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Senegal

Senegal (foto: EPA)

Senegal

Il ritorno del Senegal, Cissè guida i Leoni

E' stata festa vera lo scorso novembre in Senegal per la qualificazione al Mondiale sedici anni dopo la prima, e fino ad allora unica, partecipazione. Nel 2002, in Giappone e Corea la squadra guidata dal francese Bruno Metsu riuscì a guadagnare i quarti di finale, dove venne stoppata dalla Turchia grazie ad un golden gol. Una delle stella di quella squadra era l'attuale ct, Aliou Cisse', che da quando ha preso in carico la nazionale dall'ex nazionale Bleus Alain Giresse dopo una deludente coppa d'Africa 2015, le ha fatto cambiare marcia, adottando un modulo piuttosto offensivo che ha garantiti finora un ruolino di tutto rispetto.
La qualificazione al Mondiale di Russia 2018 è stata quasi una cavalcata gloriosa, anche se le avversarie non erano di quelle da far tremare i polsi (Burkina Faso, Capo Verde e Sudafrica), ma il Senegal ha comunque chiuso con quattro vittorie e due pareggi, senza mai essere battuto. Il girone H in cui i Leoni della Teranga si trovano grazie al sorteggio del dicembre scorso comprende Polonia, Giappone e Colombia, e si può considerare uno dei più equilibrati. Niente vieta alla squadra di Cissè di puntare ad uno dei due pass per gli ottavi, sfruttando le spiccate doti offensive e la sua grande fisicità, che la rendono particolarmente pericolosa anche in situazioni di palla inattiva.
Il protagonista più atteso è decisamente il trequartista del Liverpool Sadio Manè, stella della squadra e giocatore africano più pagato della storia prima di Mohamed Salah, ma sono tanti i nomi di spicco nella rosa del Senegal, molti dei quali giocano o hanno giocato in Italia: dal difensore del Napoli Kalidou Koulibaly al granata M'Baye Niang, dall'ex biancoceleste Keita Balde al portiere della Spal, Gomis, che spera di guadagnare un posto da titolare. Curiosa la vicenda di Keita, che essendo nato in Spagna aveva sperato di guadagnarsi un posto tra le Furie Rosse, ma dopo un'inutile attesa ha optato per la nazionale senegalese. A centrocampo, i giocatori più rappresentativi sono Cheikhou Kouyaté del West Ham, il capitano, e Idrissa Gueye dell'Everton, che possono garantire, come tanti altri compagni che giovano in Premier League, la giusta esperienza e 'cattiveria' che forse mancava al Senegal 2002.
Numerosi altri giocatori militano in Francia, in Ligue 1 - erano quasi la totalità nella nazionale di Metsu -, alcuni in Turchia ma nessuno dei probabili convocati gioca più nel Paese d'origine. Il Senegal può essere di sicuro, in Russia, una delle punte di diamante della spedizione africana.

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