Opel riaccende lo spirito delle corse con Europeo Rally

La nuova Corsa disponibile in versione R2 da fine 2020

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Opel mantiene viva una lunga storia di successi nelle corse automobilistiche. Nella prossima stagione il marchio tedesco parteciperà infatti ancora a rally nazionali e internazionali.

Nel 2019 Opel Motorsport mira a raccogliere la quinta vittoria consecutiva nel Campionato europeo rally junior riservato a piloti fino a 27 anni di età, che ora è stato ufficialmente rinominato FIA ERC3 Junior Championship. Una delle Adam R2 da 190 CV iscritte da Holzer Motorsport, partner tecnico di Opel, sarà affidata allo svedese Elias Lundberg (20 anni), che si è assicurato il posto nell'ADAC Opel Rallye Junior Team conquistando l'ADAC Opel Rallye Cup lo scorso anno. La seconda vettura sarà pilotata dal lussemburghese Grégoire Munster (20), terminato secondo dietro Lundberg nella Rallye Cup dell'ultima stagione, con tre vittorie.

Con 130 partecipanti da 18 paesi, il campionato rally europeo di maggior successo rappresenta una piattaforma professionale per i giovani piloti dal 2013 e ha permesso a otto giovani di entrare a far parte dell'ADAC Opel Rally Junior Team.

In vista della stagione 2021, Opel svilupperà un modello R2 basato sulla nuova Corsa per il campionato europeo e per le attività sportive internazionali riservate ai clienti. I dati tecnici della Corsa R2, che dovrebbe essere messa a disposizione dei team privati alla fine del 2020, saranno annunciati in un secondo momento. La sesta generazione di una vettura di grandissimo successo come Corsa, che giungerà sul mercato quest'anno, formerà la base della vettura rally.

Opel parteciperà alla ADAC Rallye Cup nel 2019 con la versione speciale da 140 CV di Adam e sosterrà la competizione con un premio in denaro e offrendo al vincitore una Adam R2 con un pacchetto di parti di ricambio per la prossima stagione. Opel offrirà a tutti i partecipanti alla Coppa anche il servizio tecnico e logistico sul campo e un pacchetto riservato ai nuovi partecipanti.

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Latte: riprendono le proteste, vertice dei questori in Sardegna

In attesa del Tavolo di filiera con Centinaio a Roma il 21 febbraio

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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È in corso da questa mattina al Centro di addestramento e istruzione professionale (Caip) della polizia ad Abbasanta un incontro operativo tra tutti i questori della Sardegna. Al centro dell'incontro, da quanto si apprende, ci sarebbe l'ordine pubblico in vista delle elezioni regionali di domenica e la situazione della protesta del latte, che dopo un momento di calma apparente, questa mattina è ripresa nel Cagliaritano con un blocco stradale lungo la Statale 195, e a Posada con pastori lungo la Statale 131 dcn.

Prossimo confronto in programma per giovedì 21 febbraio a Roma, quando la controproposta dei pastori sardi sarà presentata al tavolo di filiera. Un incontro decisivo, dove "porteremo - aveva detto qualche giorno fa il ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio - anche un progetto di internazionalizzazione per cercare di alimentare le vendite".  "Tutto quello - aveva spiegato Centinaio - che può essere inserito nel decreto emergenza sarà fatto. Da parte nostra c'è la necessità di dire ai pastori di presidiare affinché i presidi siano punti di confronto, non di scontro".

 

Latte: pastori, subito 80 cent e 1 euro a fine stagione
Si dimette presidente Consorzio. Centinaio, ok Ue a nostro piano

di Fabrizio Fois 

TRAMATZA (ORISTANO) - I capannelli, all'inizio, avrebbero potuto far pensare a un fronte dei pastori spaccato: ma nel momento in cui si è dovuto votare il documento con le integrazioni alla pre-intesa trovata a Cagliari sabato scorso col ministro Centinaio, le mani si sono alzate all'unisono nella sala del centro servizi di Tramatza, sulla Statale 131. Ed è scrosciato l'applauso per la controproposta che sarà presentata al tavolo di giovedì 21 a Roma: nessun accordo sui 72 centesimi di euro al litro, ma 80 cent subito e una "griglia di retribuzione minima" - legata alle quotazioni dei prodotti lattiero caseari e di tutte le Dop della Camera di commercio (Milano o Cagliari o Clal) - per arrivare ad un euro (forse più) alla fine della stagione.

Un obiettivo al quale, per i tecnici che hanno elaborato il documento insieme agli allevatori, si potrebbe giungere anche prima. Dopotutto, è stato spiegato, "il prezzo del Pecorino Romano è già salito di 1 euro-1,50 in questi dieci giorni, quindi i trasformatori hanno la garanzia che non andranno sotto".

Ci sono volute oltre due ore di discussione, a tratti accesa, per arrivare al risultato in una sala stracolma che avrebbe potuto contenere solo 400 persone sedute e nella quale, invece, sono riusciti a stiparsi almeno 1.000 pastori arrivati da ogni angolo dell'Isola. Dodici i punti sviscerati. E subito una precisazione per rispondere agli indecisi: "Non ci stiamo abbassando i pantaloni: abbiamo iniziato la trattativa parlando di un euro al litro e all'euro dobbiamo arrivare a fine campagna". "All'unanimità abbiamo deciso di andare avanti.

Questo vuol dire che i pastori non li divide nessuno", esulta Gianuario Falchi, uno dei relatori di oggi e già protagonista dei tavoli con il ministro delle Politiche Agricole. Che a Bruxelles ha incontrato il Commissario Phil Hogan. "Abbiamo avuto l'ok dell'Europa al nostro piano e questo renderà più disteso l'incontro di giovedì tra le parti", annuncia Gian Marco Centinaio.

Gli allevatori puntano a una riforma dell'intero sistema lattiero caseario e a una "distribuzione più equa dei profitti nella filiera". Non solo: arriva infatti nella bozza anche la richiesta perentoria di "dimissioni volontarie ed irrevocabili di tutti i membri dei Cda dei Consorzi di tutela del Pecorino Romano Dop, del Pecorino Sardo Dop e del Fiore Sardo Dop".

Passano solo alcune ore dalla divulgazione del testo e con un post su Facebook, Salvatore Palitta, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano, comunica di lasciare a pochi giorni dalla scadenza naturale del suo mandato. Nel frattempo, mentre il vicepremier Matteo Salvini dice di voler incontrare la grande distribuzione per dare una mano ai pastori, la Regione Sardegna e le banche mettono sul piatto 18 milioni per il ritiro di 30mila quintali di eccedenze di Pecorino romano e far salire così il prezzo sul mercato. Sempre più vicini all'obiettivo indicato anche dal presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, pure lui a colloquio con Hogan: "il latte di pecora deve costare 1 euro".

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Salute si studierà anche a scuola, sarà inserita nei programmi da asilo a maturità

Protocollo d'intesa tra ministeri della Salute e dell'Istruzione

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La salute si studierà anche a scuola, non come una nuova materia, ma come un filo rosso che accompagna tutta la formazione dell'alunno, dall'asilo alle superiori: è uno dei punti previsti nel protocollo d'intesa siglato oggi dal ministro della Salute Giulia Grillo e dal ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti.

