L'Italia fa i conti con lo tsunami Thomas Cook

Stima danni fino a 300 milioni. Bonaccorsi apre tavolo confronto

di Cinzia Conti ROMA

ROMA - Anche se i numeri precisi ancora non ci sono, il turismo italiano fa i conti con il mega fallimento Thomas Cook, che con i suoi 178 anni vantava il titolo di tour operator più antico del mondo, e la situazione è tutt'altro che rosea. Anzi - per usare le parole del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - rischia di essere un vero "tsunami".
    Proprio per questo Lorenza Bonaccorsi, sottosegretaria al ministero per i Beni, le attività culturali e per il turismo, ha aperto presso l'Enit un tavolo di confronto con tutti i rappresentati del settore. E gli operatori hanno presentato un pacchetto di proposte, che è stato consegnato al sottosegretario, chiedendo al governo di adottarle con urgenza per attenuare l'impatto diretto causato dal fallimento e per scongiurare il rischio di un effetto domino, che potrebbe determinare a cascata il fallimento di molte aziende italiane con gravi contraccolpi per l'occupazione.
    Dalle stime di Federalberghi, infatti, emerge che una struttura su 10 è stata colpita (di cui il 47.5% alberghi tra le 4 e le 5 stelle) e che l'importo medio dei crediti è pari a circa 118mila euro per struttura ricettiva, ma in diversi casi si supera il milione di euro per una cifra totale che si aggira sui 300 milioni. Conferma questa stima anche Assoturismo Confesercenti.
    Da parte sua la Bonaccorsi rassicura: "Utilizzeremo tutti gli strumenti necessari per garantire al comparto l'assistenza, all'interno delle norme comunitarie e dei margini di bilancio.
    Il turismo italiano rappresenta una punta di eccellenza e garanzia, come anche questa vicenda dimostra, che va tutelato e sostenuto, specialmente in un momento delicato di trasformazione come questo".
    "Le imprese colpite sono oltre un migliaio in tutta Italia.
    Abbiamo richiesto un intervento immediato del governo, ma anche delle regioni, vista la territorialità del fenomeno. Abbiamo sottolineato l'esigenza di prevedere l'attivazione di ammortizzatori sociali per i dipendenti delle aziende coinvolte e crediti d'imposta per le aziende" dice Corrado Luca Bianca, direttore di Assoturismo. "Le dimensioni di un operatore come Thomas Cook sono tali da imporre di guardare a quanto accaduto in un'ottica di sistema.
    Il quadro non è ancora completo, ma certamente le conseguenze continueranno a farsi sentire nei prossimi mesi. Anche perché sono numerosi i marchi del gruppo che operano sul mercato italiano - Neckermann tra tutti - che stanno seguendo il destino della casa madre. Attori sul mercato italiano da moltissimi anni e particolarmente presenti in alcune località del Paese" lamenta l'Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
    Molto preoccupate anche le guide turistiche dell'Angt: "In pochi minuti le guide delle grandi città e di numerose regioni nelle quali Thomas Cook aveva già programmato visite guidate, hanno visto azzerare lavoro presente e futuro con un'importante perdita di lavoro e di compensi". (ANSA).
   

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