di Martino Iannone
ANSA MagazineaMag #114
Numerosi 'special address' incluso quello del premier Gentiloni

Forum di Davos, the politica first

Mai tanti esponenti di governo al vertice economico sul cucuzzolo innevato della cittadina svizzera

L'unico scopo che giustifichi l'esistenza delle istituzioni politiche è quello di garantire il libero sviluppo dell'individuo e delle sue capacità

Albert Einstein, messaggio ai tedeschi, 1941


Davos 2018, la politica first


Tutti a Davos per confrontarsi

Non sarà stato il forum delle svolte diplomatiche, al contrario lo scetticismo ha rischiato di scorrere a fiumi sottotraccia visto che Donald Trump a Davos ha voluto riaffermare la sua agenda ispirata allo slogan 'America First'. Ma i politici, per la prima volta al Forum economico mondiale, hanno quasi rubato la scena a società civile, esponenti di impresa e di finanza, con una partecipazione di ministri, presidenti e premier senza precedenti, e numerosi 'special address' incluso quello del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.


Le star della politica al Forum di Davos

GUARDA LA PHOTOSTORY Fotoracconto

Trump porta a Davos la battaglia americana dei dazi

Il leader Usa incontra Teresa May ed evoca un trattato bilaterale sul commercio

"Pace e prosperità": Donald Trump si è presentato così a Davos, con questo messaggio ecumenico. Ma dietro le buone maniere, il presidente americano è sbarcato nel tempio del libero commercio mondiale per lanciare la sua offensiva protezionistica. Tanto per cominciare, portando in dote nuovi dazi ai prodotti che non sono made in Usa. L'uomo più atteso al World Economic Forum di quest'anno, il primo presidente americano in 18 anni, è sbarcato nella località svizzera in elicottero, tra imponenti misure di sicurezza. Ha parlato alla platea dei big dell'economia, alfieri della globalizzazione con l'obiettivo di "convincere la gente a investire nel Stati Uniti", ha twittato lo stesso Trump prima di partire. Vendere il prodotto 'America', quindi, e forse niente di più. Perché il tycoon ha fin qui dimostrato di essere allergico ai grandi accordi di libero scambio, che a suo dire indeboliscono l'economia a stelle e strisce e minacciano i posti di lavoro. Per dimostrare che fa sul serio, Trump ha imposto dazi all'import di pannelli solari e lavatrici. Ed ha annunciato una possibile stretta anche sulle importazioni di alluminio e acciaio. 


A Davos anche Cate Blanchett ed Elton John


Davos divisa su futuro dei bitcoin, ma la stretta ci sarà

Coro unanime sulla necessità di regole, la Svizzera in controtendenza

Bolla pronta a sgonfiarsi pericolosamente o nuovo paradigma tecnologico? Bitcoin, o più in generale le criptovalute, dividono il mondo di Davos. Con finanzieri, esperti e politici che hanno visioni completamente diverse, anche se i più concordano: una stretta delle autorità sarà inevitabile. La ha varata la Cina, poi la Corea del Sud e si mettono in coda gli Usa, per bocca del segretario al tesoro Steven Mnuchin: "vogliamo assicurarci che le criptovalute non siano utilizzate per scopi illeciti" e "assicurarci che il resto del mondo abbia lo stesso approccio regolamentare, per rendere i mercati finanziari sicuri". Sul fronte opposto la Svizzera, che punta a diventare una 'cripto.nation' e ha iniziato a studiare da vicino le possibile norme. La stretta è inevitabile anche per il segretario generale dell'Ocse Angel Gurrìa, che invita a distinguere bene fra l'utilissima tecnologia sottostante, il blockchain cui a Davos sono dedicati panel e incontri specifici, e fenomeni più transitori come la febbre del Bitcoin con la sua rovinosa correzione. Christine Lagarde, direttore generale del Fmi che è stato indicato da alcuni come l'istituzione più adatta a fare il 'superpoliziotto' delle criptovalute, non si tira indietro: "da tempo abbiamo iniziato il monitoraggio". Ma sono gli stessi finanzieri e investitori a essere divisi sul futuro delle criptovalute. Larry Fink, a.d. di Blackrock, è convinto si tratti di una innovazione "efficiente dal punto di vista dei costi, affascinante per molti, non dovremmo voltarle le spalle ma trovare una soluzione". Opinione opposta quella di Paul Achleitner, presidente di Deutsche Bank: "le criptovalute hanno alta inflazione e volatilità. E poi perché le banche centrali dovrebbero mai stare a guardare mentre qualcuno fa quello che fanno loro? è un fenomeno limitato, investiamo piuttosto nella tecnologia, lasciamo perdere le mode di breve termine".