Tra le novità, il documento "Indirizzi di policy integrate per la Scuola che Promuove Salute", predisposto dai due ministeri e da poco approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Scuola e salute, infatti, sono strettamente collegate. "Ragazzi e ragazze in buona salute - si legge - imparano meglio. Allo stesso tempo, se sono inseriti in un processo di apprendimento positivo hanno migliori opportunità di salute". L'obiettivo è quello di favorire l'inserimento della promozione della salute, fisica e psicologica, nei curricula delle scuole di ogni ordine e grado, "come un percorso di educazione trasversale a tutte le discipline, superando le barriere tra le discipline stesse". Ma non senza una azione di governance degli interventi proposti.

Tra i temi che saranno affrontati, l'educazione alla sessualità ma anche prevenzione delle malattie attraverso corretti stili di vita. Non è questo peró l'unico punto del protocollo siglato oggi, che rinnova i contenuti di quello già siglato tre anni fa e che affronta diverse tematiche: come la salute mentale e utilizzo dei farmaci a scuola, le dipendenze tra i giovani, le vaccinazioni e l'inclusione dei ragazzi con sindrome dello spettro autistico. 
   

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Hyundai ottiene premi IF design per due concept

Si tratta di Le Fil Rouge e del suv Palisade

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Per il quinto anno consecutivo, il design di Hyundai riceve nuovi riconoscimenti nell'ambito degli iF Design Award 2019. Il concept Le Fil Rouge e il suv Palisade sono infatti stati premiati nella categoria Automobili/Veicoli di riferimento, superando la notevole concorrenza dell'industria automotive globale. Il concept Le Fil Rouge, presentato al Salone di Ginevra 2018, incarna una reinterpretazione dello spirito sportivo del brand visto per la prima volta nel 1974 con Hyundai Coupe Concept. Portando in vita il tema 'Sensuous Sportiness', Le Fil Rouge rappresenta l'armonia tra quattro aspetti fondamentali del design: proporzioni, architettura, stile e tecnologia - segnando un nuovo traguardo nell'unione tra bellezza e funzionalità.

Hyundai Palisade - il suv di grandi dimensioni riservato a mercati nord-americani e asiatici, e svelato allo scorso Salone di Los Angeles - presenta invece funzionalità e tecnologie all'avanguardia per affrontare tutte le condizioni, all'insegna della sicurezza e del piacere di guida. L'architettura di forte impatto visivo, all'interno come all'esterno, è stata progettata per garantire comfort e abitabilità.

Da oltre 64 anni iF Design Award è riconosciuto come simbolo di eccellenza dai designer professionisti di tutto il mondo.

Organizzato da iF International Forum Design GmbH di Hannover - la più antica istituzione indipendente di design - il premio viene conferito da designer di spicco protagonisti in differenti discipline e categorie. Nel 2019 hanno partecipato all'evento numerose aziende in rappresentanza dioltre 50 paesi, presentando 6.400 prodotti a una giuria composta da 67 esperti internazionali.

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Film violenti e di paura possono mettere a rischio la linea

Emozioni dello schermo portano a mangiare cibi grassi

Salute & Benessere Sanità
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I film violenti o di paura possono mettere a rischio il peso e la linea. Guardarli, infatti, può portare a stress e nervi tesi, che si tenta di placare con dei 'consolatori' cibi grassi, come cioccolato e patatine. Lo rileva una ricerca della Lebanese American University di New York, pubblicata sulla rivista Eating Behaviours. Secondo gli studiosi non è tanto il tempo che trascorriamo seduti mentre guardiamo un film a fare la differenza, ma piuttosto cosa viene proiettato sullo schermo: la visione di commedie romantiche o di altri generi, infatti, non provoca la stessa risposta a livello emozionale che porta a ricorrere a cibo poco sano.

Lo studio ha coinvolto 84 partecipanti di età compresa tra 20 e 30 anni, a cui è stato chiesto in modo casuale di guardare un film violento o una commedia romantica. Prima dello studio sono state effettuate varie misurazioni, tra cui la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la forza di presa, e sono stati valutati i livelli di stress e l'appetito di coloro che vi hanno preso parte. Agli spettatori è stato consegnato un vassoio contenente una vasta gamma di snack, tra cui popcorn, patatine, biscotti, cioccolato, dolci, mele, succo d'arancia e Cola. Ai partecipanti è stato detto che potevano mangiare quello che volevano, e sono stati lasciati soli e inosservati durante il film, perché si sentissero a proprio agio.

È emerso che coloro che guardavano il film violento avevano punteggi più alti in termini di nervosismo e tristezza, mentre non sono state rilevate differenze nello stato d'animo prima e dopo in chi si era visto assegnare la visione di un film romantico. Nessuna diversità è stata riscontrata tra i due gruppi per quanto riguarda l'appetito, ma i partecipanti che hanno guardato un film violento hanno mangiato di più durante la visione. Dei 42 che rientravano nel gruppo sperimentale, il 62% ha consumato più di due prodotti grassi e il 71,4% più di due alimenti salati.
   

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Seat, gamma Ateca si arricchisce con versione 2.0 TDI 150 CV

Disponibile per allestimenti Business, Xcellence e FR

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La gamma Ateca si arricchisce con il nuovo propulsore 2.0 TDI 150 CV 4Drive DSG. Con prezzi a partire da 33.820 euro per la versione Business, da 35.470 euro per le versioni top di gamma XCellence ed FR, nuova Ateca è già ordinabile presso la rete del marchio. Il nuovo quattro cilindri eroga la potenza massima tra i 3.500 e i 4.000 giri e, con una coppia massima pari a 340 Nm tra 1.750 e 3.000 giri, riesce a raggiungere una velocità massima di 196 km/h e un'accelerazione di 0-100 in soli 8,8 secondi. La Ateca 2.0 TDI 150 CV 4Drive DSG presenta consumi di carburante pari a 6,3-6,8 l (min-max in ciclo combinato WLTP) a fronte di emissioni di CO2 pari a 164-178 g/km (min-max in ciclo combinato WLTP).

Tra i contenuti tecnologici e d'infotainment della Seat Ateca, spiccano i seguenti equipaggiamenti: i proiettori Full LED, che comprendono gruppi ottici con tutte le funzioni di illuminazione a LED (Light Emitting Diode), Welcome Light (luce di cortesia proiettata dagli specchietti verso l'asfalto), il portellone elettrico 'Handsfree' e il sistema di apertura, chiusura, accensione e spegnimento della vettura senza l'utilizzo della chiave Kessy, il sistema di riscaldamento a controllo remoto dell'interno dell'abitacolo e di sbrinamento dei vetri in presenza di temperature basse (ghiaccio e neve), il sistema Top View Camera 360° che, grazie a 4 telecamere posizionate nella griglia frontale, nel paraurti posteriore e nei due specchietti esterni, permette al guidatore di monitorare a 360° l'area circostante la vettura, supportandolo nelle manovre più complicate.

Tra i punti di forza della Seat Ateca, vi sono indubbiamente i sistemi per la sicurezza e l'assistenza alla guida con una serie di Adas che supportano il conducente nelle manovre. Alto il livello di infotaiment a bordo con il sistema di Navigazione Plus (sempre con display touch 8'' a colori e display computer di bordo da 3,5''), che è disponibile come optional per gli allestimenti Xcellence ed FR. Sempre su richiesta, sono disponibili anche il Connectivity Pack, che include il Seat Full Link e il Connectivity Box, sistema che permette la ricarica wireless dello smartphone e l'amplificazione del segnale GPS.

