Le piccole e medie imprese meccaniche si sentono impreparate per 4.0

Studio, bene il prolungamento del piano ma per il 31% è insufficiente

Redazione ANSA MILANO

(ANSA) - MILANO, 10 MAG - Le piccole e medie imprese della meccanica sono soddisfatte per il prolungamento del piano nazionale 4.0 al 2020 (il 41,8%), sebbene quasi una su tre (31%) lo giudichi ancora insufficiente e c'è chi ancora non lo conosce (18,4%). Quasi un quinto delle imprese (18,6%), inoltre, non si sente preparato per la quarta rivoluzione industriale. E' il quadro a luci e ombre che emerge dalla ricerca sull'industria manifatturiera meccanica realizzata da Grs Ricerca e Strategia e presentata in occasione del Forum trasformazione digitale, promosso da Fabbrica per l'eccellenza, la learning community di Compagnia delle Opere.

   Tra le misure del piano Calenda, iper e super ammortamento riscuotono il successo maggiore, mentre, gli investimenti sono destinati soprattutto alla sicurezza informatica. Un quarto delle pmi italiane del settore, sulle 253 intervistate tra gennaio e febbraio 2018, considera "discreti" gli effetti del Piano, il 24% ne dà una valutazione positiva e il 17,7% ritiene che la situazione sia migliorata sul fronte della trasformazione digitale. Per il 15,2% degli intervistati, invece, si tratta di un piano "confuso e non rispondente alle esigenze delle Pmi". I principali fattori che rallentano la digitalizzazione sono l'incertezza del rapporto tra investimenti e benefici, la mancanza di competenze interne e anche gli investimenti troppo alti. Dopo la cyber security, gli investimenti si concentrano soprattutto sulla connettività (53%), mentre, diminuiscono quando si tratta di Internet of Things su cui investe il 26,8% delle imprese, robotica collaborativa, big data e realtà aumentata. Stesso trend sul livello di conoscenza delle diverse tecnologie. Nella maggioranza delle pmi l'imprenditore è la figura che gestisce il processo di innovazione digitale, solo il 10,9% ha un Chief innovation officer (Cio) e appena lo 0,6% un Chief Digital Officer (Cdo).

   "Big data, connessioni remote quasi senza confini, Internet of things offrono anche alle aziende di medie dimensioni l’opportunità di competere nell’economia globale, ma presentano dei rischi, sia perché gli investimenti richiesti dai processi di digitalizzazione sono elevati sia perché la scelta delle tecnologie giuste ha effetti invasivi e quasi sempre a medio-lungo termine", afferma il direttore generale della Compagnia delle opere e responsabile del progetto Fabbrica per l’eccellenza, Dionigi Gianola.

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