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Rubrica: Europa e Agenda 2030

Settimana dal 10 al 16 maggio: la visione inquinamento zero al 2050 per un pianeta sano per tutti, e gli obiettivi del piano d'azione dell’Ue al 2030 "Verso inquinamento zero per aria, acqua e suolo” per migliorare salute e benessere.

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Il 12 maggio la Commissione ha adottato il piano d'azione dell’Ue al 2030 "Verso inquinamento zero per aria, acqua e suolo”, un nuovo importante tassello del programma del Green deal europeo.

 

Perché è urgente l’adozione di un piano d’azione europeo per inquinamento zero

Partiamo dai numeri: dai dati del 2015 l’inquinamento è causa di 9 milioni di morti nel mondo (il 16% di tutti i decessi), quindici volte le morti premature delle guerre e delle altre forme di violenza, tre volte le morti causate dall’Aids - tubercolosi e malaria messe insieme. In Ue, ogni anno, l’inquinamento è causa di uno su otto decessi.

La lotta contro l'inquinamento è anche una lotta per l'equità e l’uguaglianza, infatti i più colpiti sono i più vulnerabili: bambini che possono subirne gravi danni a lungo termine sul loro sviluppo, persone con patologie sanitarie, anziani, disabili e coloro che vivono in condizioni socio-economiche più povere.

L’inquinamento colpisce il nostro benessere e la nostra prosperità economica attuale e futura, anche indirettamente contribuendo all’estinzione di massa di specie viventi, rappresentando uno dei cinque fattori di maggior impatto sulla perdita di biodiversità, minacciando la sopravvivenza di più di un milione degli otto milioni di specie viventi stimate. E si stima che la situazione peggiorerà se non cambiamo velocemente rotta.

La Commissione puntualizza che complessivamente il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile è minacciato da una serie di rischi ambientali in aumento e che si rafforzano a vicenda tra cui l’inquinamento e che agire sull’inquinamento oggi vuol dire anche giustizia intergenerazionale.

E sottolinea che il motivo economico per agire sull'inquinamento è chiaro e i benefici per la società superano di gran lunga i costi, così come i costi dell'inazione superano di gran lunga i costi dell’azione.

Già solo l’inquinamento dell’aria ha un prezzo per l’Ue tra i 330 e i 940 miliardi ogni anno contabilizzando le giornate lavorative perse, i costi sanitari, la perdita di resa dei raccolti e i danni agli edifici, mentre tutte le misure adottate nell'Ue per migliorare la qualità dell'aria hanno un costo complessivo stimato di 70-80 miliardi di euro all’anno.

L’inquinamento non si ferma ai confini, ed entra nell’Ue attraverso il mare, i fiumi, il vento e i beni importati e l’Ue è responsabile anche dell’inquinamento prodotto altrove nel mondo. Per cui ha un obbligo anche morale di agire attraverso la propria diplomazia spingendo per una più alta ambizione degli accordi internazionali sull’ambiente quali la Convenzione per la diversità biologica, negli accordi di libero scambio pretendendo che i beni importati sul proprio mercato siano prodotti in modo sostenibile. 

Il Piano d’azione fissa la vision zero inquinamento al 2050 per un’ambiente sano per tutti, così definita: l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo viene ridotto a livelli non più considerati dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali e che rispettano i confini a cui il nostro pianeta può far fronte, creando così un ambiente privo di tossicità. 

E sottolinea come l'ambizione inquinamento zero è un obiettivo trasversale che contribuisce all'Agenda 2030 integrando l'obiettivo 2050 di neutralità climatica in sinergia con gli obiettivi di economia circolare e gli obiettivi di ripristino della biodiversità.

Il principale obiettivo dichiarato del Piano d’azione è quello di fornire una bussola per includere la prevenzione dell'inquinamento in tutte le pertinenti politiche dell'Ue, massimizzando le sinergie in modo efficace e proporzionato, intensificando l'attuazione e identificando possibili lacune o trade-offs.

Sul percorso zero inquinamento, il Piano fissa sei target da raggiungere al 2030, con l’obiettivo di ridurre:

  1. del 55% le morti premature da inquinamento dell’aria;
  2. del 30% le persone affette da disturbi cronici;
  3. del 25% gli ecosistemi dove la biodiversità è minacciata dall’inquinamento;
  4. del 50% le perdite di nutrienti, l’uso di pesticidi chimici, e la vendita di antibiotici per l’allevamento di animali e acquacoltura;
  5. del 50% I rifiuti di plastica nel mare e del 30% le microplastiche rilasciate nell’ambiente;
  6. significativamente la produzione di rifiuti e del 50% i rifiuti urbani residui.

