di Carlo Giocoli)

“La struttura del cosmo è come una ragnatela: la materia si dispone perlopiù lungo filamenti che si intrecciano in nodi. È qui che si formano ed evolvono gli ammassi di galassie”, ha spiegato all’ANSA Mauro Sereno. I ricercatori hanno misurato la distribuzione della massa intorno a PSZ2 G099.86+58.45 spingendosi fino a circa 6.000 miliardi di volte la distanza media tra Terra e Sole. “In genere ci si concentra sullo studio degli ammassi e non sul loro ambiente, noi invece - ha aggiunto - ci siamo spinti oltre, scoprendo che la densità di materia intorno a PSZ2 G099.86+58.45 è circa 6 volte superiore alla media”. Per Sereno, “si tratta di strutture ancora in formazione e per questo difficili da studiare”.

 

Secondo il ricercatore, lo studio fornisce informazioni anche su quella parte di materia che forma circa un quarto del cosmo ma la cui natura è ancora sfuggente, la materia oscura. “È una conferma della necessità della materia oscura nella formazione degli ammassi, senza la quale - ha concluso - tutta questa massa osservata non sarebbe giustificata”.

 

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