Iggy Pop compie 70 anni, "Jesus ho combinato tutto questo?"/VIDEO

L'incontro con il mito del rock a Cannes. Su Sky Arte il film di Jarmusch 'Gimme Danger'

  • Iggy Pop performs in concert in Mexico City, Sunday, March 5, 2017. (ANSA/AP Photo/Marco Ugarte) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
  • Iggy Pop e Lou Reed in una foto di scena del docufilm ''Mother of Rock: Lillian Roxon'' regia di Paul Clarke.
  • Singer Iggy Pop, centre and director Jim Jarmusch pose for photographers upon arrival at the screening of the film Gimme Danger at the 69th international film festival, Cannes, southern France, Friday, May 20, 2016. (ANSA/AP Photo/Thibault Camus)
  • Dann Fields, Iggy Pop, Lisa Robinson e David Bowie in una foto di scena del film ''Mother of Rock: Lillian Roxon'' regia di Paul Clark
  • Iggy Pop Gimme Danger
  • Musica: Iggy Pop, i 70 anni dell'Iguana
  • Musica: Iggy Pop, i 70 anni dell'Iguana
  • Lenny Kravitz e Iggy Pop Vhi Awards NY 1998 -  Copyright Roxanne Lowit, courtesy Steven Kasher Gallery, New York/ Aria Art Gallery, Florence.

(di Alessandra Magliaro) 'Jesus ho combinato tutto questo?" Così parlò Iggy Pop - l'iguana del rock che il 21 aprile compie 70 anni - a proposito di Gimme Danger - Story of the Stooges, l'affettuoso omaggio che Jim Jarmusch gli ha dedicato (su Sky Arte Hd in prima visione assoluta e in esclusiva  alle 21.15), “lettera d’amore per quella che probabilmente è la più grande band nella storia del rock ‘n’ roll”, ovvero gli Stooges della leggenda vivente Iggy Pop.

Immagini d’epoca, filmati e interviste ai protagonisti e in allo stesso James Newell Osterberg, alias Iggy Pop, ma anche a Ron Asheton, Scott Asheton e Dave Alexander e a Steve Mackay, il documentario ripercorre le tappe della carriera della band americana nata nel 1967 e diventata un punto di riferimento assoluto del punk americano. Voce narrante del film è proprio lui, l’Iguana. È lui che in prima persona racconta degli esordi alla batteria, suonata nella casa-roulotte in cui è cresciuto con i genitori ad Ann Arbor, in Michigan, ed è lui che parla delle prime band e poi degli Stooges che hanno sconvolto la scena musicale degli anni Settanta e hanno segnato il destino delle band che si sono affacciate successivamente.

Un anno fa lo stesso Iggy Pop l'ha presentato al festival di Cannes. Questo l'incontro con il mito del rock:

I denti sono decisamente tutti rifatti - uno per la verita' glielo ruppe a 20 anni un fan salito sul palco provocato dalla sua aggressivita' -, i capelli lunghi lisci, il viso scavato, il fisico asciutto come sempre l'ha avuto, la voce e' roca, lo spirito c'e', l'energia e' decisamente al di sopra della sua eta'. Avere davanti Iggy Pop, e' guardare da vicino un mito del rock, quello dionisiaco, punk, rivoluzionario della fine degli anni '60 e al tempo stesso guardare un reduce. Oggi piu' che mai: e' nato nel '47 ed e' un sopravvissuto alla morte di Jim Morrison, a quella di Lou Reed e di David Bowie. E il confronto con il passato e' , a maggior ragione per chi ha avuto una vita pazzesca come la sua, 'il tema': ''Ora non voglio essere cool, non voglio essere alternativo, non voglio essere punk rock, voglio solo essere'' aggiunge questo arzillo vecchietto che in combine con The Stooges e' stato seminale (parola cool) per decine di band, i Sex Pistols una per tutte.

Come e' rimasto in vita dopo tutti quei mix di stupefacenti che sono stati il suo pane quotidiano e' la classica inevitabile domanda ad un tipo cosi', sopravvissuto al mito ma anche all'Lsd. L'avra' sentita decine di volte, ormai ha affinato la risposta: ''avevo sviluppato anticorpi micidiali''. Nel film, che ha una quantita' di clip d'epoca che sono veramente un patrimonio incredibile - ''non e' roba mia, l'ha cercata la produzione ovunque, specie tra i collezionisti, tra i fan, io non ho conservato niente, i miei ricordi sono solo foto bellissime di mia madre'' - le droghe si vedono tutte e non ne manca neppure il metadone che beveva per disintossicarsi dall'eroina, era il 1971 e voleva essere pulito per andare a Londra dove un certo Bowie lo voleva conoscere per collaborare insieme. E adesso si droga ancora? ''La mia droga oggi e' il buon vino e la polvere bianca e' zucchero'' dice sventolando una bottiglietta d'acqua. Ad un certo punto Iggy quasi si commuove - sarebbe stata una notizia vera, le lacrime dell'Iguana che ha fatto dei concerti rock una sessione live di anarchia - . E' stato quando racconta dell'emozione provata guardando nel film le mosse iniziali del giovane batterista dell'Universita' del Michigan, il camper che i genitori gli avevano concesso per vivere esercitandosi con gli strumenti e vedendo quei primi passi con Ron e Scott Asheton e Dave Alexander, ossia The Stooges e quando ha citato le sue ispirazioni, gli Mc5 e Velvet Underground, lo scatenato Jim Morrison del quale prendera' ad imitare i famosi esagerati voli dal palco. ''Devo ringraziare di tutto questo i miei genitori, mi hanno sempre assecondato, specie mia madre. Ogni volta che tornavo a casa mi sentivo dire, 'dai prova a limitarti' ma effettivamente a cominciare dal sesso non le ho mai dato ascolto''. Il film, che alterna documenti d'epoca alle interviste fatte oggi a Iggy Pop e agli altri reduci della band come James Williamson (recuperato alla chitarra per la reunion a Coachella dopo 30 anni in cui aveva cambiato lavoro diventando un colletto bianco della Silicon Valley, una storia incredibile) ripercorre tutta la vicenda.

Sente di aver cambiato il mondo del rock, aver influenzato qualcuno? ''Abbiamo liquidato gli anni '60 ecco cosa siamo stati''. Molti i momenti anche divertenti come quando Iggy Pop spiega ''le mie liriche da 25 battute, niente in confronto ai testi bla bla bla - dice proprio cosi' - di Bob Dylan'' o seri come l'ideale ''di vita in comune, dividendo tutti i proventi dei diritti d'autore, pensando ad una vita realmente comunista, all'utopia di vivere in peace & love''. E poi c'e' Bowie, la Londra che accoglie il gruppo nei primi anni '70, la Los Angeles dove incontrano Andy Warhol e Ed Sanders, i festival in giro per l'America, la New York del Chelsea Hotel, la nascita dei tre album storici - The Stooges, Fun House e Raw Power - la morte dei due Asheton e poi di Dave Alexander, il declino fino alla riunione dei sopravvissuti nel 2013. E la musica oggi come la giudica? ''Ho vissuto un'epoca diversa, ora e' business, non e' piu' cool''.

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