India: 29 morti per le frane

Nel sud del Paese. 58 vittime due settimane fa nel nord

Aumenta l'allarme per le inondazioni causate dalle piogge torrenziali che stanno tuttora flagellando il Kerala, nell'India meridionale, dove due ore fa le autorità hanno deciso di bloccare gli arrivi all'aeroporto di Cochin. Tragico il bilancio: il numero dei morti è salito a 29, scrive l'agenzia PTI; centinaia i dispersi, oltre 4000 gli evacuati, 6.500 famiglie rischiano di perdere la case secondo i responsabili della Protezione Civile. Per la prima volta da 40 anni, questa mattina, tutte e cinque le paratie della diga di Idduki sono state aperte per lasciar defluire la mole d'acqua ed evitare danni peggiori. A Munnar, non lontano dalla diga, 50 turisti, di cui 30 stranieri, sono sttai evacuati all'alba, dopo essere rimasti imprigionati per due giorni in un resort: il Kerala, che si affaccia sull'Oceano Indiano, è infatti un paradiso turistico, noto per i numerosi resort che offrono trattamenti ayurvedici e per le lagune interne. L'esercito sta raggiungendo l'area con 8 colonne di mezzi di soccorso.
   

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