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Patente, azzeramento punti nullo senza prova delle notifiche

Sentenza TAR Lazio a difesa degli automobilisti

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Il provvedimento di revisione della patente per azzeramento dei punti, conseguente a sanzioni multiple, è nullo se l'amministrazione non è in grado di dimostrare l'avvenuta notifica delle singole contravvenzioni. A chiarirlo è la sezione Terza Ter del TAR del Lazio, nella sentenza numero 1826/19, depositata il 12 febbraio.

Questo importante principio giuridico, mette al riparo automobilisti ignari di infrazioni commesse dal rischio di dover essere improvvisamente chiamati a sostenere nuovamente l'esame di guida.

Nel diffondere il testo integrale della sentenza e nel commentarne gli effetti, il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it spiega: "Se la Motorizzazione non fornisce in giudizio elementi probatori utili al superamento della potenziale censura, dovuta al mancato riscontro delle notifiche effettuate, l'azzeramento dei punti non vale nulla. Il provvedimento di revisione della patente deve essere correlato all'effettiva notifica dei verbali di progressiva decurtazione dei crediti". Nel dettaglio del caso, oggetto di valutazione da parte del Tribunale, un conducente aveva ricevuto tale provvedimento per il taglio dei punti conseguente a tre sanzioni distinte, rimediate rispettivamente nel 2007, nel 2008 e nel 2009. Per poter tornare al volante, quindi, avrebbe dovuto rifare l'esame.

Nell'impugnare l'atto adottato dalla Motorizzazione, l'attore sottolineato come "due dei tre verbali non gli sarebbero mai stati notificati". Chiamata in causa, l'amministrazione resistente non si è costituita in giudizio e non ha, quindi, fornito alcun elemento utile a provare l'avvenuta notifica, presupposto giustificativo per la revisione della patente, annullata dal collegio giudicante.

Nella sentenza si legge: "Sul punto, la giurisprudenza amministrativa, con orientamento pienamente condivisibile, ha osservato che ogniqualvolta intenda emanare un atto che incida sfavorevolmente sulla sfera giuridica altrui, la pubblica amministrazione è tenuta a darne preventivo avviso al soggetto destinatario, salvo che esistano particolari esigenze di celerità richiamate nel provvedimento ovvero che l'interessato sia stato comunque posto in condizione di partecipare al procedimento stesso. Detto principio trova applicazione anche ai casi di revisione della patente di guida per inidoneità".

"In effetti - concludono gli esperti della Giuffrè Francis Lefebvre -, la filiera burocratica tra organo di Polizia Stradale e Motorizzazione non sempre funziona perfettamente stavolta e quest'ultima non è riuscita a procurarsi tempestivamente la prova dell'effettiva notifica dei verbali elevati dagli organi di controllo".

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La frutta secca riduce il rischio di infarto e ictus nei diabetici

Consigliato il consumo di 125 grammi a settimana

Salute & Benessere Diabete
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Mangiare frutta secca, in particolare noci (almeno 5 'manciate' a settimana per circa 28 grammi l'una) può offrire una protezione per i pazienti diabetici, contrastando almeno in parte il loro elevato rischio cardiovascolare. Il diabete aumenta infatti più del doppio le chance di andare incontro ad eventi come infarto e ictus. Lo rivela un ampio studio condotto da epidemiologi e nutrizionisti della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston e diretto da Gang Liu. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Circulation Research e ha riguardato per la prima volta un'ampia casistica di pazienti diabetici, confermando che anche su questa popolazione specifica la frutta secca è un toccasana per il cuore. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi all'alimentazione di 16.217 persone di entrambi i sessi, prima e dopo la diagnosi di diabete, in particolare i dati inerenti il consumo di frutta secca durante un periodo di diversi anni.

Durante il periodo di monitoraggio sono stati registrati 3.336 casi di malattia cardiovascolare (inclusi 2.567 infarti e 789 ictus) e 5.682 decessi (1.663 per problemi cardiovascolari e 1.297 per tumore). Dallo studio è emerso che consumare 5 o più porzioni di frutta secca a settimana riduce il rischio cardiovascolare di un paziente diabetico del 17% rispetto a un paziente che ne consumi meno di una porzione al mese (in particolare riduce del 20% il rischio di infarto, del 34% il rischio di morte per cause cardiovascolari e del 31% la mortalità per tutte le cause).

Inoltre, rispetto alle persone che, dopo la diagnosi di diabete, non hanno modificato le proprie abitudini alimentari relativamente al consumo di frutta secca, coloro che ne hanno incrementato i consumi presentavano una riduzione dell'11% del rischio cardiovascolare, una del 15% del rischio di infarto e una del 25% del rischio di morte per cause cardiovascolari, infine una riduzione del 27% del rischio di morte prematura per qualunque causa.

"Lo studio ha delle importanti implicazioni pratiche - spiega all'ANSA Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia e ordinario di Medicina Interna all'Università di Catania. La frutta secca per molti anni è stata vista con sospetto nelle diete dei pazienti con diabete, soprattutto a causa dell'elevato contenuto in calorie. Questi alimenti, in particolare le noci, ma anche nocciole e mandorle - conclude Purrello - devono invece essere reintrodotti nella dieta dei diabetici, ovviamente con moderazione (100-125 grammi alla settimana), perché il loro contenuto in acido oleico, acidi grassi polinsaturi, fibre, minerali e vitamina E hanno ripetutamente dimostrato di avere effetti benefici di riduzione delle malattie cardiovascolari".

   

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Opel, tecnologia illuminazione LED Matrix anche su Corsa

Da Astra alla piccola city car, scelta opzionale

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La storia di Opel è legata inevitabilmente allo sviluppo, negli anni, di nuove tecnologie di illuminazione, fiore all'occhiello della gamma di Russelsheim. Le luci IntelliLux LED matrix, lanciate nel 2015 con l'attuale serie di Opel Astra, debuttano oggi sulla gamma della piccola city car Corsa, trasformandosi in una tecnologia 'democratica' e a portata di tutte le tasche e di tutte le esigenze. I fari anteriori di Astra (2015), eletta anche 'Car of the Year 2016', hanno in totale 16 elementi a LED (otto su ogni lato), che adattano automaticamente e continuamente la lunghezza e la distribuzione del fascio luminoso alle situazioni del traffico, semplicemente 'tagliando fuori' le auto che provengono dalla direzione opposta e quelle che si trovano davanti a noi. Il funzionamento del sistema è piuttosto semplice: appena la vettura supera il limite urbano, i fari a matrice passano automaticamente in modalità abbagliante e adattano continuamente lunghezza e distribuzione del fascio luminoso. Questo sistema all'avanguardia trasforma la notte in giorno per guidatori e passeggeri senza disturbare gli altri utenti della strada. Gli elementi a LED si riaccendono automaticamente non appena la luce proveniente dagli altri veicoli non viene più rilevata. Grazie a questo sistema all'avanguardia, la notte diventa chiara come il giorno per chi guida o viaggia a bordo di Astra, senza disturbare nessun altro. Si ha così un'assenza totale di abbagliamento e allo stesso tempo una visibilità eccellente.

Come spiega il testimonial del marchio Opel Jürgen Klopp: ''Si vede come in uno stadio di calcio, ma senza accecare nessuno''.

Il lavoro di sviluppo su questa tecnologia a LED non si è mai fermato e ha prodotto dei fari a matrice ancora più sofisticati. Nel 2017, sulla nuova generazione di Insignia è stata presentata la seconda serie dei fari IntelliLux LED.

