Ucimu, stabili ordini in terzo trimestre

Carboniero, servono incentivi a formazione 4.0

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 26 OTT - Segna stabilità l'indice degli ordini di macchine utensili del terzo trimestre 2018, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, crescendo dello 0,2%, con un positivo andamento degli ordini raccolti sul mercato estero (+6,8%) mentre arretrano quelli sul mercato domestico (-15,3%). "Il calo - commenta Massimo Carboniero, presidente Ucimu - denota un certo rallentamento degli investimenti in nuove tecnologie da parte degli utilizzatori italiani ma questo dato non deve trarre in inganno. Il risultato messo a segno nel periodo luglio-settembre 2018, si confronta con un trimestre da record: difficile fare meglio di quanto avevamo fatto l'anno scorso". "Se, come afferma il governo, sono le Pmi al centro dell'agenda economica, allora - aggiunge Carboniero - la manovra deve considerare anche l'aggiornamento dei coefficienti di ammortamento per i macchinari, il mantenimento del credito di imposta al 50% sul valore incrementale degli investimenti fatti dalle imprese in R&S e la Formazione 4.0". "Accogliamo con favore - prosegue - la proposta di inserire un sistema di coefficienti di iperammortamento a scaglioni premiante per le Pmi: più alto per i piccoli investimenti e decrescente al crescere del valore dei nuovi acquisti". "Bene anche la conferma di rifinanziamento della Nuova Legge Sabatini che, anche se rivista rispetto all'esordio, dal 1965, permette alle PMI, spesso a bassa capitalizzazione, di pagare gli investimenti in nuova tecnologia grazie i risultati della propria attività. Al contrario, la sostituzione del superammortamento - che viene così eliminato - con l'introduzione della Mini Ires al 15% per premiare gli investimenti in nuove tecnologie di produzione non è sufficiente a garantire il prosieguo dell'attività di aggiornamento dei macchinari nelle fabbriche italiane se non viene accompagnata dalla revisione dei coefficienti di ammortamento fermi al 1988. Il mondo è cambiato, le esigenze di chi produce pure, i tempi di obsolescenza dei beni con elevato contenuto tecnologico sono sempre più brevi, non possiamo più considerare attuali i coefficienti di ammortamento definiti 30 anni fa". "Con riferimento al credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, chiediamo sia mantenuto al 50% così come è attualmente, al fine di assicurare la massima spinta delle aziende all'innovazione, attività che più di ogni altra può garantire competitività all'offerta di settore". "Infine - ha concluso Carboniero - occorre immediatamente prevedere un sistema di incentivi alla formazione 4.0 che permetta, oltre al credito di imposta al 40% così come previsto attualmente e in scadenza a fine anno, anche un rimborso dei costi dei formatori, la voce di spesa più alta per una Pmi. Grazie anche al piano Industria 4.0, abbiamo stabilimenti produttivi sicuramente più performanti e aggiornati rispetto a qualche anno fa, ora dobbiamo però formare il nostro personale per utilizzare al meglio questo upgrade tecnologico". (ANSA).
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