Benvenuto in Germania, satira sull'immigrazione

Dal 10/5 il film di Simon Verhoeven campione d'incassi in patria

(ANSA) - ROMA, 14 MAG - Quasi 4 milioni di spettatori e oltre 28 milioni di euro di incassi in Germania, primo film di produzione cinematografica tedesca visto nel 2016 e settimo più visto dell'anno nel Paese: Benvenuto in Germania!, commedia politicamente scorretta sull'immigrazione di Simon Verhoeven, arriva in Italia dal 10 maggio con distribuzione Cineama.
    E' la storia di una coppia benestante di 60 anni: il chirurgo ortopedico Richard (Heiner Lauterbach) e la moglie Angelika (Senta Berger), insegnante di tedesco da poco in pensione, con due figli: Sophie, una studentessa caotica, e Philip, avvocato di successo alle prese con un divorzio e un figlio di 12 anni. Contro il parere dello scettico Richard, Angelika decide di ospitare a casa un rifugiato, il giovane nigeriano Diallo.
    Da qui vicende, complicazioni e momenti esilaranti: il trambusto stravolge la vita della coppia, ma anche quella dei figli.
    Nonostante il caos, resta la speranza che la famiglia ritrovi la sua stabilità, come il resto della Germania. "Personalmente - spiega il regista - la vedo così: la situazione è confusa e complessa. Il mio film non è certo una favola, né una commedia cinica e anti yes we can, anche se alcune persone forse desiderano questo ritratto in bianco e nero. La Germania, così come l'Europa, è nel mezzo di una trasformazione drastica mai vissuta fino ad ora. Le persone stanno discutendo animatamente, adeguando e rivedendo prospettive e punti di vista. E questa confusione, questa incertezza, questa volatilità sono terreno fertile per la commedia".
    Benvenuto in Germania!, sottolinea ancora Verhoeven, "è prima di tutto semplicemente una commedia. Non può né vuole offrire serie soluzioni politiche. Nondimeno mi auguro che il film possa contribuire un po' a cambiare le cose, divenendo spunto di riflessione sul tema. Se ho un messaggio personale, allora è solo la speranza che la famiglia Hartmann - proprio come l'intero paese o forse anche tutto il nostro continente - possa ritrovare la sua pace e la sua solidarietà, nonostante le crisi e i conflitti che caratterizzano la nostra epoca".
   

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