Trump-Gentiloni, la notizia di Parigi

Premier accolto con calore. In agenda Siria,Libia, Afghanistan

Acqua per gli ospiti e un bicchierone di Coca Cola, con lo stemma della Casa Bianca stampato sul vetro, per il padrone di casa. Donald Trump non ha tradito le sue abitudini, nell'incontro di ieri a Washington con Paolo Gentiloni. Lo ha accolto con calore, dalla stretta di mano di benvenuto fino alla foto finale con la mano poggiata sulla spalla. E con lui ha discusso prima in un bilaterale, poi in un colloquio faccia a faccia, nel quale però ha fatto irruzione la notizia dell'attacco terroristico agli Champs Elysee di Parigi, riferita ai due leader dallo staff della Casa Bianca. Al bilaterale, durato circa mezz'ora, hanno preso parte tutti gli uomini più fidati di Trump, la prima fila della sua amministrazione. Dal segretario di Stato Rex Tillerson e il consigliere per la sicurezza nazionale HR McMaster, da poco rientrato dall'Afghanistan, ai consiglieri Steve Bannon e Jared Kushner. Ha fatto capolino anche la figlia Ivanka, ma solo per un saluto agli ospiti. Il confronto, a quanto raccontano fonti italiane, è stato centrato sui principali dossier di politica estera, dall'Iraq alla Siria all'Afghanistan. Con anche un passaggio sull'Europa.
    Un giro d'orizzonte sui temi geopolitici, che si sarebbe soffermato per lo più sulla crisi libica: sulla situazione nel Paese, ma anche sulle posizioni degli attori internazionali in campo.
    Nel colloquio il presidente americano non avrebbe citato invece il tema a lui caro delle spese che i Paesi Nato si sono impegnati a impiegare per la difesa. Lo testimonia anche la battuta con la quale Trump ha accolto in conferenza stampa la domanda di un giornalista di Fox News a Gentiloni sull'obiettivo di arrivare a contribuire per il 2% del suo Pil. "Amo la domanda che hai posto. Attendo la sua risposta perché gli porrò la stessa domanda molto presto", ha detto sorridendo.     

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