Accenture, la trasformazione digitale non è uno slogan

Benasso, inserire nuovi talenti e trasformare workforce esistente

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 7 NOV - "La trasformazione digitale non è solo uno slogan, ma richiede che le aziende si ridisegnino pesantemente negli aspetti organizzativi, nelle competenze e nei ruoli per essere in grado di competere su un mercato diverso". E' quanto sostiene il presidente e A.d. di Accenture Italia, Fabio Benasso, intervistato dall'ANSA, aggiungendo che bisogna muoversi su un doppio binario: "Portare a bordo nuovi talenti ma anche trasformare le competenze esistenti".

Formazione. Il lavoro più complesso è "trasformare la workforce esistente", spiega Benasso, evidenziando che "le aziende hanno competenze e persone che non possono essere rottamate, ma richiedono un percorso di 'upskilling' (che vuol dire fare uno passo in più) o di 'reskilling (dotarli di nuove competenze)". Anche dotarsi di nuove figure professionali non è sempre così semplice, perché "il mismatch tra domanda e offerta esiste" e "speriamo che il percorso di alternanza scuola lavoro lo riduca", dice il top manager, che crede molto nel programma del governo, a cui Accenture ha partecipato, coinvolgendo 300 studenti di sei città italiane in percorsi formativi. Sul fronte della formazione, sicuramente le competenze Stem (Science, Technology, Engineering, Maths) "sono importanti, perché rappresentano quelle aree di competenze più prossime all'uso delle nuove tecnologie". Tuttavia, "il mondo digitale non è fatto solo di numeri binari, ma anche di competenze software". Per cui, le materie scientifiche non rappresentano un requisito esclusivo per emergere nel mondo del lavoro. Secondo il numero uno di Accenture, che negli ultimi quattro anni ha assunto, in media, 1.500 persone l'anno, sono tre le caratteristiche vincenti per cogliere le opportunità del mondo del lavoro: "eccellenza, ovvero avere un percorso di studi brillante, passione e capacità di mettersi in discussione per trasformarsi e accettare le sfide del cambiamento".

Occupazione. L'automazione, la robotica, l'intelligenza artificiale, il machine learning "penso rappresentino un'onda inarrestabile e ineludibile che, in quanto tale, debba essere cavalcata perché può rappresentare un'opportunità". Certo, precisa Benasso, "è chiaro che questi modelli di crescita portano cambiamenti strutturali nel mercato lavoro", per cui, "alcune attività a basso valore verranno automatizzate", ma ci sarà "l'opportunità di migliorare la qualità del lavoro". Al contempo, "stanno nascendo nuovi lavori, sia nel business che nel campo sociale, cosicché anche il mondo del welfare ne beneficerà in maniera importante".

Piano Governo. Industria 4.0 "ha messo in moto un percorso trasformativo in un paese a tradizione manifatturiera". In particolare, "credo che il passaggio da industria 4.0 a impresa 4.0 abbia segnato anche la centralità delle competenze e sono convinto che il credito di imposta sulla formazione rafforzerà gli investimenti nel capitale umano". Quest'ultimo è l'elemento "chiave per valorizzare le nuove tecnologie nel mondo digitale", perché le tecnologie hanno bisogno di "una mente competente che sappia come utilizzarle e in quale contesto di business o servizio modularle".(ANSA).

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