Ndrangheta:Gratteri,sottovalutata,solo ora segni cambiamento

'Mafie storicamente legittimate dalle classi dirigenti'

Redazione ANSA RENDE (COSENZA)
(ANSA) - RENDE (COSENZA), 16 FEB - "Il fenomeno della 'Ndrangheta è stato sottovalutato. Bisogna conoscere la storia per capire come mai da noi i ladri di polli sono diventati la mafia più ricca del mondo e altrove sono rimasti ladri di polli". A dirlo, in una lezione al Master in Intelligence dell'Università della Calabria, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, secondo il quale "i calabresi non sono omertosi, sono delusi, stanchi del potere, sfibrati da mille maneggi".

Il procuratore, è scritto in una nota, ha poi affrontato il tema dell'area grigia evidenziando che "il riciclaggio più che dai grandi istituti di credito viene compiuto spesso dalle banche locali i cui vertici sono più condizionabili. I capi delle mafie non sono in grado di fare operazioni raffinate di riciclaggio e quindi si servono di professionisti e di finanziarie, quasi sempre del Nord e principalmente lombarde".

Gratteri ha poi ricordato che "le mafie sono state storicamente legittimate dalle classi dirigenti, come dimostra il primo scioglimento di un consiglio comunale per mafia avvenuto a Reggio Calabria nel 1869". Quindi ha rilevato che "abbiamo sciolto tanti comuni per mafia e ne scioglieremo ancora di più.

Il voto inquinato non si risolve con la decadenza dei consigli comunali ma assegnando più poteri ai commissari".

Gratteri ha poi evidenziato che la mafia emergente è quella albanese, dura e feroce e alleata quasi dovunque con la 'ndrangheta. Ma le collaborazioni sono costanti anche con altre consorterie criminali come dimostra la gestione della cocaina di strada che viene organizzata su indicazione della 'Ndrangheta dalla mafia nigeriana o dalla criminalità del posto. Il magistrato ha poi approfondito la dimensione globale delle mafie, facendo un riferimento specifico alla Colombia. "In Colombia - ha sostenuto - ci sono grandi professionalità nel contrasto al narcotraffico, affiancate dagli operatori della Dea statunitense. Spesso collaboriamo meglio con la locale magistratura e polizia che con gli omologhi europei. Mi sono dichiarato contrario all'accordo con i terroristi delle Farc che ha provocato 260 mila morti e che è stato poi bocciato dalla popolazione".

Il procuratore di Catanzaro ha poi evidenziato come la mafia non sta più ad aspettare sul cantiere ma condiziona prima le scelte politiche delle opere pubbliche sul territorio. Infine ha individuato nell'educazione una chiave di volta decisiva: "il livello dell'istruzione in scuole e università oggi è spesso scadente per cui occorre investire nella serietà degli studi con orari a tempo pieno, non finalizzando i finanziamenti al numero e ai tempi dei promossi e remunerando meglio gli insegnanti. Amo la mia terra - ha concluso - e amo il mio lavoro ma sono indignato perché ho sessanta anni e solo ora comincio a vedere qualche cambiamento, una rivoluzione mentale che coinvolge una giovane generazione di servitori dello Stato che potrebbe invertire radicalmente la tendenza in Calabria e in Italia. Non è semplice, ma è l'unica strada". (ANSA).

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