Cia Caserta, sciolto Consorzio Dop Olio Terre Aurunche

Capitelli, provvedimento Mipaaft definitivo. Comparto a rischio

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 26 SET - Lo scioglimento del Consorzio di tutela Dop Olio Terre Aurunche della provincia di Caserta predisposto con un provvedimento dell'aprile del 2017 da parte del Ministero dell'Agricoltura "ormai è definitivo; un danno enorme sul territorio casertano, alla comunità, al settore agricolo e soprattutto al comparto olivicolo". A lanciare l'allarme è Maurizio Capitelli, presidente provinciale della Cia (Agricoltori Italiani) di Caserta e componente della giunta regionale che all'ANSA spiega di esserne venuto a conoscenza "tramite una circolare ministeriale pervenuta alla associazione olivicoltori casertani prima dell'estate" e "dopo un carteggio con il Mipaaft per cercare di recuperare la situazione".

Come spiega una nota della Cia di Caserta, la vita del Consorzio per la tutela dell'olio extravergine di oliva Dop Terre Aurunche è durata tre anni, dal 2014 al 2017 con un cambio di sede legale, poi il Ministero delle politiche agricole ha deciso lo scioglimento per alcuni mancati adempimenti al quale il Consiglio di amministrazione non si è opposto. Così "trascorso un anno, l'atto è diventato definitivo - specifica Capitelli -, le adempienze riguardano mancati rispetti di termini e presentazione di documenti, niente di penale". "Stiamo lavorando per il recupero di questo importante organismo - ribadisce - lasciato in balìa della totale noncuranza e disinteresse delle altre associazioni di categoria, spaventate dalle effettive difficoltà e complessità del tema". Un lavoro di recupero per il quale Capitelli ritiene "necessario lavorare nel territorio" e per cui specifica "siamo disposti a fare un investimento perché non possiamo abbandonare questa Dop" ma su cui immagina "anche un sostegno di istituzioni ed enti locali".

Capitelli, tra l'altro presidente olivicoltori casertani sottolinea che "il comparto è in un'area fatta di coltivatori diretti, imprenditori agricoli e braccianti, per troppi anni colpevolmente considerata secondaria ed abbandonata da altre associazioni locali" e "ciò è la conseguenza del depauperamento dell'olivicoltura locale". (ANSA).

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