L'ammiraglia Opel ha ben 32 elementi LED (16 su ogni faro). La presenza di un maggior numero di elementi LED rende più fluidi i passaggi da una modalità all'altra e consente ai vari fasci luminosi di adattarsi al traffico in modo ancora più preciso. Il risultato è un miglioramento della qualità della distribuzione e dell'intensità della luce dei fari anteriori attivi IntelliLux LED matrix.

Questo è l'anno del lancio della nuova Corsa, con i fari IntelliLux LED matrix a richiesta. Già presente sulle vetture Opel dei segmenti delle compatte e delle medie, questa tecnologia di illuminazione che ha ricevuto numerosissimi premi viene ora portata dalla casa nel segmento B.

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Peugeot 604D Turbo, quando il diesel arrivò in Europa

La svolta della casa del Leone per fronteggiare le tedesche

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Negli anni 70 le crisi petrolifere stravolsero il mercato dell'auto in Europa. Il periodo passato alla storia con il nome di 'Austerity' aveva frenato gli acquisti, anche nel settore delle quattro ruote, con un sempre più crescente clima di sfiducia. All'epoca il modello di punta Peugeot era la 604, prima berlina alto di gamma ad adottare un motore diesel sovralimentato in Europa. Rappresentò, quarant'anni fa, una vera rivoluzione, poi ripresa anche dal resto della concorrenza. Il motore da 2,3 litri adottato dalla prima versione della 604, nel 1979, era accreditato di 80 CV, sufficienti a farla arrivare alla soglia dei 160 orari di velocità massima e con consumi nettamente diversi rispetto alle berline a benzina dell'epoca.

Presentata nel 1975, la 604 fu ben accolta dal mercato nei primi due anni di commercializzazione, in seguito ai quali vide le vendite rallentare e risentì delle incertezze della situazione economica. Il lancio della versione V6 TI nel 1977, equipaggiata con motore 6 cilindri ad iniezione che forniva maggiori prestazioni con minori consumi, stabilizzò temporaneamente le vendite, ma non fu sufficiente a farle ripartire in modo deciso. Peugeot, investì molto sul progetto 604, sia in termini di innovazione che di qualità e con questa vettura aveva il preciso obiettivo di contrastare il forte predominio dei marchi tedeschi nel segmento delle berline di lusso. Non si arrese e giocò una nuova carta dell'innovazione, battendo la concorrenza con la presentazione della 604 Turbodiesel nel 1979.

Questa nuova motorizzazione rappresentò una novità assoluta tra le vetture di grande serie e permise a Peugeot di entrare, per prima, in un segmento in cui tale alimentazione non era mai stata esplorata da una berlina di serie e fu la prima di una lunga serie di modelli ad avere un'alimentazione che offriva nuove ed importanti potenzialità di sviluppo, come poi si è visto. Nel 1981 la gamma delle motorizzazioni Diesel di 604 si sdoppiò e acquisì le nuove codifiche commerciali già adottate sul resto della gamma Peugeot, la D Turbo prese il nome di GRD Turbo e la SRD Turbo, divenne la versione equipaggiata con il livello di finitura ancora superiore denominato 'Grand Confort'.

Quest'ultima fu anche la versione prescelta per il mercato italiano, dove la concorrenza tedesca era molto forte, allora come oggi.

Gli ottimi risultati ottenuti dalla 604 con motorizzazione diesel, spinsero Peugeot a battere il ferro ancora caldo, presentando di lì a poco anche la versione turbodiesel della 505, mossa dallo stesso motore della sorella più grande.

Mentre la concorrenza cercò di correre ai ripari, Peugeot presentò nel 1983 l'ultima evoluzione della 604: la GTD, un vero 'must' sia in termini di dotazioni di bordo che di meccanica: sotto il cofano batteva un motore da 2.498 cm3con 95 CV e 165 Km/h che alzò nuovamente l'asticella, costringendo gli altri marchi presenti sul mercato ad una nuova rincorsa.

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Polstrada, togliere la patente per l'uso del cellulare in auto

Omicidio stradale, per Consulta ok pene ma paletti su revoca patente

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Chiudi Telefono alla guida (ANSA) Telefono alla guida

La principale causa degli incidenti stradali "è la distrazione e l'uso improprio di smartphone e altri dispositivi è la prima causa di distrazione. Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all'esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo". Lo ha detto Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. Oggi c'è la sospensione della patente, solo in caso di recidiva, e "ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza".

 "La modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e quindi contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione - ha sottolineato Puccia - è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada".

I dati dell'attività di contrasto a questo comportamento, ha proseguito il dirigente della Polizia stradale, "evidenziano un incremento delle violazioni. Purtroppo si tratta di una trasgressione diffusissima e difficile da contrastare. Per questo lo spauracchio del ritiro della patente alla prima violazione può essere efficace. Ormai - ha aggiunto - si trovano a buon mercato auricolari e dispositivi di viva voce. Ritengo si possa generare un effetto virtuoso come lo abbiamo registrato con il meccanismo della patente a punti".

Puccia ha poi invocato un'altra modifica al Codice "per contrastare più efficacemente l'abuso di sostanze stupefacenti" e cioè la "possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo ma non in stato di alterazione alla guida in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti". L'esponente della Polstrada ha inoltre chiesto una modifica per quanto riguarda i mille etilometri in forza agli organi di polizia. "Attualmente - ha ricordato - le visite periodiche per questi strumenti vengano fatte presso due soli centri del ministero dei Trasporti a Roma e Milano che non riescono a smaltire il gran numero di attrezzature da controllare, Accade così che per lunghi periodi le forze di polizia non possono usarli perchè fermi in attesa delle visite periodiche".

Omicidio stradale,ok pene ma paletti su revoca patente
Consulta, scatta solo in caso di ebbrezza e droga

Sì a pene più severe per l'omicidio stradale, ma revoca automatica della patente solo in caso di ebbrezza o droga. Lo ha deciso la Corte Costituzionale. La legge 41 del 2016, che ha introdotto il reato di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendo le sanzioni, ha superato infatti il vaglio di costituzionalità sul divieto di bilanciare aggravanti con attenuanti. Illegittimo invece l'articolo 222 del Codice della strada dove prevede l'automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. 

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Maire Tecnimont, primo impianto per riciclo meccanico della plastica

Entra nel settore dell'economia circolare

Ambiente & Energia Rifiuti & Riciclo
Chiudi MAIRE TECNIMONT ENTRA NEL RICICLO MECCANICO DELLA PLASTICA (ANSA) MAIRE TECNIMONT ENTRA NEL RICICLO MECCANICO DELLA PLASTICA

Maire Tecnimont attraverso la controllata NextChem entra nel settore dell'economia circolare, investendo nello sviluppo del suo primo impianto avanzato di riciclo meccanico della plastica. L'impianto, situato a Bedizzole, in provincia di Brescia, sarà gestito da una nuova società, MyReplast Industries, controllata di NextChem e per una percentuale di minoranza da imprenditori locali. L'operazione prevede un finanziamento non recourse da Intesa Sanpaolo, attraverso il nuovo fondo dedicato alla Circular Economy pensato per il sostegno strutturato a questo tipo di iniziative industriali. 

