Farabollini,io espressione di zone sisma

'Conosco territorio colpito come geologo e perché sono di qui'

(ANSA) - ANCONA, 4 OTT - Felice, un po' emozionato, forse anche un po' incredulo per la nomina a commissario straordinario per la ricostruzione. Una nomina che "mi inorgoglisce" dice all'ANSA Piero Farabollini, il presidente dell'Ordine dei geologi delle Marche e docente Unicam, scelto dal Consiglio dei ministri per guidare la fase post terremoto. Farabollini si è spesso battuto per un maggiore coinvolgimento dei geologi nella ricostruzione e nella prevenzione sismica. "Questa per me - spiega - è l'occasione di mettere in pratica quello che ho sempre sostenuto". Inoltre ritiene di poter portare qualcosa di diverso ad un ruolo svolto prima da Vasco Errani, poi da Paola De Micheli, entrambi di nomina Pd. Un qualcosa - spiega - collegato alla sua professionalità di geologo, alla "conoscenza tecnica" del territorio colpito dal terremoto, ma anche, ammette, al legame dovuto al fatto che "sono nato qui (è di Treia, in provincia di Macerata, ndr) e ci ho vissuto per tutti i miei 58 anni". Insomma, un commissario espresso dalle zone terremotate, quelle colpite direttamente dalle scosse cominciate il 24 agosto 2016 che hanno devastato il Centro Italia e poi andate avanti per mesi e mesi. Farabollini conosce il terremoto anche "personalmente": "la mia casa è stata danneggiata dal sisma del 1997 - racconta -, abbiamo fatto lavori di miglioramento sismico alle strutture portanti, al tetto, che hanno evitato nuovi danni nel 2016". Prematuro fare progetti o programmi di lavoro: "un conto è interagire con una macchina anche amministrativa" come la struttura commissariale, "un altro entrarci dentro e poi guidarla". Ma essendo, appunto, un uomo del territorio, Farabollini conosce già alcune delle criticità lamentate da tempo, in primis dai sindaci del cratere, secondo i quali "va tutto a rilento". "Sicuramente bisogna snellire la burocrazia" annuncia. E' troppo presto però per dire come, se continuando a seguire un determinato modello di ricostruzione a base di ordinanze oppure, come chiedono tanti, di cambiare, facendo ricorso a strumenti e norme straordinarie. Su una cosa comunque il neo commissario è d'accordo con il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli: "forse è giusto che l'incarico sia andato ad un marchigiano, in fin dei conti qui abbiamo avuto il 64% di danni su 136 Comuni del cratere sismico, danni per altro molto diversificati". E torna a parlare il geologo, che tira in ballo "la conformazione morfologica del territorio". Con la comprensione però che il terremoto è anche un fenomeno sociale, economico, emotivo: "siamo in zone montuose, con tanti piccoli insediamenti, anche per questo sfuggono le dimensioni dei danni". (ANSA).
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