Il Piano introduce lo schema della gerarchia per l’inquinamento zero, richiamando i principi sanciti dai trattati dell’Unione e in ordine:

  1. principio di precauzione,
  2. intraprendere azioni preventive,
  3. che il danno ambientale deve essere rettificato alla fonte,
  4. chi inquina paga, quale ultima istanza.

La priorità assoluta va pertanto data alle azioni di prevenzione.
 

Come il piano si propone di migliorare la nostra salute e il nostro benessere

Al fine di perseguire gli obiettivi del piano, la Commissione propone nel 2022 di allineare gli standard della qualità dell’aria delle direttive Ue alle più stringenti raccomandazioni dell’Oms. In merito alla riduzione dei pm 2,5, di cui l’ammoniaca ne è un precursore, evidenzia il collegamento con le pratiche agricole, in particolare con l’alimentazione degli animali da allevamento, con la gestione del letame e l'uso di fertilizzanti, e le sinergie d’attivare con la strategia dal produttore al consumatore per un modello di produzione alimentare sostenibile.

Mentre la strategia sulla mobilità sostenibile contribuirà alla riduzione dell’inquinamento dell’aria e da rumore prodotto dai trasporti, la Commissione si propone di aggiornare anche la direttiva sul rumore ambientale.

Con l’aggiornamento della direttiva sull’efficienza energetica in edilizia e l’iniziativa ondata di ristrutturazioni, la Commissione proporrà l’integrazione con l’ambizione zero inquinamento. Gli aspetti dell’inquinamento dell’aria indoor saranno meglio integrati nella legislazione per la salute e sicurezza sul lavoro, e saranno valorizzate le sinergie con l’iniziativa nuovo bauhaus europeo

Per la prevenzione dell’inquinamento dell’acqua, la Commissione conta che da gennaio 2023 la nuova direttiva sull’acqua potabile porterà maggior protezione alla salute umana grazie a più stringenti standard di qualità. Nel programma la Commissione indica che nel 2023 valuterà se integrare ulteriori parametri nella direttiva per le acque di balneazione, mentre nella prossima revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane sarà verificato ove necessario integrare il monitoraggio di nuove sostanze dannose per la salute.

La revisione della legislazione delle acque marine sarà finalizzata a ridurre i contaminanti chimici e le microplastiche, contribuendo a preservare la qualità dell'acqua potabile e del pesce che mangiamo. E richiama contestualmente in proposito anche l’aggiornamento delle linee guida per un'acquacoltura più sostenibile e competitiva appena adottate.

Per un migliore benessere mentale e fisico, la Commissione valuterà la promozione di siti disinquinati e rinaturalizzati come potenziali aree verdi pubbliche nella sua prossima proposta di obiettivi di ripristino della natura giuridicamente vincolanti dell'Ue, nella nuova strategia per il suolo e in tutte le azioni di inverdimento urbano, come annunciato nella strategia dell'Ue per la biodiversità per il 2030. In tal modo, mirerà a correggere le disuguaglianze sociali per un accesso equo alle infrastrutture verdi nelle città il più possibile.

Con la strategia per la sostenibilità delle sostanze chimiche, la Commissione proteggerà meglio la salute umana e l'ambiente dalle sostanze chimiche pericolose. In particolare, si propone d’introdurre misure per eliminare gradualmente le sostanze chimiche più dannose - come gli interferenti endocrini e le sostanze persistenti - specialmente nei prodotti di consumo, e misure per sostituire e ridurre al minimo tutte le sostanze pericolose.

Il Piano prevede in quest’ambito due iniziative bandiera:

  • ridurre le diseguaglianze in salute con zero inquinamento - con un’attività di monitoraggio e previsione che inizierà dal 2022 con l’obiettivo di avere un registro che evidenzi le disparità attraverso le diverse regioni dell’Ue al fine di programmare conseguenti politiche correttive;
  • supportare iniziative per zero inquinamento nelle aree urbane - nell'ambito del futuro anno europeo per le città più verdi, la Commissione propone d’integrare sinergicamente la missione “città climatiche neutre e intelligenti” prevista nel programma di ricerca Orizzonte Europa (vedi nostra rubrica del 22.3.21), con la revisione del pacchetto sulla mobilità urbana, con il Patto dei sindaci e l'iniziativa nuovo Bauhaus europeo, identificando i principali bisogni d’inverdimento urbano e innovazione, per prevenire l'inquinamento anche indoor.

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