Ogni giorno, amare un'anima errante

In sala la storia adolescenziale tratta dal romanzo di Levithan

(ANSA) - ROMA, 6 GIU - 'Ogni giorno' di Michael Sucsy, in sala dal 14 giugno con Eagle Pictures, è una storia d'amore adolescenziale che sembra una favola. Il film, tratto dall'omonimo bestseller di David Levithan, racconta della sedicenne Rhiannon (Angourie Rice), una brava ragazza che vive con padre, reduce da un esaurimento nervoso, madre, Lindsey (Maria Bello) e sorella ribelle Jolene (Debby Ryan). Ora Rhiannon è fidanzata con Justin (Justice Smith), un ragazzo come tanti non troppo maturo, ma con il quale si ritrova a passare con lui un'inaspettata giornata perfetta e irripetibile. Cosa è successo a Justin? È semplice e complicato da spiegare. Quel giorno il ragazzo non era lui se non per l'aspetto fisico, ma era posseduto da un'identità, uno spirito chiamato A, che vive il destino orribile di incarnarsi ogni 24 ore in corpi diversi, uomo o donna che siano.
    Così per il principio in base al quale nell'amore più che l'aspetto conta l'anima di chi si ama, Rhiannon, una volta scoperta l'esistenza di A, si ritrova ad amarlo ogni giorno nel corpo da lui abitato in quelle 24 ore. Ovvero si lega, non senza difficoltà, a questa sua anima gemella che veste, di volta in volta, corpi maschili e femminili di ogni colore e razza, corpi belli e brutti che siano (nel film la entità A è interpretata da 15 attori diversi). E questo fino a una drastica decisione che cambierà il corso del loro amore.
    Il film, che ha comunque il merito di mettere in scena una storia non certo facile da raccontare quanto da rappresentare, nasce sull'onda della fortuna nelle vendite dell'omonimo romanzo fantasy young-adult pubblicato nell'agosto del 2012. Dopo essere entrato nella classifica dei bestseller del New York Times ed aver generato numerosi gruppi di chat online, la MGM non manca l'occasione, a metà 2017, di acquistarne i diritti e di mettere poi sotto contratto l'australiana Angourie Rice per il ruolo della protagonista (l'attrice nota anche per il thriller These Final Hours - 12 ore dalla fine).
    "L'idea di questo libro mi è venuta un giorno mentre lavoravo - dice David Levithan -, ho pensato: cosa si prova a svegliarsi in un corpo diverso ogni giorno? Questa domanda mi ha incuriosito così ho iniziato a scrivere alcune cose e mentre le scrivevo ho cominciato a realizzare che vivere quella condizione fa sì che non si sia definiti dal proprio corpo o da ciò che ci impone il mondo esterno, ma da chi si è veramente. Una cosa questa non da poco".
    Questo, infine, il 'dialogo chiave' in cui l'entità A rivela la sua natura a Rhiannon: "Ogni giorno mi sveglio in un corpo diverso, ogni giorno. Sempre la stessa età, mai la stessa persona. È qualcosa che non posso assolutamente controllare".

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