L’impianto è basato sulla propria tecnologia MyReplast, con efficienza di riciclo al 95%, che a regime produrrà 40mila tonnellate all’anno di polimeri riciclati, tra i più grandi in Europa. L’Ue, ricorda Maire Tecnimont, ha fissato al 2025 l’obiettivo di 12 milioni di tonnellate di polimeri riciclati per raggiungere il quale saranno necessari oltre 175 nuovi impianti. L’economia circolare è uno dei tre pilastri della strategia Nextchem, assieme al “Greening the Brown” (mitigare le ricadute ambientali della trasformazione di petrolio e gas) e al “Green-Green” (sviluppare additivi o sostituti del petrolio per carburanti o plastiche da fonti rinnovabili).

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Nespoli sale in cattedra al primo corso di biologia spaziale

Promosso da Scuola S.Anna ed Esa per future colonie nello spazio

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Rappresentazione artistica di astronauti su Marte (fonte:NASA/Paul DiMare) (ANSA) Rappresentazione artistica di astronauti su Marte (fonte:NASA/Paul DiMare)

C'è anche l'astronauta Paolo Nespoli tra i docenti che si preparano a salire in cattedra per il primo corso di Biologia spaziale mai organizzato in Italia, che si apre oggi presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

Realizzato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (Esa), il ciclo di lezioni punta a preparare nuovi esperti di biomedicina spaziale che lavoreranno alle future missioni umane di lunga durata, sviluppando tecnologie che possano aiutare la nostra salute anche sulla Terra.

Per avviare la colonizzazione umana dello spazio è necessario capire come contrastare gli effetti dannosi dei fattori ambientali avversi che accompagnano il volo dell'uomo nello spazio, come le radiazioni cosmiche e le differenze nei cicli tra luce e buio. Per questo la ricerca biomedica di base avrà un ruolo sempre più importante nello sviluppo di ambienti artificiali in cui gli esploratori spaziali potranno trovare risposte alle loro esigenze vitali e operative.

"Affrontare questa enorme sfida ha già fruttato importanti innovazioni tecnologiche e biomediche che ci accompagnano nel quotidiano terrestre, migliorando la nostra vita e la nostra sicurezza: la sfida forse più importante sarà accettare che questo balzo in avanti tecnologico e scientifico non potrà essere che un'impresa collettiva e transnazionale", afferma Debora Angeloni, responsabile scientifica del corso e ricercatrice in Biologia della Scuola Superiore Sant'Anna, che questo pomeriggio terrà la prima lezione sugli effetti scatenati dalla microgravità sulle cellule.

Il primo ciclo di cinque lezioni, che martedì 26 febbraio avrà come guest star Paolo Nespoli, sarà seguito da un secondo corso di approfondimento, articolato in dieci lezioni di tipo seminariale: gli argomenti, dagli effetti del volo spaziale sul microbioma intestinale e dalla protezione di vista e ossa, fino all'ibernazione come possibile contromisura alla durata della missione, saranno trattati da specialisti di levatura internazionale. 

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Alla guida di Lexus UX, il crossover della riscossa

Tra ibrido e stile, la Casa punta al raddoppio delle vendite

Motori Prove e Novità
Chiudi Lexus UX 250h (ANSA) Lexus UX 250h

E Parte da un crossover medio la sfida di Lexus al mercato italiano: con UX 250h l'obiettivo è raddoppiare le vendite in Italia nel giro di un anno, passando da 4000 a circa 8000 auto immatricolate.

Gli elementi di forza di UX sono la lunga esperienza di Lexus nella elettrificazione ibrida e l'aver fatto tesoro della lezione europea: sa cosa piace agli automobilisti del Vecchio Continente, dichiaratamente il mercato di riferimento. E così le linee muscolose che solleticano il pubblico maschile sono miscelate con attenzione e cura per il dettaglio con l'obiettivo di destare interesse in quello femminile mentre l'alto contenuto tecnologico può trovare riscontro nella fascia più giovane.

L'anteriore sportiveggiante riesce a contenere l'ampia calandra, firma delle auto della Casa. Il posteriore è più ardito: le scanalature che disegnano le fiancate, arrivano a sagomare la fanaleria posteriore, unite da una sorta di palpebra luminosa. L'intera vettura è studiata seguendo la filosofia YET, che fonde la tradizione con l'innovazione. È così la tipica cura del dettaglio di Lexus si continua a cogliere nelle piccole cose, dall'assemblaggio preciso al 'bonf' nella chiusura della portiera studiato fino al bemolle.

Salendo a bordo, il confort è da top class: c'è tutto, e tutto è esattamente dove ci si aspetta che sia. La meticolosa pazienza nipponica istruisce addirittura nella tecnica di foratura della pelle dei rivestimenti. I posti anteriori sono accoglienti e avvolgenti. Pagano dazio a linee e volumetrie il divano posteriore e soprattutto il bagagliaio: è più piccolo della media della categoria, anche sfruttando il vano sotto il pianale.

Il motore, un duemila Full Hybrid Electric di quarta generazione, raggiunge i 115 km/h in modalità elettrica e consente di percorrere sempre in modalità elettrica fino al 50% del tempo percorso in un itinerario urbano. I 184 Cv erogati e una accelerazione dichiarata da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi permettono alternare la comoda guida cittadina a qualche divagazione più sportiva.

Nel test drive effettuato tra Barcellona, Sitges e l'entroterra catalano, abbiamo potuto constatare quanto, non solo in termini di look ma anche di guidabilità, questa vettura possa incontrare i gusti nostrani. Certo, come è prassi con questi propulsori, bisogna modificare le modalità di stare al volante per fare scattare il feeling. La sensazione di 'trascinamento' pigiando a fondo sull'acceleratore ancora persiste, ma sfruttando la modalità manuale del cambio sequenziale, il divertimento trova il proprio spazio. Meglio ancora se, come nell'allestimento FSport, è possibile comandarlo dal volante.

Ci ha piacevolmente colpito il ridottissimo raggio di sterzata: 5.2 metri, che su un'auto lunga poco meno di 4,5 metri regala l'effetto compasso.

Lexus UX Hybrid, è sviluppata sullaßnuovaßpiattaforma GA-C grazie al Safety System+,ßdi serie, compie un ulteriore passo verso la guida assistita. Il pacchetto include: Pre-Crash system con rilevamento pedoni e ciclisti, assistenza al mantenimento di corsia con funzione di allerta, fari abbaglianti automatici per migliorare la visione notturna, riconoscimento segnaletica stradale e Cruise Control adattivo.

Lexus UX è proposta in cinque allestimenti, con gli Executive e Premium chd andranno a coprire più della metà delle vendite, mentre l’alto di gamma sarà rappresentato dalle versione F SPORT e Luxury. Alle flotte è dedicata la Business. I prezzi di listino partono da 37.900€ per la versione Executive e Business.

In arrivo anche un 4x4 a duemila euro in più, a seconda dell'allestimento. L'intera gamma gode di un Hybrid Bonus di 4.000 euroßin caso di permuta e rottamazione. Interessante anche la formula Pay-per-drive, che garantisce al cliente il valore finale dell'auto in base all'utilizzo reale che ne fa nel corso del periodo scelto, così da poter rimodulare a scadenza fissa anche l'ammontare della rata. L'utilizzo della vettura è monitorato da un avanzato sistema di connessione, che a breve interesserà tutta la gamma Lexus, e in base alla quale è stato anche elaborato un sistema modulare di pagamento dell'RCA.