Davos, tutte le facce di Donald Trump

GUARDA LA PHOTOSTORY Fotoracconto

Melania diserta Davos, sparita dopo il caso pornostar

La first lady non si vede dal 12 gennaio, 'tensioni con Donald'

Melania Trump diserta Davos. Con una mossa a sorpresa, annunciata nel giorno del loro anniversario di matrimonio, la First Lady cambia i suoi piani: non accompagnerà il marito Donald sulle alpi svizzere "per motivi logistici", la spiegazione ufficiale. Una spiegazione che però non convince: Melania è sparita dalla scena dal 12 gennaio, quando sono emerse le indiscrezioni sulla pornostar Stormy Daniels, alla quale il legale di Trump avrebbe staccato un assegno da 130.000 dollari in cambio del suo silenzio sulla presunta relazione con il presidente. Una relazione che risalirebbe al 2006, quando Melania e Trump erano già sposati e la First Lady aveva appena avuto il figlio Barron. I rumors - secondo indiscrezioni - hanno parecchio irritato Melania, al punto da farle decidere di prendere le distanze dal marito presidente. Pur avendolo accompagnato a Mar-a-Lago nei giorni successivi al caso della pornostar, l'ex modella non ha partecipato alle due cene organizzate da Trump nella Casa Bianca d'inverno. E il 15 gennaio twittato un messaggio in onore del Martin Luther King Day, mentre il marito è stato aspramente criticato per aver bellamente ignorato l'anniversario trascorrendo la giornata sui campi da golf. Il 20 gennaio poi, primo anniversario dell'Inauguration Day, Melania ha postato una foto nel giorno del giuramento che la ritrae con un militare, senza il marito. Anche il messaggio allegato non fa alcun riferimento a Trump: "E' stato un anno ricco di momenti bellissimi". E il presidente non sarebbe affatto incluso in quei 'momenti' menzionati da Melania.


Trump presenta la sua America a Davos


Dall'intelligenza artificiale al buon cibo

Non solo economia al forum. Blanchett chiede aiuto per i profughi

Le meraviglie della tecnologia, ma anche l'attenzione alla qualità della vita e alla cultura: al World Economic Forum di Davos non si è parlato soltanto di macroeconomia e finanza. Ci sono stati numerosi panel che hanno dato nuovi spunti per ottenere una globalizzazione 'virtuosa'. Anche facendo maggiore attenzione ai più deboli, in fuga da guerre e povertà.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE - Entro il 2022 l'IA potrà incrementare i ricavi delle imprese del 38% e far crescere l'occupazione del 10%, puntando sulla formazione dei lavoratori alle nuove tecnologie. Con profitti per 4.800 miliardi di dollari per l'economia mondiale globale. Lo rivela uno studio di Accenture sull'impatto dell'IA su aziende e occupazione.

RICONOSCIMENTO VOCALE - Riconoscere una persona da pochi frammenti di discorso? Si può. all'Hub Science ne ha parlato uno dei principali scienziati in questo campo, Rita Singh della Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Da una breve registrazione si può risalire alle caratteristiche fisiche dell'oratore, al background socioeconomico e persino allo stato di salute fisica e mentale. Grazie all'analisi delle piccole differenze con cui si articolano le parole, impercettibili all'orecchio umano.

