Auto: mercato Europa ancora in rosso, -20,3% a febbraio

Acea, nei primi due mesi immatricolazioni in calo del 23,1%

Redazione ANSA TORINO

Il mercato dell'auto frena ancora a febbraio. Le immatricolazioni in Unione Europea più Paesi Efta e Regno Unito - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state 850.170, il 20,3% in meno dello stesso mese del 2020. Nei primi due mesi sono state immatricolate complessivamente 1.693.059 vetture, con un calo del 23,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Il gruppo Stellantis ha immatricolato a febbraio in Unione Europea più Paesi Efta e Regno Unito 198.883 auto, il 22,4% in meno dello stesso mese del 2020. La quota è pari al 23,4% a fronte del 24%. Nei primi due mesi le immatricolazioni del gruppo sono 377.905, in calo del 24,7% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso, pari a una quota del 22,3% (era 22,8%).
Ancora un pesante calo delle immatricolazioni di auto in Europa Occidentale con un andamento fortemente negativo in tutta l'area con la sola eccezione di due piccoli mercati, Svezia (+5,3%) e Norvegia (+3,3%), che finora hanno adottato misure anti-Covid blande. Tra i cinque maggiori mercati, il risultato migliore lo registra l'Italia con una contrazione contenuta nel 12,3% in febbraio contro cali del 19% in Germania, del 20,9% in Francia, del 35,5% nel Regno Unito e del 38,4% in Spagna. Lo sottolinea il Centro Studi Promotor. "Rispetto al resto dell'Europa Occidentale, l'Italia - osserva il Csp - riesce a contenere le perdite grazie agli incentivi varati con la Legge di Bilancio anche per vetture con alimentazione tradizionale, ma con emissioni non superiori a 135 gr/km di CO2. Lo stanziamento previsto per questi incentivi si sta però rapidamente esaurendo. Oggi sono ancora disponibili 54,8 milioni e, tenendo conto della media delle prenotazioni giornaliere dall'inizio della campagna a oggi, per questi incentivi restano fondi ancora fino alla fine di marzo" "In tutti i paesi europei - fa notare il Csp - si assiste a una crescita delle immatricolazioni di auto elettriche o ibride con batterie ricaricabili con la spina. E' un effetto dei forti incentivi in vigore in quasi tutti questi paesi con stanziamenti molto superiori alla capacità del mercato di usufruirne per le carenze infrastrutturali che penalizzano la diffusione delle auto elettriche. In Italia a questa situazione si è posto rimedio con incentivi anche per l'acquisto di vetture con alimentazione tradizionale, ma con emissioni contenute". "Continua il periodo di forte crisi per il mercato dell'auto in Europa e il settore guarda con preoccupazione ai ritardi delle Istituzioni nel favorire la transizione verso una mobilità sostenibile". Così Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere, commenta i dati del mercato dell'auto del mese di febbraio in Europa. "A fronte di ingenti investimenti dei costruttori verso elettrico ed idrogeno - spiega Crisci - la rete stradale europea risulta ancora in forte ritardo nell'installazione delle infrastrutture di ricarica che crescono della metà rispetto al mercato. Senza un numero adeguato, anche in prospettiva, di impianti di ricarica veloce sulle principali autostrade continentali sarà impossibile raggiungere l'obiettivo delle emissioni zero nei prossimi 30 anni. In questo quadro l'Italia è ancora all'ultimo posto (insieme alla Spagna) fra i grandi Paesi europei nella diffusione di auto 'alla spina', con una quota del 5,8% a febbraio, contro il 20,7% della Germania, il 13,2% della Francia e il 13% del Regno Unito. Una spinta decisiva alla diffusione dell'elettrico nel nostro Paese può venire dalla crescita del comparto auto aziendali, oggi fermo al 36% del mercato contro quote superiori al 50% dei major markets europei. Ma se non si provvede ad allineare la fiscalità di questo comparto a quella degli altri paesi, e ad adeguare al nuovo ciclo di prova WLTP i valori di CO2 per l'applicazione dei fringe benefit, il mercato delle auto 'verdi' in Italia rischia di rimanere fanalino di coda anche nei prossimi anni". "Le misure restrittive dovute alla terza ondata pandemica e l'incertezza del quadro economico continuano a pesare sul mercato auto europeo che, dopo un'apertura dell'anno in pesante ribasso (-25,7%), conferma un trend negativo anche a febbraio (-20,3%), il peggior febbraio in termini di volumi dal 2013". Lo afferma Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia, che segnala in Italia, Paese che mostra la contrazione più contenuta (-12,3%), il sorpasso nel mese della quota di auto elettrificate (34,8%) sulla quota di auto a benzina (33%). Segno negativo per tutti e cinque i maggiori mercati (incluso Uk) che, complessivamente, pesano per il 68,2% del totale immatricolato e risultano in calo più della media del mercato (-22,2%). "In vari Paesi - spiega Scudieri - i bassi volumi di immatricolazioni hanno toccato livelli record anche considerando che la campagna vaccinale non è ancora in una fase sufficientemente avanzata per sospendere le limitazioni alla mobilità delle persone e le restrizioni vigenti per le attività commerciali, compresi i concessionari in alcuni Paesi come Uk. Oltre ad auspicare rapidi progressi nella battaglia contro la pandemia, anche per contenerne i pesanti effetti sull'economia, speriamo che, a livello nazionale, la definizione del Pnrr, all'esame del Senato, possa presto garantire la messa in atto di un vero piano automotive per il Paese, indispensabile per affrontare la transizione della filiera verso l'elettrificazione della mobilità e per sostenere gli investimenti delle imprese nelle nuove tecnologie della green mobility e del veicolo".

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