Father and Son, con il videogioco si entra nel museo archeologico. VIDEO

Gratuito e senza pubblicità pubblicato dal Mann di Napoli, è il primo del genere

(di Francesca De Lucia)

"Father and Son" è il primo videogame al mondo prodotto da un museo archeologico, il Mann di Napoli, che custodisce le straordinarie collezioni provenienti da Pompei ed Ercolano, la collezione Farnese e quella Egizia. "Father and Son", gioco narrativo in 2D a scorrimento laterale, è stato realizzato in inglese e italiano è gratuito e senza pubblicità ed è disponibile  su Apple Store e Google Play. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che proporrà anche una linea di prodotti legati al videogame, ha un ruolo cruciale nello sviluppo del gioco. Tra le caratteristiche che non erano state ancora svelate in sede di anteprima, c'è infatti la funzionalità del "check-in", che consente di cucire una relazione tra il contenuto digitale del videogioco e lo spazio fisico del museo.

Il sistema riconosce la presenza dei giocatori nel raggio di 20 metri dal Mann e sbloccherà nuovi abiti dei personaggi e una nuova location di gioco. Per presentazione in anteprima del game è stata scelta la giornata inaugurale del Festival Mann - Museo al Museo. In "Father and Son" il giocatore è Michael, un giovane che si reca a Napoli dopo aver ricevuto una lettera da suo padre, che era stato un archeologo. Le indicazioni contenute nella lettera lo porteranno al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

I contenuti del videogioco sono stati sviluppati dalla associazione Tuo Museo e concordati nei tratti essenziali con il direttore del Mann Paolo Giulierini e con il prof. Ludovico Solima (Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"). Alla realizzazione del videogioco hanno lavorato diversi specialisti: Fabio Viola (Electronic Arts Mobile, Vivendi Games Mobile), Sean Wenham (Ubisoft, Sony), Alessandro Salvati (autore di ADON Project e Anxiety Attack), Arkadiusz Reikowski (compositore delle musiche di Kholat e Layers of Fear).

Esplorando le strade della città partenopea e le sale del museo, il giocatore incontra dieci diversi personaggi e si imbatte in storie che attraversano le epoche, ma che presentano costanti riferimenti alla vita attuale. Il gioco si snoda attraverso diversi livelli temporali: ad esempio, si verrà catapultati nel 79 d.C. a Pompei nelle ventiquattro ore che precedettero la devastante eruzione del Vesuvio, per poi ritornare nel 2017 presso le rovine della città romana, nella veste di turista che scatta una foto, proprio sul luogo delle ultime ore di vita di una famiglia incontrata in precedenza. Tra le particolarità del videogioco va anche ricordata la presenza di una colonna sonora originale (sono state composte musiche per oltre venti minuti), che varia in relazione alle epoche nelle quali il giocatore si trova ed agli stati d'animo del protagonista. A questo si aggiunge il fatto che "Father and Son" utilizza grafiche dipinte a mano: tanto gli ambienti del museo che i contesti esterni (tre chilometri di strade di Napoli sono state ricostruire virtualmente) sono firmate dall' artista inglese Sean Wenham. Alcune delle tavole sono esposte al museo in occasione del Festival.

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