L'EMERGENZA PROFUGHI - Testimonial d'eccezione, a Davos, è stata Cate Blanchett, attrice e ambasciatrice di buona volontà dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani, insignita dei 'Crystal Award' assieme a Elton John e shah Ruh Khan. La star americana si è detta "scioccata dal trattamento dei profughi", costretti a fuggire dalla Siria. Ed ha rivolto un appello a leader politici riuniti dal Wef a "ritrovare la bussola morale" e al mondo degli affari a "mostrare più compassione".

MANGIARE BENE - Italia in cima al mondo per la qualità del cibo. Lo rivela il rapporto 'Best Countries 2018'. Il nostro paese, spiega Coldiretti, "è primo per patrimonio culturale grazie al massimo dei voti ottenuto nell'aspetto della tradizione gastronomica (10) davanti a Spagna, a Messico, Grecia, Francia e India. E siamo anche leader europei per le produzioni agroalimentari di qualità, con 818 denominazioni riconosciute, tra cibo e vino.

NON SOLO ROBOT - Nell'era dell'automazione, fare qualcosa con le mani ancora è importante. Così, anche nei formali corridoi del centro congressi di Davos si intravedono anche banchi di artigiani che espongono le loro creazioni. E discutono di come la cultura possa costruire ponti e rendere la vita migliore.


A Davos imbiancata controlli sicurezza al top

GUARDA LA PHOTOSTORY Fotoracconto

Merkel contro Trump, dimentica le lezioni della storia

L'Europa contro i protezionismi. Ma gli Stati Uniti insistono: 'Avanti su dazi'

A Davos, nel santuario della globalizzazione, si fa acceso il confronto fra l'amministrazione Trump e l'Europa sull' 'America First', la promessa con cui il presidente Usa ha vinto le elezioni e che ora intende realizzare con una svolta protezionistica. Con Wilbur Ross, segretario al Commercio, che evoca le "truppe statunitensi" per descrivere la difesa dei propri interessi intrapresa da Washington, e la cancelliera Merkel che ribatte accusando il tycoon di non aver imparato nulla dalle "lezioni della storia". Le parole di Ross, capofila di una folta rappresentanza commerciale statunitense (c'è anche il Trade Representative Bob Lighthizer), suonano come un assaggio dei toni che Trump userà nel suo discorso proprio al Forum economico mondiale, dove è atteso venerdì. Con i dazi appena annunciati su prodotti come i pannelli solari, dove la Cina la fa da padrona, finalmente "le truppe statunitensi sono scese ai rinforzi". E' l'affermazione di una politica aggressiva di difesa delle aziende americane - al pari della forte riduzione della tassa sugli utili - e la promessa che siamo solo agli inizi. "Avete visto le misure prese ieri e quelle che le hanno precedute. Arriverà dell'altro", su proprietà intellettuale, acciaio e alluminio.

 

Per molti, a Davos, è uno schiaffo ai principi della cooperazione, della governance multilaterale dei trattati, della stessa sussistenza di istituzioni come l'Organizzazione mondiale del Commercio. Ecco dunque che l'Europa (che vanta un surplus commerciale di oltre 120 miliardi verso gli Usa dovuto essenzialmente alla Germania) tenta di dare una risposta unitaria a difesa dei propri interessi, tanto da far dire a molti, fra le nevi elvetiche, che 'L'Europa è tornata'. "Oggi, 100 anni dopo la catastrofe della Grande Guerra, dobbiamo chiederci se abbiamo davvero imparato la lezione della storia, e a me pare di no. L'unica risposta è la cooperazione e il multilateralismo". Il riferimento è alla polarizzazione del contesto politico, ma anche alle guerre commerciali. "Il protezionismo non è la risposta, dobbiamo cercare risposte multilaterali, l'isolamento non aiuta".

