Cipro, continua blocco marina turca della piattaforma Eni

'Nave a 50 km da area trivellazioni, impegno per soluzione'

 

L'Italia si aspetta una "soluzione condivisa nel rispetto del diritto internazionale e nell'interesse sia dell'Eni, sia dei Paesi della regione, sia delle due comunita' cipriote". Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano al collega turco Mevlut Cavusoglu, incontrato oggi in Kuwait a margine della ministeriale anti-Isis. I due - riferisce la Farnesina - hanno concordato sulla necessità di tenere conto dei rispettivi interessi nazionali e delle preoccupazioni dei rispettivi governi. Anche allo scopo di preservare il necessario clima di fiducia per possibili ulteriori progetti in campo energetico, oltre a
quelli in essere.

"Raccomandiamo alle compagnie straniere che operano al largo di Cipro di non fidarsi della parte greca e di non essere strumenti di iniziative che superano le loro forze". Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ad Ankara al gruppo parlamentare del suo Akp.

Continua il blocco della marina militare turca nel Mediterraneo orientale nei confronti della piattaforma dell'Eni Saipem 12000, diretta a un'area di trivellazione su licenza di Cipro. L'unità, ha detto il portavoce del governo di Nicosia, resta bloccata a circa 50 km dal luogo previsto per le esplorazioni di idrocarburi, a sud-est dell'isola. Ankara si oppone alle attività di trivellazione definendole "unilaterali". Il governo di Cipro e l'Eni, assicura ancora Nicosia, sono impegnati ad assicurare lo svolgimento delle attività esplorative.

"Non ci aspettavamo che accadesse perchè siamo assolutamente molto dentro l'Economic zone di Cipro" dove l'Eni ha già scavato due pozzi senza alcun problema: lo ha detto l'amministratore delegato del gruppo energetico, Claudio Descalzi, parlando a giornalisti al Cairo e rispondendo a domande sulla piattaforma Saipem bloccata dalla Turchia.

LA VICENDA - La marina militare turca ha fermato il viaggio della Saipem 12000, la piattaforma dell'Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia. Una mossa a sorpresa, annunciata dal ministro degli esteri cipriota e confermata dal gruppo petrolifero italiano, che arriva dopo le parole del presidente turco Recyp Erdogan che, all'indomani della sua visita in Italia, si era detto contrario alle operazioni del gruppo "nel Mediterraneo orientale". "I lavori (di esplorazione) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi", aveva sottolineato lo stesso sultano spiegando di aver espresso, nella sua missione a Roma la scorsa settimana, le "preoccupazioni turche" al presidente Sergio Mattarella ed al premier Paolo Gentiloni.

 

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