Acciaio: Gozzi, cresciamo del 2%, Italia seconda in Europa

Presidente Federacciai, per Ilva si troverà soluzione

L'acciaio italiano sta vivendo "un momento buono", essendo un settore "ciclico, legato all'andamento della congiuntura". E' l'analisi del presidente di Federacciai Antonio Gozzi, secondo il quale le acciaierie italiane producono "il secondo acciaio europeo per quantità e per qualità" e si preparano a chiudere l'anno con "una crescita del 2%". Un risultato che le pone "un po' più in alto della congiuntura nazionale", come evidenziano anche i conti trimestrali di Tenaris, con ricavi in crescita del 32% a 1,3 miliardi di dollari (1,11 mld di euro) ed un utile netto salito del 515% a 95 milioni di dollari (81,63 mln euro).

Numeri che dimostrano come l'acciaio "continua ad essere un settore vitale - indica Gozzi - nel quale sono successe cose importanti". Tra queste l'orientamento dei produttori su "acciai di qualità". Quello italiano - spiega il numero uno di Federacciai - "strutturalmente lo è, grazie anche alle miniacciaierie (mini-mill), con forno elettrico e laminatoio attaccato", che sono una "invenzione italiana" e che consentono di "mettere insieme il massimo di efficienza e di qualità della produzione". Una realtà diversa ma complementare a quella del megaimpianto dell'Ilva di Taranto. La sua crisi - afferma Gozzi - "è stata così grave ampia e lunga nel tempo che ha concentrato su di sé l'attenzione dei media, ma dei 30 milioni tonnellate di acciaio prodotte in Italia l'Ilva ne fa 8 o 9, poi ci sono gli altri 23 milioni". Nella vicenda dell'Ilva Gozzi ha osservato che "è entrato in gioco il buon senso". A suo dire "sarà una trattativa difficile e lunga, ma alla fine si troverà una soluzione", perché "non si può pensare di fare l'Ilva contro il sindacato".

Una previsione che Gozzi fa nell'imminenza dello scadere del suo mandato. "Era iniziato 6 anni fa con il commissariamento dell'Ilva - ha ricordato - e sono contento di concluderlo a maggio con l'Ilva che rientra nei ranghi". "Rifarei tutto quello che ho fatto - ha precisato Gozzi - compresa la difesa della famiglia Riva, una grande famiglia imprenditoriale italiana". "I Riva - a suo avviso - sono stati in Ilva 15 anni e lo stato 35, non si possono imputare alla famiglia le colpe che non ha". Infine gli ex padroni dell'Ilva "hanno subito un esproprio senza indennizzo, cosa che non fa onore allo Stato italiano".

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