La vettura gode di una garanzia fino a 10 anni sulle componenti ibride e meccaniche.

Per la presentazione al pubblico, due open weekend in calendario: il 9-10 e il 16-17 di Marzo. (ANSA)

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NY scopre Moroni, grande mostra alla Frick

Seconda rassegna al mondo dopo Londra sul pittore bergamasco

ViaggiArt Nel Mondo
Chiudi Giovanni Battista Moroni (Italian, 15201578) Two Donors in Adoration before the  Madonna and Child and Saint Michael (ANSA) Giovanni Battista Moroni (Italian, 15201578) Two Donors in Adoration before the Madonna and Child and Saint Michael

NEW YORK - Giovanni Battista Moroni come non si era mai visto prima. New York scopre il pittore italiano di origini bergamasche famoso per i suoi ritratti grazie ad una mostra alla The Frick Collection che esalta tutta la ricchezza della ritrattistica rinascimentale. 'Moroni: The Riches of Renaissance Portraiture' sarà allestita dal 21 febbraio al 2 giugno, presentando un totale di 37 opere tra ritratti e oggetti caratteristici del periodo in cui operò, il XVI secolo.

Si tratta della prima importante mostra in nord America su Moroni. 'Moroni: The Riches of Renaissance Portraiture' è stata curata da Aimee Ng della The Frick Collection, Simone Facchinetti, curatore al museo Adriano Barbareggi di Bergamo e Arturo Galansino, direttore di Palazzo Strozzi a Firenze. "Questa è la seconda mostra più grande al mondo su Moroni - ha detto all'ANSA Simone Facchinetti - la prima è stata nel 2014 alla Royal Academy of Arts quindi è ancora volta il mondo anglosassone a rendersi conto dell'importanza del pittore". La mostra di The Frick Collection prende spunto da quella di Londra ma oltre ai ritratti si focalizza anche sugli oggetti raffigurati nei ritratti e che appunto offrono uno spaccato sulla società del tempo. "Moroni è visto sotto una una nuova luce - ha spiegato all'ANSA Aimee Ng - siamo andati alla ricerca di oggetti rinascimentali per dargli una sorta di nuova vita e che altrimenti non sarebbero stati notati. Sono anche importanti per far meglio capire l'estremo realismo e l'attenzione ai dettagli presenti nella pittura del Moroni". La Ng cita ad esempio il ritratto di Isotta Brembati raffigurata seduta con un collo di pelliccia di zibellino e quella che apparentemente sembra una borsa. In realtà si tratta di un ventaglio come si evince dall'oggetto in mostra in una teca di fronte al quadro.

Tra le opere, cinque delle quali provengono da Bergamo, in particolare dall'Accademia Carrara e dalla Fondazione Museo di Palazzo Moroni, anche Il sarto il dipinto in olio su tela in prestito dalla National Gallery di Londra. E' l'opera che più di tutte rappresenta il suo lavoro e che lo ha reso noto a livello internazionale. Ampia attenzione anche ai ritratti sacri in cui per la prima volta il Moroni rappresenta figure sacre con personaggi del tempo. 

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In una pianta giapponese la molecola di lunga vita

Funziona in lievito, vermi, moscerini e cellule umane

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi La pianta Angelica keiskei koidzumi, dala quale sono estratte le nuova sostanze anti-invecchiamento (fonte: Pixabay) (ANSA) La pianta Angelica keiskei koidzumi, dala quale sono estratte le nuova sostanze anti-invecchiamento (fonte: Pixabay)

Scoperta una nuova molecola anti-invecchiamento nelle foglie di una pianta molto comune in Giappone: in laboratorio ha dimostrato di allungare la vita di lievito, vermi, moscerini e cellule umane. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, si deve ai ricercatori guidati da Frank Madeo, dell'università austriaca di Graz.

I ricercatori hanno analizzato le molecole antiossidanti presenti nelle foglie dell'angelica keiskei, una pianta da fiore della famiglia delle carote usata dalla medicina tradizionale asiatica per gli effetti benefici sulla salute, e hanno identificato un flavonoide che riduce il declino cellulare associato all'età. E' stato scoperto che la molecola attiva il meccanismo di riciclaggio cellulare scoperto dal biologo giapponese Yoshinori Ohsumi e che gli è valso il Nobel per la medicina del 2016.

Questo meccanismo, chiamato autofagia, rimuove e degrada i componenti cellulari danneggiati, come proteine e organelli, generando materia prima per costruire nuove molecole. Il cattivo funzionamento di questo meccanismo è all'origine sia di malattie molto diffuse, come infezioni, infiammazioni e tumori, sia di disturbi legati all'invecchiamento, a causa dell'accumulo di molecole tossiche nella cellula. Nei test di laboratorio la sostanza ha allungato la vita di lievito, vermi e moscerini della frutta di circa il 20% e ha ridotto il declino cellulare associato all'età nelle cellule umane in coltura.

La molecola è stata sperimentata anche nei topi con problemi al cuore, soggetti a riduzione del flusso sanguigno (ischemia miocardica prolungata), e il trattamento ha avuto l'effetto di proteggere i tessuti. Il risultato, secondo gli autori, conferma il ruolo dell'autofagia nella protezione delle cellule e rappresenta un passo nell'identificazione di terapie anti-invecchiamento. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se questa è una strategia promettente per prevenire il declino correlato all'età negli esseri umani.

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E' italiana la pista ciclabile 'intelligente' prefabbricata

Fatta di materiali riciclati, ha sensori per manutenzione e smog

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Schema della pista ciclabile intelligente (fonte: REVO) (ANSA) Schema della pista ciclabile intelligente (fonte: REVO)

Si chiama 'mOOve' la nuova pista ciclabile 'intelligente' prefabbricata: ha una struttura modulare realizzata con plastica e gomma riciclata, si adatta a qualsiasi tipo di terreno, è dotata di illuminazione integrata e ha perfino una serie di sensori che monitorano la qualità dell'aria e segnalano quando sono necessari interventi di manutenzione.

Sviluppata e brevettata dalla startup milanese Revo, ha vinto la seconda edizione di 'IDEA - Innovation Dream Engineering Award', il concorso per startupper e innovatori promosso dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. "Il nostro progetto intende favorire l'uso della bicicletta per farla diventare il primo mezzo di mobilità urbana e tra le sue componenti vi è il riciclo della plastica, che sappiamo essere un autentico problema in termini di inquinamento", afferma Marco Lucci di Revo.

"Se prima la realizzazione di piste ciclabili era solo un costo, ora può diventare anche un ricavo per le amministrazioni pubbliche". La pista ciclabile modulare e sostenibile ha conquistato il primo premio (la partecipazione a Smau 2019 e alla Fiera di Parma 2019 SPS IPC Drives Italia, oltre ad attività formative e di sostegno allo sviluppo) sbaragliando altri quattro finalisti: Indacode con Vr-wellness, un kit di realtà virtuale applicata a percorsi terapeutici per bambini e adulti; OSPlace, con temi componibili e open source per l'edilizia residenziale; ReRubber con Pneus Jet Recycling, una tecnologia per disgregare gli pneumatici usati con getti d'acqua ad altissima pressione; Onyax, con dispositivi e piattaforme per l'Internet delle cose.

"Dopo il successo della prima edizione dedicata all'industria 4.0, siamo lieti che anche quest'anno la sfida di proporre progetti imprenditoriali innovativi sia stata colta da ingegneri e startupper", afferma Bruno Finzi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. "Le soluzioni presentate si inseriscono perfettamente nel concetto di smart living, di continuo miglioramento della nostra vita e delle nostre città".

