Montezemolo-Cattaneo, ora nuova fase

Calenda, fondo Usa è serio. Sindacati, vediamo piano industriale

La bandiera a stelle e strisce degli Usa sventola sui treni rosso bordeaux di Italo. La società ferroviaria italiana Ntv è stata venduta al fondo Usa Global Infrastructure Partners (Gip) in una operazione che complessivamente sfiora i 2,5 miliardi di euro. Operazione finanziaria che ha visto Rothschild come advisor di Italo e Mediobanca advisor di Gip. Il Cda ha anche avviato l'iter per la cancellazione dello sbarco in Borsa, che era l'alternativa alla vendita agli americani.

"Si avvia adesso un percorso che durerà per i prossimi mesi fino al perfezionamento delle formalità necessarie per il cambio della proprietà e che segnerà l'avvio di una nuova fase di crescita e di sviluppo per l'azienda con nuove opportunità per tutti", hanno affermato il presidente di Italo-Ntv, Luca Cordero di Montezemolo, e l'a.d, Flavio Cattaneo, in una lettera ai dipendenti sull'accettazione dell'offerta del fondo Usa.

    E commenti sull'operazione Italo sono arrivati naturalmente dal fronte politico, imprenditoriale e sindacale.  "Avevamo detto che la quotazione in Borsa sarebbe stato un bellissimo coronamento. Hanno deciso diversamente, era un loro diritto, il fondo americano è molto serio", ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, spiegando che "sono azionisti privati che hanno messo dei soldi facendo un lavoro difficile" e "non è sempre facile rompere un monopolio", ha sottolineato. Per il ministro delle Finanze e dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si tratta di "una operazione importante che dimostra la validità degli asset italiani".

    Per Confindustria la chiave di lettura è che "siamo un paese aperto, non dobbiamo lamentarci quando arriva un investitore dall'estero", ha detto il presidente Vincenzo Boccia. "Il Paese è appetibile dal punto di vista degli investimenti e dobbiamo mantenere alcuni impianti importanti di politica economica", ha aggiunto il numero uno degli industriali.

    Restano prudenti invece i sindacati che vogliono vedere i piani industriali dei nuovi proprietari di Italo e chiedono di essere convocati ad un tavolo. "Bisognerebbe conoscere il piano industriale, gli investimenti, le scelte occupazionali. Non è sufficiente conoscere il valore dell'operazione", ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Le fa eco la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan secondo cui per cominciare a ragionare sugli effetti della cessione di Ntv sui lavoratori "dovremmo prima di tutto vedere il piano industriale che la nuova proprietà dovrà sicuramente proporre". E alla leader della Cisl non è sfuggita la torta di milioni che si divideranno i soci di Italo dopo il passaggio a Gip. "Ho visto che sono stati distribuiti davvero tanti utili agli azionisti da questa vendita, immagino che finalmente ci saranno le risorse per rinnovare il contratto scaduto da anni", ha sottolineato Furlan.

    Oltre al rinnovo del contratto, "scaduto da 37 mesi", i sindacati chiedono anche che vengano pagati i premi di produzione "dovuti ai lavoratori per via degli ottimi risultati conseguiti dall'azienda" fondata nel 2006.
   

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