25 aprile: Brigata Ebraica, mai a Roma con palestinesi

Il no alla partecipazione al corteo nonostante gli appelli

Ancora polemiche sul corteo Anpi del 25 aprile nonostante gli appelli del presidente del Senato, Pietro Grasso, ma anche un gruppo di senatori del Pd. "Assolutamente no". Così la Brigata Ebraica chiude alla possibilità di partecipare al corteo dell'Anpi. "Fino a quando ci saranno organizzazioni palestinesi - sottolinea Flaminia Sabatello, presidente dell'Associazione Romana Amici di Israele, che rappresenta la Brigata Ebraica - non sfileremo più a Roma. A Milano un servizio d'ordine del Pd protegge la Brigata ebraica, a Roma non è garantita la nostra sicurezza".

"Apprezziamo l'invito del presidente Grasso ma non ci sono le condizioni per accogliere la richiesta", sottolinea la presidente ricordando che in passato sono state "numerose le aggressioni" nei confronti dei rappresentanti della Brigata Ebraica. "Non è tollerabile essere bersaglio di offese continue durante il corteo - spiega la Sabatello -, con striscioni e cartelli contro di noi. Non possiamo continuare a farci prendere in giro in questo modo. Gli organizzatori del corteo sanno benissimo che le associazioni pro-Palestina vengono solo per portare disagio e contestarci.
Del 25 aprile a loro non interessa nulla. La loro presenza nel giorno della liberazione è un'offesa alla storia. Ci dispiace da morire non essere presenti a porta San Paolo, ma saremo a via Balbo per le nostre celebrazioni".

La replica dopo le parole dell'Anpi. "Siamo - ha detto il vice presidente dell'associazione partigiana - per la ricomposizione del fronte antifascista nel segno dell'unità". "Aderire al nostro corteo significa anche sottoscrivere i valori della Costituzione. Avere con noi i rappresentanti della comunità ebraica e della Brigata Ebraica ci farebbe molto più che piacere", aggiunge.

 L'appello di Grasso - "Ho apprezzato le recenti parole dell' Anpi nazionale e del Sindaco Sala che hanno ribadito con forza che l'assenza della Brigata Ebraica alle manifestazioni del 25 aprile sarebbe un inaccettabile attacco alla storia della Resistenza e al suo più intimo significato. Il 25/4 è la festa della Liberazione, di tutti quelli che parteciparono allo straordinario risultato. Chiunque strumentalizzi per altri scopi questa giornata commette un grave errore". Lo ha detto il presidente del Senato Grasso al portale dell'ebraismo "Moked". "Il 25 aprile - afferma Grasso intervistato sul portale dell'ebraismo italiano - è la festa della Liberazione, di tutti gli uomini e di tutte le donne che parteciparono a quello straordinario risultato. Chiunque strumentalizzi per altri scopi questa giornata commette un grave errore perché nega la storia e la piega a interessi avulsi dallo spirito del 25 aprile". "La Brigata Ebraica, una formazione militare composta da uomini provenienti da molte nazioni e inquadrata nell'esercito inglese - aggiunge - ha contribuito alla liberazione di alcune città: in provincia di Ravenna sono giustamente ricordati 45 suoi membri che morirono lì combattendo per liberare l'Italia dal nazifascismo". "Per questa ragione credo che la Brigata debba essere considerata al pari di tutte le altre realtà della Resistenza", sottolinea Grasso rispondendo alla domanda su cosa ne pensi del fatto che "da diversi anni c'è chi, a Roma ma non soltanto, cerca di oscurare il ricordo delle pagine di coraggio scritte dai combattenti della Brigata ebraica".

Senatori Pd in campo -  Trentadue senatori del Pd scrivono ai presidenti dell'ANPI Carlo Smuraglia, dell'ANPI di Roma Fabrizio De Sanctis e del Pd Matteo Orfini per ricomporre un'unità corale nelle celebrazioni del 25 aprile: "Ci auguriamo di poter ricomporre a Roma una unità vera e solidale di tutte le forze e associazioni di sinistra e antifasciste. Lo dobbiamo al popolo romano in un momento così difficile per la vita democratica in Europa e nel mondo". Tra i firmatari: Anna Finocchiaro, Luigi Manconi, Sergio Lo Giudice e Walter Tocci.
   

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