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E' italiana la pista ciclabile 'intelligente' prefabbricata

Fatta di materiali riciclati, ha sensori per manutenzione e smog

Ambiente & Energia Mobilità
Chiudi Schema della pista ciclabile intelligente (fonte: REVO) (ANSA) Schema della pista ciclabile intelligente (fonte: REVO)

Si chiama 'mOOve' la nuova pista ciclabile 'intelligente' prefabbricata: ha una struttura modulare realizzata con plastica e gomma riciclata, si adatta a qualsiasi tipo di terreno, è dotata di illuminazione integrata e ha perfino una serie di sensori che monitorano la qualità dell'aria e segnalano quando sono necessari interventi di manutenzione.

Sviluppata e brevettata dalla startup milanese Revo, ha vinto la seconda edizione di 'IDEA - Innovation Dream Engineering Award', il concorso per startupper e innovatori promosso dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. "Il nostro progetto intende favorire l'uso della bicicletta per farla diventare il primo mezzo di mobilità urbana e tra le sue componenti vi è il riciclo della plastica, che sappiamo essere un autentico problema in termini di inquinamento", afferma Marco Lucci di Revo.

"Se prima la realizzazione di piste ciclabili era solo un costo, ora può diventare anche un ricavo per le amministrazioni pubbliche". La pista ciclabile modulare e sostenibile ha conquistato il primo premio (la partecipazione a Smau 2019 e alla Fiera di Parma 2019 SPS IPC Drives Italia, oltre ad attività formative e di sostegno allo sviluppo) sbaragliando altri quattro finalisti: Indacode con Vr-wellness, un kit di realtà virtuale applicata a percorsi terapeutici per bambini e adulti; OSPlace, con temi componibili e open source per l'edilizia residenziale; ReRubber con Pneus Jet Recycling, una tecnologia per disgregare gli pneumatici usati con getti d'acqua ad altissima pressione; Onyax, con dispositivi e piattaforme per l'Internet delle cose.

"Dopo il successo della prima edizione dedicata all'industria 4.0, siamo lieti che anche quest'anno la sfida di proporre progetti imprenditoriali innovativi sia stata colta da ingegneri e startupper", afferma Bruno Finzi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. "Le soluzioni presentate si inseriscono perfettamente nel concetto di smart living, di continuo miglioramento della nostra vita e delle nostre città".

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La salute del sorriso favorisce buona vita sessuale per lui

Disturbi gengivali legati a rischio disfunzione erettile

Salute & Benessere L'Esperto risponde
Chiudi La salute del sorriso favorisce buona vita sessuale per lui (ANSA) La salute del sorriso favorisce buona vita sessuale per lui

Problemi di salute del cavo orale potrebbero riverberarsi anche sulla vita sessuale maschile: infatti due studi pubblicati sulle riviste The Journal of Sexual Medicine e Journal of Clinical Periodontology legano la malattia delle gengive (parodontite) con problemi di disfunzione erettile.
Il primo lavoro è stato realizzato da un team di ricercatori cinesi coordinati da Donglei Wu dell'università Jinan a Shenzhen, l'altro da un gruppo di ricercatori spagnoli diretti da Francisco Mesa, svolto tra dipartimento di parodontologia e unità di urologia dell'Università di Granada.

La parodontite è una malattia caratterizzata da infiammazione gengivale, infezione del cavo orale legata a diversi batteri, gengive che piano piano si retraggono portando - in assenza di cure adeguate - a instabilità dentale. La disfunzione erettile, un disturbo che può compromettere la vita sessuale maschile, ha origini complesse e sicuramente con una componente di natura vascolare.  Il primo lavoro consiste in una vasta revisione di dati scientifici (meta-analisi) per un totale di 213.076 persone coinvolte. Gli esperti hanno stimato che chi soffre di parodontite ha un rischio più che doppio (2,85 volte in più) di soffrire anche di disfunzione erettile. Nel lavoro spagnolo sono stati considerati in tutto 158 individui, di cui 80 con disfunzione erettile (e 78 individui di controllo). A presentare parodontite era il 74% dei pazienti con disfunzione erettile, contro il 58% dei soggetti di controllo.

Inoltre si è visto che nei pazienti con disfunzione erettile la parodontite era tendenzialmente più grave, con tasche parodontali profonde sino a 6 millimetri e perdita di osso (a livello della radice del dente) maggiore di 3 millimetri.
    Vi sono evidenze crescenti che la parodontite cronica possa causare disfunzione endoteliale (delle pareti dei vasi sanguigni). I batteri della parodontite, insieme alle molecole (citochine) che favoriscono l'infiammazione presenti nel cavo orale, possono avere effetti che vanno ben al di là della salute della bocca, causando una disfunzione dell'endotelio che può portare a formazione di placche nei vasi di piccole e medie dimensioni. Questa anomalia può influenzare la circolazione sanguigna, anche nel pene e, dunque, può compromettere l'erezione. Non a caso un trial clinico che ha coinvolto una popolazione di pazienti in Turchia ha mostrato che il trattamento della parodontite riduce la gravità della disfunzione erettile.
 

"Questa correlazione tra parodontite e disfunzione erettile - commenta Mario Aimetti, dell'Università degli studi di Torino e presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) - che comunque necessita di verifiche con ulteriori studi, sembra però rinforzare le evidenze scientifiche attuali sull'impatto che la parodontite ha sulla salute generale della persona, in quanto determina una condizione di infiammazione sistemica (a livello di tutto l'organismo) dovuta alla presenza di microbi patogeni nelle tasche gengivali. Questa situazione di infezione gengivale, spesso clinicamente subdola, si riverbera sulla salute di tutto il corpo".

"I rapporti tra parodontite e apparato cardiovascolare - continua Aimetti - sono del resto già acclarati, in particolare per quel che riguarda il potenziale contributo della malattia gengivale alla formazione delle placche arterosclerotiche. Questo potrebbe riverberarsi anche sui vasi sanguigni del pene condizionando negativamente la funzione sessuale nell'uomo. L'erezione è infatti determinata da un buon funzionamento dell'endotelio vascolare".
 "Gli uomini, talvolta meno attenti alla salute dei denti e in particolare delle gengive, rischiano così di pregiudicare la loro salute generale e sessuale", conclude l'esperto. 
   

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Il mercato della 'carne' veg vale 4,6 miliardi di dollari

Studio Chatham House, Ue regoli questa industria nascente

Terra & Gusto Cibo & Salute
Chiudi Carne vegetale (fonte: Max Pixel) (ANSA) Carne vegetale (fonte: Max Pixel)

BRUXELLES - Il mercato della carne 'vegetale' vale 4,6 miliardi di dollari a livello globale e supererà i sei entro quattro anni, con la quota di mercato maggiore (39%) in Europa. E' l'istantanea scattata dal think tank britannico Chatham House, che incoraggia l'Ue a chiarire il quadro regolamentare per i prodotti di una "industria nascente", capace di "contribuire al raggiungimento degli obiettivi per il clima" dell'Unione.

La ricerca si concentra su due tipi di alimenti: quelli fatti con proteine e fibre vegetali e lavorati per assomigliare in tutto e per tutto alla carne, già sul mercato in Paesi come Regno Unito, Olanda e Usa; le carni coltivate in vitro, realizzate a partire da cellule animali, che aziende hi-tech in tutto il mondo stanno cercando di far uscire dai laboratori e commercializzare. 

