Aston Martin taglia 95 posti di lavoro nel sito di St Athan

E' la moderna fabbrica dove si produce il nuovo suv DBX

Redazione ANSA ROMA

Come elemento della strategia di ridimensionamento già annunciata e che vedrà l'azienda impegnata in un taglio dei costi operativi di 10 milioni di sterline (pari a 11,6 milioni di euro) Aston Martina ha confermato che licenzierà 95 lavoratori a tempo pieno nel suo impianto di St Athan, nel Galles, dove è partita nell'estate del 2020 la produzione del suv DBX.
    Nel suo complesso la Casa di Gaydon punta ad allineare con complessivi 500 licenziamenti la produzione alla diminuzione della domanda dei suoi modelli sportivi - nel 2020 le vendite sono scese del 32% - e ridurre così le perdite, che sono arrivate a 323 milioni di sterline (375,6 milioni di euro).
    Il nuovo Ceo di Aston Martin Tobias Moers - secondo quanto riferisce il magazine specializzato Autocar - intende sfruttare il rapporto dell'azienda con Mercedes-AMG per accelerare i programmi di elettrificazione del brand, con una versione ibrida del DBX in arrivo entro la fine dell'anno e una nuova versione con motore AMG della supercar Valhalla che verrà mostrata nei prossimi mesi.
    Aston Martin costruirà i suoi primi modelli 100% elettrici - un suv e un'auto sportiva con motore anteriore - nel Regno Unito, anziché in Germania. Il primo sarà costruito a St Athan e il secondo nella sede storica dell'azienda a Gaydon. Lo aveva confermato una dichiarazione ufficiale rilasciata dall'azienda: "Aston Martin entra in una nuova era - si legge - con nuovi investimenti e un nuovo piano per posizionare l'azienda per il successo e per operare come costruttore autosufficiente nel prossimo futuro. Al fine di garantire il futuro dei suoi stabilimenti di produzione di Gaydon e St Athan, Aston Martin continuerà a intraprendere azioni per migliorare l'efficienza dei costi dell'azienda, in linea con il suo piano di trasformazione".
   

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