Caos e disagi in Alto Adige, in 39mila senza corrente

Stato emergenza nell'area dolomitica, alcune strade sono isolate

 Strade chiuse, alberi crollati e problemi alla viabilità in Alto Adige, dove la neve caduta anche a quote medio basse ha provocato disagi e danni. Super lavoro per i vigili del fuoco, impegnati in oltre 280 interventi.

Fino alle 10 di mattina sono state oltre 400 le chiamate ricevute dalla Centrale di emergenza di Bolzano a causa del maltempo. Per via dei guasti sia alle linee in alta tensione di Terna, che alla rete del gestore Edyna, sono circa 39.000 gli utenti complessivamente colpiti da disservizi.

La caduta di alberi, oltre ad arrecare gravi danni alla rete elettrica, ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità, al punto che diverse zone risultano irraggiungibili ostacolando gli interventi di ripristino. La società di distribuzione Edyna sta lavorando ininterrottamente al ripristino della rete. I problemi maggiori riguardano l'area dolomitica, in particolare la val Pusteria, la val Badia, la valle Isarco e una piccola zona della val d'Ega.

Particolarmente critica è stata la situazione la scorsa notte, tanto che è stato dichiarato lo stato d'emergenza in considerazione dell'elevato numero di linee elettriche in media tensione coinvolte.

È stata chiusa anche la linea ferroviaria della val Pusteria, a causa della caduta sui binari di diversi alberi, anche di grandi dimensioni. "Restate a casa, anche se manca la corrente elettrica. La sicurezza va prima di tutto", ha scritto su Facebook Martin Ausserdorfer, sindaco di San Lorenzo di Sebato, in val Pusteria. Il maltempo ha colpito anche il Trentino, provocando diversi disagi alla viabilità, con strade chiuse per il rischio di caduta piante e smottamenti.

Dopo la nevicata delle ultime ore si registra la chiusura, per pericolo valanghe o per alberi instabili vicino alla sede stradale, di alcune arterie nelle zone di alta montagna o in prossimità dei passi. Pericolo valanghe in netto aumento anche in Alto Adige e nel vicino Tirolo: slavine possono essere distaccate già da un singolo sciatore, e arrivare a dimensioni grandi nelle regioni con tanta neve fresca. Per le escursioni è necessaria esperienza nella valutazione del pericolo valanghe. Ciò riguarda soprattutto le zone con un manto nevoso continuo prima delle precipitazioni, comunica il Report valanghe transfrontaliero.

Nei pendii erbosi molto ripidi sono state osservate negli ultimi giorni tante valanghe piccole o medie per scivolamento di neve. Quest'attività di slittamento aumenterà ancora con l'aumento dello spessore del manto nevoso. 

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