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Pesca: ok dalla Commissione del Parlamento Ue al piano per il Mediterraneo

Imprimatur Assemblea Plenaria atteso per i primi di marzo

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Chiudi Pesca: ok dalla Commissione del Parlamento Ue al piano per il Mediterraneo (fonte: Wikipedia) (ANSA) Pesca: ok dalla Commissione del Parlamento Ue al piano per il Mediterraneo (fonte: Wikipedia)

BRUXELLES - La Commissione pesca del Parlamento europeo ha approvato, oggi a Bruxelles, il piano pluriennale della pesca per il Mediterraneo occidentale, con l'obiettivo di gestire le catture in modo tale da garantire che le risorse ittiche mantengano la loro capacita' di riproduzione.

Il piano interessa gli stock che vivono sul fondo marino, come nasello, triglia, gamberetti rosa, scampi, gamberetti blu e rossi e gamberi rossi giganti. Lo si apprende da fonti del Parlamento europeo secondo cui ''il testo approvato rispecchia l'intesa politica raggiunta nelle scorse settimane dai negoziatori del Parlamento, del Consiglio e della Commissione europea. Gli eurodeputati della commissione pesca si sono pronunciati con 15 voti a favore, 6 contrari e due astensioni''.

Il nuovo piano che dovrebbe ottenere l'imprimatur dell'Assemblea plenaria nei primi giorni di marzo, interessa principalmente i pescherecci italiani, oltre a quelli francesi e spagnoli. In base agli ultimi dati Ue sono infatti interessate a questa attivita' ad alto valore commerciale, circa 10.900 imbarcazioni, per il 50% italiane.

Sull' accordo raggiunto va sottolineato che, alla gestione delle catture attraverso le quote si preferisce far leva sullo sforzo di pesca basato sul numero di giorni in mare, sulla riduzione della capacità di pesca o su periodi di fermo. In relazione allo sforzo di pesca e' stata stabilita una riduzione massima del 10% nel primo anno e al massimo del 40% in 5 anni.

Non di minor importanza, il piano interviene anche sulla protezione degli habitat sensibili, la sostenibilità sociale della piccola pesca, la tutela delle specie di maggior interesse biologico e commerciale. 

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Iraq, 180 sorrisi restituiti ai bimbi di Nassirya grazie ai medici volontari

Missione di Emergenza Sorrisi, operati per malformazioni al volto

Salute & Benessere Sanità
Chiudi emergenza sorrisi (ANSA) emergenza sorrisi

Con Emergenza Sorrisi, 180 sorrisi restituiti ai bambini di Nassirya in Iraq. Si è infatti conclusa con un bilancio di 180 bambini con malformazioni facciali congenite operati la missione chirurgica di Emergenza Sorrisi a Nassirya, che ha coinvolto un team di 19 medici e infermieri volontari dell'associazione. Il rapporto tra Emergenza Sorrisi e l'Iraq è iniziato nel 2008, e questa appena conclusa rappresenta la missione numero 20 in questo Paese provato da anni di gravi guerre e devastazioni.

In oltre dieci anni di attività, l'organizzazione ha offerto e garantito cure specialistiche e operazioni ad oltre 5.000 bambini. L'equipe di Emergenza Sorrisi è guidata dal presidente Fabio Massimo Abenavoli. Molti altri piccoli pazienti sono stati visitati e verranno operati nella prossima missione prevista per la prossima estate. Tanti sorrisi restituiti, ma soprattutto, rileva l'associazione, "la speranza di un futuro migliore per questi bambini che spesso vengono derisi ed emarginati a causa del loro aspetto fisico".

"Ogni volta che torniamo in Iraq cerchiamo di dare il massimo per curare al meglio i piccoli pazienti che presentano malformazioni congenite al volto. Nonostante una lenta rinascita dell'economia, la povertà del Paese si riflette anche nelle abitudini alimentari degli abitanti. La carenza di acido folico nelle diete delle gestanti fa sì che un bambino su quattrocento nasca con la mancata chiusura del palato. La strada da percorrere è ancora lunga, ma in ogni missione cerchiamo di consolidare la nostra collaborazione con i medici locali affinché possano continuare a garantire loro le migliori cure", afferma Abenavoli.

La missione, che si è svolta presso l'Habbobi Hospital su invito del ministero della Sanità iracheno, ha potuto contare sul sostegno di Emirates Airline Foundation - che ha messo a disposizione i biglietti aerei - e sul contributo derivante dal finanziamento dell'8x1000 della Tavola Valdese.
   
   

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Enit, l'Italia sul podio delle mete amate dai tedeschi

Dal 20 febbraio l'Agenzia del turismo alla F.re.e di Monaco

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Chiudi Turisti all'aeroporto di Fiumicino (ANSA) Turisti all'aeroporto di Fiumicino

ROMA - L'Italia è sul podio delle mete preferite dai tedeschi e intercetta l'innalzamento del potere d'acquisto medio pro capite che sale a quasi 24 mila euro con picchi in Baviera: a segnalarlo è l'Enit, l'Agenzia nazionale del turismo, che dal 20 febbraio è presente alla F.re.e, la più importante fiera del turismo del Sud della Germania, in programma a Monaco fino al 24 febbraio.

Il nostro Paese - sottolinea l'Enit - si piazza in testa tra le mete estere preferite dai bavaresi e al secondo posto per i tedeschi dopo la Spagna che però è in calo. Il 2018 è stato l'anno che ha fatto registrare un record storico di viaggi in Italia, soprattutto degli over 55, seppure i tedeschi continuino a mettere al primo posto i viaggi nella loro stessa nazione, scelta da più di un tedesco su tre. Ad attrarre i tedeschi in Italia sole, buon cibo, natura, vissuta soprattutto attraverso sport invernali come snowboarding e cross-country skiing, ma anche golf e bike nonché la sostenibilità, tema caro all'Enit che sta puntando su campagne mirate alla riscoperta di luoghi meno conosciuti del Bel Paese.

I tedeschi apprezzano un prodotto turistico di nicchia, come dimostra anche la ricerca di tour operator specializzati in viaggi active, che contemplano soprattutto trekking, escursionismo, cicloturismo e viaggi studio. L'auto è il mezzo di trasporto preferito (in metà dei viaggi); al secondo posto c'è l'aereo con quasi 7 milioni di passeggeri provenienti dalla Germania, mentre poco più di 500 mila optano per il bus. La Germania si conferma il primo Paese per presenze di stranieri in Italia con quasi 60 milioni di tedeschi che anche per ragioni logistiche, muovendosi in auto, scelgono soprattutto Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia per poi spingersi però anche in Toscana, Emilia Romagna, Sardegna, Lazio e Campania. Il 2018 è stato un anno record anche per l'industria del caravaning: il 12% di camperisti tedeschi ha scelto l'Italia.

"Per il 2019 quasi il 30 per cento dei tedeschi ha manifestato interesse a viaggiare e spendere di più - commenta il direttore esecutivo Enit Giovanni Bastianelli -. I fattori tempo e denaro si prevedono maggiormente positivi rispetto al 2018. Enit punterà su indicatori come la crescita dei segmenti lusso, wellness, outdoor e caravaning nonché su bleisure e crociere" conclude Bastianelli.
   

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