Attacco Francia, il killer non era schedato come islamista

Il compagno e l'impegno Lgbt, ecco chi era l'agente ucciso dal killer. Terrore sul voto francese, Le Pen chiede chiusura frontiere

Il presunto attentatore degli Champs-Elysees era stato arrestato a febbraio per avere minacciato la polizia ed era poi stato rilasciato per mancanza di prove. Lo rivelano due funzionari francesi. Nella sua auto trovate armi, una copia del Corano e fogli inneggianti all'Isis. Fermati tre suoi parenti, perquisito il domicilio della madre. Si scatena la polemica politica con al centro la candidata del FN alle presidenziali Marine Le Pen che prende il lutto e chiede 'solennemente' a Hollande il ripristino delle frontiere francesi. Il premier Cazeneuve l'accusa di strumentalizzare 'senza vergogna la paura' per fini elettorali. E Trump commenta: l'attacco avrà conseguenze sul voto. IL PUNTO del corrispondente dell'ANSA.

Karim Cheurfi, il 39enne armato di kalashnikov che ha sparato sugli Champs-Elysees a Parigi uccidendo un poliziotto e ferendone altri due, Ddl 15 gennaio al 14 febbraio Karim Cherfi "è stato in Algeria", secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica francese Francois Molins, in una dichiarazione alla stampa. Stando a quanto aveva detto alla polizia, il suo viaggio era dovuto "all'intenzione di sposarsi". L assalitore di Parigi "non era schedato con la lettera S", che indica gli individui radicalizzati a rischio di passare alle azione: lo ha detto il procuratore di Parigi, Francois Molins, smentendo le informazioni diffuse ieri sui media. Nei suoi anni di "detenzione, non aveva mai dato segni di radicalizzazione", ha aggiunto Molins

L'uomo era stato arrestato lo scorso febbraio per avere minacciato la polizia ed era poi stato rilasciato per mancanza di prove. Nella sua auto, dopo la sparatoria, la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l'indirizzo della Dgsi. Nella stessa auto, riferiscono i media, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c'erano un Corano e fogli scritti inneggianti all'Isis. 

All'Eliseo si è tenuto un Consiglio di difesa convocato d'urgenza ieri sera dal presidente francese Francois Hollande dopo l'attentato. Oltre a Hollande, hanno partecipa i ministri dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e degli Esteri. Tra gli altri, erano presenti inoltre i capi dei servizi di sicurezza, dell'intelligence e delle forze armate.

 

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