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Loro, di Roberto Cotroneo

Due gemelle, una villa, una favola gotica ambientata nel 2018

 (ANSA) - ROMA, 21 SET - - LORO - ROBERTO COTRONEO (NERI POZZA- collana Bloom PP. 192 - €17,00).
    "Loro cosa vogliono da voi?" chiesi. Prima ci fu un lungo silenzio. E poi solo poche parole: "Niente. Loro ci obbediscono.
    Questo conta". Può il memoriale di una giovane donna sconvolgere a tal punto da turbare persino coloro che si avventurano abitualmente nei recessi piú oscuri della mente? È quanto accade in queste pagine, nelle quali Margherita B, che ha lasciato gli studi di medicina al quarto anno, narra dei fatti accaduti nel 2018, tra luglio e agosto per la precisione, dunque un lasso di tempo breve ma intenso, quando prende servizio, stando alle sue parole, come istitutrice presso una famiglia aristocratica, gli Ordelaffi, in una magnifica villa progettata da un celebre architetto alle porte di Roma: la casa di vetro ("quel posto aveva come la capacità di muoversi da solo, sembrava potesse sparire da un momento all'altro"). Da lontano s'intravede il profilo della cupola di San Pietro.
    Il compito che le viene affidato è prendersi cura delle gemelline Lucrezia e Lavinia, figlie di Margherita e Umberto. In "Loro", ultimo romanzo, di Roberto Cotroneo, l'autore si muove nel terreno delle nostra mente. Un omaggio alla grande letteratura con temi sinistri, tra fantasmi, visioni e antiche credenze, che si mescolano a pulsioni senza tempo, amore, gelosia, invaghimenti, ma in un linguaggio pulito, essenziale, che lascia il lettore sospeso tra continui colpi di scena, e il timore sempre in agguato. Il tutto rimescolato da un finale spiazzante.
    Da subito è Margherita che ci svela che si trova lontana in Australia dove ha ripreso a studiare Medicina, dopo quegli accadimenti. Il compito che le era stato allora affidato, era di prendersi cura delle gemelle bionde e perfette bellissime indistinguibili spesso anche agli occhi stessi genitori. Ma sul viso quelle bambine hanno un'espressione greve, che stona profondamente con i loro dieci anni. Siamo nel 2018, non nell'Ottocento. Non hanno amici, la casa è perfetta, una camelot, la definisce la giovane istitutrice, ma i genitori non ricevono mai nessuno, le bimbe non vanno in villeggiatura.
    A Margherita sembra una situazione ideale, ma capirà presto che quella in cui è stata catapultata è un'altra dimensione, una visione distorta. Attorno a questi elementi si sviluppa un viaggio in bilico tra la paura e l'ossessione, il mistero e la follia.
    Quando Margherita arriva per insegnare pianoforte e rafforzare gli studi delle gemelle viene accolta da Alessandra, madre delle due bambine, in un villa popolata da un giardiniere, Getano, claudicante e che ha occhi dappertutto, anche di notte. E alcune collaboratrici della casa.
    Alessandra appare una donna disponibile, ma aleggia attorno a lei la figura del marito, Umberto, ricco e affascinante uomo d'affari in viaggio costante tra Londra, Parigi e la dimora romana di famiglia. Sarà proprio la padrona di casa a riservare delle sorprese. Le gemelle introducono sin da subito delle ambiguità che non sembrano avere spiegazioni. Razionali, quantomeno. Il tema del doppio, dell'identità, si fa prepotente e indagatore per Cotroneo, che lo sfrutta addentrandosi in pagine sempre più oscure.
    "Trovai naturale che le gemelle fossero competitive tra loro.
    Pensai che fosse un modo per distinguersi, per darsi una propria identità, ma ancora ignoravo che niente di tutto questo le interessava: non cercavano una identità propria, semmai il contrario". Le gemelle sono una meraviglia di educazione e di talento. Lucrezia ama il pianoforte, Lavinia l'equitazione. Ma pochi giorni dopo l'arrivo di Margherita cominciano a rivelarsi presenze terrificanti. Sono loro, dicono le bambine, gli antichi ospiti della casa, tornati per riportare in luce l'orrore.
    Compare anche un "tempietto" circondato da alberi alti e fitti in modo da non essere scorto dalla casa, un tempietto circolare antico con una statua raffigurante Ecate. Margherita lo scopre passeggiando e subito prova "una lieve inquietudine, come se nell'aria ci fosse un vago pericolo". Ecate, la dea dei crocicchi e dei trivi. Ma non solo qui ha una visione, o è stato un sogno dovuto a un mancamento.
    E difatti da quel momento in poi Margherita comincerà a notare strani sorrisi, occhiate, mezze frasi, comportamenti ambigui nelle persone della villa, in particolare nella madre Alessandra e nelle gemelle. Ma soprattutto cominceranno le "apparizioni", le presenze, gli strani discorsi delle bambine, le straordinarie capacità pianistiche di Lucrezia incompatibili con l'età e gli studi della gemella. "Loro cosa vogliono da voi?" chiesi. Fu questa la domanda che non dovevo fare.... La tenebra che cerchiamo di non vedere, di non capire, ma che ci raggiunge sempre, è fatta di questo, di questa materia sfuggente, di queste antiche credenze...".
    Ma il dubbio è cosa è reale, cosa non lo è, in fondo tutti raccontiamo delle bugie? La risposta in questo romanzo da leggere come una favola gotica è nel finale. (ANSA).
   

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