• Regionali, verso accordo Pd-LeU. Bersani apre. Grasso: 'Assemblee Lazio-Lombardia poi decisione'

Regionali, verso accordo Pd-LeU. Bersani apre. Grasso: 'Assemblee Lazio-Lombardia poi decisione'

Ore di trattative. Domani riunioni assemblee Lazio e Lombardia

Spiragli per un'intesa Pd-LeU alle Regionali. "Stiamo lavorando - assicura Pier Luigi Bersani parlando in Transatlantico alla Camera a chi gli chiede se si troverà un'intesa - faremo di tutto. L'importante è che non sia un'ammucchiata contro la destra o un accordo tra gruppi dirigenti. Serve una proposta alternativa di sinistra rispetto a quella della destra". 

Poco prima stessa linea dal governatore della Regione Toscana. "Con Gori - ha scritto Enrico Rossi su Fb - in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche", "nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri". 

"Siamo un progetto politico plurale, è normale che ci siano posizioni diverse. Abbiamo concordato di ascoltare le indicazioni del territorio, domani ci saranno le assemblee sia in Lombardia che nel Lazio, poi prenderemo una decisione". Così risponde il leader di LeU Pietro Grasso, incrociato dall'Ansa, a una domanda sul dibattito interno a Liberi e uguali sul possibile sostegno ai candidati Pd per la presidenza della Lombardia e del Lazio.

Prosegue intanto il lavoro sulle liste per le politiche. E se per LeU tra i nomi che hanno disponibilità in Liguria spunta quello di Sergio Cofferati, per il Pd oggi potrebbe arrivare l'annuncio di disponibilità di Paolo Siani, pediatra napoletano fratello del giornalista ucciso dalla camorra.

E Paolo Gentiloni? "Ha fatto molto bene da premier, anche se con uno stile totalmente diverso dal mio. Deciderà lui se candidarsi solo nel proporzionale o solo in un collegio", taglia corto Renzi.

Dal territorio emergono intanto le tensioni, dalla Campania alla Sicilia, per la scelta di "candidati imposti dall'alto": 21 segretari del nisseno si schierano contro l'ipotesi di candidatura di Daniela Cardinale. Le regole generali delle candidature, incluse le deroghe per chi ha già svolto più mandati, saranno definite in una direzione, probabilmente il 16. E in quella occasione saranno presentate le linee del programma, cui lavora Tommaso Nannicini con ministri come Martina, Delrio, Orlando.

Lavoro, Europa e cultura, sono i tre pilastri: 7 miliardi saranno indicati per misure per la famiglia e 1,5 miliardi per il lavoro, dettaglia Renzi, prima di ripartire per Firenze per trascorrere il compleanno in famiglia. E punta il dito contro le promesse esorbitanti degli altri partiti: "Noi facciamo proposte credibili e indichiamo i fondi, non i soldi del Monopoli. E non ci sarà bisogno di sforare il 3% per realizzarle".

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