 

Spalleggiata nel 2017 dal presidente cinese Xi Jinping a difesa del libero scambio, la cancelliera tedesca reduce da un'estenuante trattativa post-voto per restare in sella in Germania ha dalla sua qui a Davos l'India di Narendra Modi e il Canada di Justin Trudeau. Ma più che in passato la cancelliera, forte dell'elezione "incoraggiante" di Emmanuel Macron in Francia e del ritrovato asse franco-tedesco, chiede un'Europa che parli con una voce sola, che si sappia dare una difesa comune e una strategia unitaria sui temi del futuro come il digitale, la cybersecurity e il 'Big Data', dove le aziende Usa spadroneggiano. Il presidente francese, che secondo la Cnn Trump inviterà alla Casa Bianca incontrandolo proprio a Davos, è più cauto sul fronte del commercio. In fondo il surplus dell'Ue verso gli Usa è molto poco francese, con la sola Germania che vanta un avanzo di 58 miliardi. Ma chiede di rispondere alla crisi della globalizzazione e della governance globale con il multilateralismo, altro tema caro alla cancelliera, e non con "nuove egemonie". Propone un'Europa "più forte e più ambiziosa e lancia una guida francese nella lotta a quel cambiamento climatico di cui Trump è invece un convinto negazionista. Il premier italiano Paolo Gentiloni mette poi in guardia dai frutti avvelenati di una guerra commerciale, facendo un riferimento esplicito a Trump: "Potrei dire anch'io Italy First, perché no?". Invece "dobbiamo stare molto attenti a una rincorsa verso posizioni protezionistiche" che alla fine "taglierebbero il ramo" su cui poggia la crescita e creerebbero "enormi problemi economici". Prove tecniche di un'Europa a voce unitaria, che Trump venerdì, forte del vantaggio di poter dire l'ultima parola a Davos, cercherà probabilmente di ignorare.


Oxfam, un giorno da a.d. vale un anno da dipendente


Il Papa ai leader del mondo, l'uomo torni al centro dell'economia

Francesco si sofferma sulle ricorrenti crisi finanziarie che hanno creato nuove sfide e problemi per i governi

Riportare l'uomo al centro dell'economia creando "una società inclusiva, giusta e che dia supporto". E' quello che Papa Francesco chiede ai leader globali in una lettera al Forum economico mondiale di Davos, ringraziando l'organizzazione per l'invito ricevuto. Papa Bergoglio chiede ai partecipanti che l'uomo torni al centro dell'economia, avvertendoli dell'urgenza di quello che è un vero e proprio imperativo morale.

Nella missiva, indirizzata al presidente esecutivo del Wef Klaus Schwab, Papa Francesco si sofferma sulle ricorrenti crisi finanziarie che hanno creato nuove sfide e problemi per i governi, "come la crescita della disoccupazione, l'aumento di varie forme di povertà, l'allargamento del divario socio-economico e nuove forme di schiavitù", spesso legate a conflitti e migrazioni. In un simile contesto, prosegue la missiva papale, "è fondamentale salvaguardare la dignità della persona umana, in particolare offrendo a tutti vere opportunità per uno sviluppo umano integrale e attraverso politiche economiche che favoriscano la famiglia".

I modelli economici, scrive Papa Francesco, devono "osservare un'etica di sviluppo sostenibile e integrale, basata su valori che mettano al centro la persona umana e i suoi diritti". Solo così, si legge nella lettera, attraverso una forte determinazione condivisa da tutti gli attori economici, "possiamo sperare di dare una nuova direzione al destino del mondo. Anche l'intelligenza artificiale, la robotica e altre innovazioni tecnologiche devono essere impiegate per contribuire al servizio dell'umanità e per la protezione della nostra casa comune piuttosto che il contrario, come purtroppo prevedono alcune valutazioni".

La missiva di Papa Francesco conclude spiegando che "non possiamo rimanere silenziosi davanti alla sofferenza di milioni di persone la cui dignità è ferita" e che è appunto un "imperativo morale, una responsabilità che riguarda tutti, creare le giuste condizioni per vivere con dignità". L'appello è a rigettare una "cultura usa e getta" e al mondo imprenditoriale il papa chiede di aumentare la qualità della produttività, creare lavoro, rispettare le leggi che lo regolano, combattere la corruzione e promuovere la giustizia sociale: una "importante responsabilità da esercitare con discernimento, perché le decisioni saranno decisive nel dare forma al mondo di domani e quello delle generazioni future".