Fuksas, una torre per l'abbraccio tra Europa e Oriente

A Capodistria "Dall' architettura segni per migliorare le cose"

(ANSA) - ROMA, 9 APR - Risolvere i problemi funzionali per far stare meglio le persone, lavorare per aiutare l'incontro in un'epoca di scontri. L'architettura è questo, dice Massimiliano Fuksas, un lavoro fatto di "testardaggine ma anche di tenerezza" con l'idea di lasciare dei segni, "non per autocelebrarsi, ma per migliorare le cose". E poi muoversi, innovare, intercettare i segnali del mondo che cambia, provare sempre "a scavalcare lo stato delle cose", a guardare lontano, immaginare il futuro. Una vita ormai nomade tra Roma, Parigi e Shenzen, cinquant'anni di attività con decine di lavori in cantiere e più di 600 grandi progetti realizzati in tutto il mondo, dai nuovi archivi nazionali di Francia all'Expo milanese, dal centro direzionale della Ferrari a Maranello al centro Peres per la Pace a Jaffa, senza dimenticare la romana Nuvola dalla lunga e travagliata storia, il settantaquattrenne architetto è a Trieste per presentare un nuovo progetto che il segno promette di lasciarlo davvero, un'imponente torre inclinata sul mare, che dal litorale di Capodistria in terra slovena offrirà uno sguardo inedito e lontano sull'Europa e il suo sogno. Per la grande torre di Capodistria, racconta all'ANSA, l'idea è frutto di un bando del comune locale (Capo Grande Tower) vinto dal suo studio con l'architetto sloveno Sandi Pirš. I lavori per la realizzazione partiranno a settembre. "Prima di tutto c'era da risolvere un problema di funzioni - spiega -, la necessità di collegare la parte più bassa con la bella spiaggia di Giusterna, alla sommità del Monte San Marco superando quindi un dislivello di 50-55 metri". Una sfida che lo studio di Massimiliano e Doriana Fuksas ha risolto immaginando una struttura a doppia ellisse leggermente inclinata verso il mare, in grado di superare il dislivello tra il monte e la spiaggia, con intorno un'area ludica per i bambini e una serie di interventi di riqualificazione del litorale. Alta oltre 111 metri, la torre è collegata alla sommità del monte e a un grande edificio circolare destinato ad accogliere bar, ristoranti e spazi per la cultura, da un imponente ponte vetrato e coperto lungo 100 metri. Mentre dal livello intermedio dell'edificio partirà un ascensore, anch'esso obliquo, la cui realizzazione verrà affidata, precisa l'architetto, ad una ditta italiana ("Siamo l'eccellenza"). Di notte poi gli abbracci ellittici della Capo Grande Tower saranno accesi da luci a diversi colori. Ed è qui, nella torre protesa sull'Adriatico, che il progetto, spiega l'architetto, ha il suo carattere più simbolico. "Le due ellissi che si incontrano sono l'idea di due mondi, quello europeo e quello orientale, che si incontrano e si conoscono - riflette Fuksas -. E' l'inizio di un processo che avrà bisogno di anni, ma io a questo inizio volevo partecipare". L'idea è questa, ripete, un luogo dove si incontrano due culture, quella italiana e quella slovena che già convivono nella città di Capodistria e in tutto il litorale, ma anche una sorta di torre di pace tra l'Est e l'Ovest e insieme uno sguardo, positivo, al futuro. Un pensiero che in fondo ritorna anche nel progetto di Gerusalemme, dove Fuksas sta rinnovando e ristrutturando il centro congressi, un po' sul modello della Nuvola a Roma, con l'aggiunta di hotel, uffici, un centro commerciale, o di Pechino, dove tra ottobre e dicembre verrà completato il nuovo, grande, museo con tanto di torre alta 300 metri. "Il mondo sta cambiando, Shimon Peres mi disse una volta che non c'è democrazia senza innovazione", tentiamo di guardare al futuro e di immaginarne uno "dove gli altri non siano solo nemici" e dove gli incontri e la conoscenza tra culture e popoli diversi aiutino a superare i conflitti. (ANSA). LB/

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