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Musica: Il Pirata dopo 60 anni all'arrembaggio di Palermo

Fino al 20 ottobre l'opera di Bellini in scena al Massimo

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 14 OTT - "Il pirata" di Vincenzo Bellini, opera rara, dopo più di 60 anni, torna a Palermo, al Teatro Massimo domani, venerdì 15 ottobre, alle 20:00 e per chi nel 1986 non l'ha vista al Politeama, sarà la prima volta. L'azione si svolge sulle coste siciliane e siciliani sono i due registi: Luigi Di Ganci e Ugo Giacomazzi, e il soprano Roberta Mantegna che affronta il ruolo di Imogene. Giacomazzi viene dal Piccolo Teatro di Milano, Di Ganci dal teatro di strada e insieme dal 2005 creano i "Teatrialchemici" e poi iniziano un'avventura creativa difficile, una vera sfida, fare teatro con ragazzi autistici e down. Per il Pirata hanno immaginato la prua di una nave, nella forma di un triangolo, come la Sicilia.
    Bellini aveva 25 anni quando compose l'opera per il suo debutto scaligero e fu un trionfo, poi con gli anni il successo clamoroso di Norma o de I Puritani offuscheranno la diffusione de Il Pirata. Nella Sicilia del 1200 il duca di Caldora, Ernesto combatte Gualtiero che esiliato batte il mare da Messina a Palermo, a capo di una banda di pirati. Una tempesta lo fa naufragare dalle parti di Cefalù e sarà la donna amata, Imogene, a trovarlo.
    Con Bellini i due registi hanno già una certa confidenza, hanno firmato la regia di "Norma" nel 2016, con Mariella Devia, e poi a Macerata e a Genova. Oggi "Il pirata" con la prua della nave che si muove come l'ago di una bussola. "Il triangolo - dice Di Ganci - è la figura simbolo della Sicilia, della nave che farà naufragio più o meno sulla costa di Cefalù. La regia teatrale decide il taglio, la cifra dello spettacolo, ma ciò che comanda è la musica. Ma questa è una storia di guerra, di fazioni contrapposte, la protagonista canta "Sorgete stranieri" a coloro che sono sbarcati, non c'è bisogno di forzare la mano per capire che chi attraversa il mare in cerca di libertà o di un destino migliore, è sempre nella stessa condizione esistenziale, e prega. Il mare ti mette di fronte ai tuoi limiti e non resta che pregare nel momento del pericolo. La scena ospiterà le corde che Di Ganci e Giacomazzi usarono anche per Norma. Anche se rara, l'opera vanta al Teatro Massimo interpreti prestigiosi come Beniamino Gigli e Anita Cerquetti. Anche oggi il cast vede in scena cantanti di rilievo come Celso Albelo e Giorgio Misseri(Gualtiero), Vittorio Prato e Francesco Vultaggio(Ernesto), Roberta mantegna e Marta Torbidoni(Imogene), diretti dal maestro Francesco Lanzillotta. In scena fino al 20 ottobre. (ANSA).
   

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