Pitti giungla animalier per uomo Cavalli

La collezione disegnata da Paul Surridge sfila alla Certosa

Giubbotti di vero pitone albino, oppure scaglie di serpente stampate su spolverini, trench e blouson, ma anche jeans a disegni di zebra o di manto di tigre: c'è tutta la giungla d'asfalto tipica del marchio Roberto Cavalli nella collezione che segna il ritorno delle proposte di moda maschile della maison, sfilando questa sera a Firenze, negli spazi del Monastero della Certosa, come ospite speciale di Pitti Uomo 94. Quella che si disputa a Firenze è una partita decisiva nel percorso di rilancio del marchio, entrato da qualche stagione nell'orbita di Clessidra. Lo sa bene Paul Surridge, da maggio 2017 al timone creativo di tutte le linee del brand. Infatti, la griffe fiorentina, oltre ad avere il vantaggio che la partita del ritorno si gioca in casa, nella città dove il brand è nato e cresciuto, ha al suo arco la freccia Surridge, un designer che ha il menswear nel dna, in quanto è stato lo stilista di Zegna, oltre che di Jil Sander, dov'è stato design director dell'uomo sotto Raf Simons.

Surridge ridefinisce i codici del menswear di Cavalli rileggendo i classici stampati che hanno reso celebre la maison in chiave più contemporanea. "Io ho pensato ad un uomo di oggi, del 2018, non del futuro o del passato" spiega lo stilista nell'anteprima della sfilata. "Questo è importante per non perdere di vista l'obiettivo finale, che è quello di piacere al mercato, di vendere, altrimenti la collezione non è riuscita".

Dopo la svolta impressa al womenswear, rivoluzionato nel segno della pulizia e dell'essenzialità, abolendo eccessi, sbavature ed iperdecorativismo, Surridge passa all'uomo procedendo con la stessa pulizia delle forme. Basta l'animalier a ridar vita al guardaroba maschile.

In pedana sfilano dunque 34 outfit che abbinano lo streetwear alla "rock attitude", lo skater style alla manualità artigiana, che si esprime con i raffinati ricami a punto croce. "Sono tre i temi di Cavalli che ho riletto - spiega Surridge - l'artigianato espresso dalla maglieria e dai ricami a mano sempre molto soft, delicati, la gioia di vivere che vorrei fosse espressa dalla vivacità dello stile e l'animalier perché non si può dimenticare che è stato il successo del marchio".

Aprono il defilé una serie di capi in total white, in lino o misto lino, cotone e seta che prevedono i capi basic della collezione, ovvero, pantaloni dritti e morbidi, shorts, blazer, spolverini, trench, giubbotti, maglieria, canottiere e jeans.

Seguono tutte le proposte negli stampati animalier e multicolor con disegni di faccette con simboli portafortuna, come l'occhio di Fatima, oppure orologi. Per questi ultimi lo stilista spiega: "Volevo sottolineare che il vero lusso è il tempo, ma questa è anche una citazione di Roberto Cavalli che un giorno, rimproverato da qualcuno perché era arrivato tardi ad una festa, rispose: 'ma la festa sono io!'".

Chiudono gli abiti neri dedicati alla sera, dove il gessato di blazer o pantaloni è disegnato dai ricami di canottiglie ton sur ton. 

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