Marcegaglia, May non rassicura business

Urgenti progressi negoziali Gb, ma loro chiedono pressioni su Ue

LONDRA - "Non usciamo da questo incontro rassicurati". Così Emma Marcegaglia commenta, in veste di presidente di Business Europe, l'esito del rendez vous di oggi a Londra sulla Brexit di una delegazione di imprenditori europei con Theresa May.

"Noi - dice Marcegaglia all'ANSA - abbiamo indicato l'urgenza di proposte concrete da parte britannica entro 2 settimane" per far progressi sui punti preliminari del negoziato con Bruxelles. Ma la loro risposta é stato un invito a "premere sugli altri governi europei" perché siano meno rigidi.
   

Marcegaglia, ospite oggi a Downing Street su invito della stessa May e del governo Tory alla guida di una rappresentanza di associazioni confindustriali di ben 14 Paesi del vecchio continente, riconosce "la gentilezza" con cui la premier e i ministri presenti "ci hanno ascoltato". Ma non gira attorno alle parole e non manifesta troppo ottimismo. Anzi, evoca esplicitamente "un clima di sfiducia preoccupante".

"Tutti abbiamo detto le stesse cose e non é facile quando si rappresentano organizzazioni di 14 Paesi diversi", premette la ex numero uno di Confindustria. Il messaggio del mondo del business si rifà a "un senso di urgenza" di fronte all'attuale stallo del negoziato sul divorzio di Londra dall'Ue.

"Servono proposte concrete da parte britannica sui tre punti preliminari - obblighi finanziari, diritti dei cittadini Ue e confini dell'Irlanda - e servono entro due settimane", sottolinea, se no il rischio é che non vi siano nemmeno a dicembre progressi sufficienti per passare alla "fase due".

"Siamo molto preoccupati", insiste Marcegaglia, evidenziando come siano stati ricordati alla May i dati di un'inchiesta condotta dalla Cbi, la Confindustria britannica, stando alla quale "il 60% delle aziende straniere che investono nel Regno sta già preparando un 'contingency plan', magari pensando di andarsene".

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