Sinodo: sessualità e perdono nei lavori

Primi 25 interventi."Linguaggio franco e concreto,no a retorica"

    (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT - I temi della sessualità e dell'affettività, "come nostalgia di qualcosa di grande", e le richieste di perdono e scuse della Chiesa, "per quando non è stata all'altezza dei compiti, non solo per gli abusi sessuali ma anche per altre manchevolezze", sono entrati già nel Sinodo sui giovani apertosi ieri in Vaticano. Gli argomenti dei 25 interventi della prima Congregazione generale - non i nomi degli intervenuti, come scelta "per privilegiare lo spirito del Sinodo come una cosa sola, un organismo collettivo" - sono stati riferiti alla stampa dal presidente della Commissione sinodale per l'Informazione, Paolo Ruffini, prefetto vaticano per la Comunicazione, che ne ha riassunto brevemente i contenuti.
    "Si è parlato anche dell'ascolto, non come strategia ma come aspetto teologico, sotto il principio che 'chi non ascolta il grido del povero, non sarà ascoltato quando sarà a sua volta povero' - ha spiegato -. Del tema dello scarto, cioè di quanto i giovani siano scartati, e quanto loro stessi accettano il paradigma dello scarto. Della credibilità della Chiesa, di come cioè essere credibili per i giovani. Di come si sia interrotto il canale di comunicazione intergenerazionale con i giovani e di come la Chiesa possa recuperare una capacità di ascolto verso di loro, in uno spirito di paternità". Poi ancora "della famiglia come luogo di trasmissione della fede - ha continuato Ruffini -. Si è molto discusso su come i giovani vivono la religiosità in modo non escludente, quindi della fede non come ostacolo alla convivenza. Si è molto parlato poi della profezia di futuro dei giovani. Il tutto in un clima molto partecipato, che mostra tra l'altro un desiderio della Chiesa di essere empatica".
    Chiara Giaccardi, sociologa dell'Università Cattolica e collaboratrice del Segretario Speciale del Sinodo, ha apprezzato come l'assemblea abbia accolto l'invito del Papa alla "parresia" e come i padri sinodali abbiano parlato "con un linguaggio molto franco, senza retorica né minimizzazioni. C'è stata anche anche commozione, in particolare quando è stato detto che i migranti sono quasi tutti giovani, e una comunicazione molto diretta, che mostra una Chiesa non ingessata, che si mette in discussione".
    Giaccardi ha parlato di una vera e propria "rivoluzione copernicana, di una Chiesa che si mette non in posizione di 'emittente' ma di 'ascoltatore', un cambio di postura che apre una serie di nuovi processi. E la discussione si è incentrata su questioni reali, come appunto le migrazioni, specie dal punto di vista dei Paesi dai quali i migranti partono". La sociologa ha posto l'accento sullo sguardo alla "concretezza della persona, e non come modello di virtù da indicare ai giovani. Il tema della corporeità e della sessualità è stato toccato da molti padri sinodali in una forma concreta: e questo è un segno importante, perché non parlarne significa consegnare la persona a derive e anche a perversioni. E' la volontà di accompagnare la sessualità in una chiave integrale della persona e non solo a contenerla.
    Ed è un 'no' definitivo al dualismo corpo-spirito, in un accompagnamento che deve riguardare non solo i giovani, ma anche i futuri sacerdoti nella loro formazione".
    In materia di richieste di perdono, esse hanno riguardato "in alcuni interventi - ha spiegato Ruffini - il tema del tradimento e degli abusi, la non accoglienza dei migranti, il fatto di non capire, non ascoltare, in una Chiesa che ha perso la consapevolezza che anche Gesù, anche la Madonna erano giovani".
    Intervenuti al briefing anche il vescovo argentino mons. Carlos José Tissera ("siamo qui per ascoltare il grido della gioventù del mondo, il cui destino a volte è anche la morte, come accade nel Mar Mediterraneo") e il giovane vietnamita Joseph Cao Huu Minh Tri, uditore ("i giovani vanno aiutati a trovare la propria passione, a non cadere in una sbagliata").
    (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA