Fonti Ue, bilaterale franco tra von der Leyen e Erdogan

Diritti umani, stato diritto, Convenzione Istanbul sul tavolo

Redazione ANSA

BRUXELLES - C'è stato uno scambio franco e aperto fra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel corso del bilaterale odierno ad Ankara. Lo hanno rivelato fonti europee precisando che sul tavolo si è data particolare attenzione alla possibilità di costruire con Ankara una agenda positiva, come già stabilito al precedente Consiglio europeo Nel bilaterale, definito importante dalle stesse fonti, si è avuto uno scambio approfondito sulla Convenzione di Istanbul, da cui è uscita la Turchia, lo stato di diritto e i diritti umani, ma anche di come rafforzare i legami economici fra l'Ue e la Turchia. Sul dossier migrazione la presidente von der Leyen ha sottolineato che la dichiarazione Ue-Turchia del 2016 rimane valida in quanto ha portato dei risultati positivi, facendo riferimento principalmente alla crisi siriana e ai rifugiati accolti, hanno indicato le fonti, precisando che la Ue intende proseguire il lavoro con Ankara su questo dossier in quanto soggetto strategico per l'Unione.

I presidenti della Commissione e del Consiglio dell'Unione europea, Ursula von der Leyen e Charles Michel,  oggi in Turchia per incontrare il capo dello stato Recep Tayyip Erdogan. La missione giunge a seguito della road map delineata dal Consiglio europeo di 10 giorni fa, con l'obiettivo di rilanciare gli altalenanti rapporti tra Bruxelles e Ankara, dopo gli ultimi strappi del governo turco su democrazia e diritti umani. Al centro dei colloqui ad Ankara, previsti nel primo pomeriggio, ci saranno diverse questioni strategiche, dalle migrazioni alle dispute geopolitiche regionali, su Mediterraneo orientale, Siria e Libia. Il confronto riguarderà in particolare il rinnovo del controverso accordo del marzo 2016 sui rifugiati siriani.

Il governo Erdogan chiede ulteriori risorse per continuare a farsi carico dell'accoglienza degli oltre 3,6 milioni di profughi di guerra, dopo i 6 miliardi già impegnati in questi anni dall'Ue. Dal canto suo, Bruxelles appare intenzionata a puntare sulla cooperazione allo sviluppo, viste le scarse prospettive di un prossimo ritorno in patria dei rifugiati. Parallelamente, è previsto anche un confronto sull'aggiornamento dell'unione doganale del 1995, da tempo sollecitato dalla Turchia, e sulla ripresa del dialogo di alto livello, sospeso nel 2019. Ankara spinge inoltre per una liberalizzazione dei visti.

 

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