Emicrania, possibile rivedere stop durante uso monoclonali

Accolta la richiesta di Sin, Sisc e Anircef

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 18 GIU - Un anno di trattamento e poi uno stop di tre mesi. Questo quanto previsto fino adesso da Aifa - Agenzia italiana del farmaco, per la cura di pazienti con emicrania con anticorpi monoclonali anti-CGRP in regime di rimborsabilità. L'Agenzia regolatoria ha però ha ora accolto la richiesta, presentata ad aprile scorso dalla Società Italiana di Neurologia (Sin), in collaborazione con Anircef (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e Sisc (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee), di rivedere il periodo di sospensione. Nella seduta del 24 maggio scorso la Cts, Commissione tecnico-scientifica di Aifa ha infatti ritenuto possibile prevedere la ripresa del trattamento nel momento in cui (a partire dal primo mese di sospensione) si dovessero ripresentare i criteri che ne hanno previsto la prima prescrizione (ovvero, almeno 8 episodi di emicrania con punteggio MIDAS ≥ 11). I dati scientifici su cui fondare l'individuazione di un periodo di tempo adeguato nel corso del quale il quale il paziente debba essere sottoposto alla somministrazione degli anticorpi anti CGRP non sono univoci per Sin, Anircef e Sisc, "e le poche evidenze disponibili in letteratura su esperienze 'real life' mettono in evidenza un peggioramento graduale e progressivo dei pazienti emicranici a seguito della sospensione della terapia, pur in assenza di un costante ritorno ai valori di partenza". Tali dati risultano sovrapponibili alla esperienza clinica dei centri Cefalee italiani in quanto "appare chiaro il peggioramento clinico cui vanno incontro i pazienti emicranici nei mesi in cui il trattamento viene sospeso". "Ringraziamo Aifa - evidenzia Gioacchino Tedeschi, presidente Sin - in questo modo eviteremo gravi sofferenze a quei pazienti che, come da determine Aifa, provengono da terapie preventive per l'emicrania e che abbiano già mostrato una risposta insufficiente dopo almeno 6 settimane di trattamento, che siano intolleranti o che presentino chiare controindicazioni ad almeno 3 classi di farmaci per la prevenzione dell'emicrania. Pazienti per i quali non sono più individuabili altri farmaci efficaci in regime di rimborsabilità. E proprio sulla rimborsabilità si rischiava una questione di disuguaglianze sociali, consentendo solo a chi poteva affrontare una spesa ingente, la possibilità di non interrompere il trattamento". (ANSA).
   

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